Esami del pancreas: lipasi, amilasi e pancreatite
Esami del pancreas: perché la lipasi è più specifica dell'amilasi, il criterio delle 3 volte nella pancreatite acuta e come leggere i valori sul referto.
Gli esami del pancreas ruotano attorno a due enzimi che compaiono spesso sullo stesso referto: la lipasi e l'amilasi. Sembrano intercambiabili, ma non lo sono. La lipasi è molto più specifica: è l'esame che le linee guida italiane raccomandano per la pancreatite acuta, mentre l'amilasi può salire per motivi che con il pancreas non c'entrano nulla — a cominciare dalle ghiandole salivari. Questa guida spiega a che cosa servono, perché il numero che conta non è il valore grezzo ma il suo multiplo rispetto al limite superiore, perché nella pancreatite cronica gli enzimi possono essere normali, e quale esame si usa quando il pancreas «digerisce poco».
In breve
- La lipasi è prodotta quasi solo dal pancreas: è più specifica dell'amilasi ed è l'enzima raccomandato per la pancreatite acuta dalla linea guida italiana SIGE-AISP-AIGO.12
- L'amilasi è sensibile ma non specifica: metà viene dal pancreas, metà dalle ghiandole salivari, e rientra nella norma più in fretta.34
- Il criterio diagnostico è un multiplo, non un numero: enzimi oltre 3 volte il limite superiore, con dolore tipico e/o segni radiologici.15
- Gli intervalli di riferimento variano moltissimo tra metodi di dosaggio: vale solo quello stampato accanto al vostro risultato.67
- Nella pancreatite cronica gli enzimi possono essere normali o bassi: un referto tranquillo non esclude una malattia pancreatica di lunga data.68
- Le cause più frequenti di pancreatite acuta sono i calcoli biliari e l'abuso di alcol; seguono i trigliceridi molto elevati e alcuni farmaci.59
- Per sapere se il pancreas digerisce abbastanza non serve il sangue: si dosa l'elastasi fecale, sulle feci.1011
- Enzimi lievemente alti senza sintomi sono frequenti e spesso privi di significato patologico.12
Che cosa sono gli esami del pancreas
Il pancreas è una ghiandola nascosta dietro lo stomaco che svolge due mestieri diversi. Il primo è digestivo (pancreas esocrino): produce il succo pancreatico, ricco di enzimi che smontano il cibo — la lipasi per i grassi, l'amilasi per gli amidi, le proteasi per le proteine. Il secondo è ormonale (pancreas endocrino): le isole di Langerhans fabbricano l'insulina, che regola la glicemia.
L'«esame del pancreas» esplora soprattutto la parte esocrina, in modo indiretto: quando il tessuto si infiamma o si danneggia, gli enzimi che dovrebbero finire nell'intestino passano nel sangue. Non è un esame unico ma un pannello che il medico compone caso per caso: enzimi pancreatici, fegato e vie biliari, glicemia, trigliceridi e — quando la domanda è «digerisce abbastanza?» — un esame sulle feci.
Lipasi e amilasi: perché non sono equivalenti
È il punto che genera più confusione davanti a un referto.
La lipasi, l'esame di riferimento
La lipasi digerisce i grassi ed è prodotta in pratica soltanto dal pancreas: un suo aumento punta in modo diretto verso la ghiandola.2 Ha inoltre una cinetica favorevole: nella pancreatite acuta sale entro 3-6 ore, tocca il picco a 24 ore e resta elevata 8-14 giorni.6 Resta quindi individuabile anche in chi arriva dal medico due o tre giorni dopo l'inizio del dolore.
La linea guida italiana — prodotta da SIGE, AISP, SIED, AIGO, SIRM e SIC e pubblicata nel Sistema Nazionale Linee Guida dell'Istituto Superiore di Sanità — è esplicita: «la determinazione della lipasi sierica è raccomandata per la diagnosi di pancreatite acuta. Se non disponibile, dovrebbe essere dosata l'amilasi pancreatica sierica».1 Va preferita soprattutto quando la diagnosi non è chiara e va distinta da altre malattie addominali.
L'amilasi, sensibile ma non specifica
L'amilasi digerisce gli amidi. Il suo limite è l'origine: circa il 50% viene dal pancreas e il 50% dalle ghiandole salivari, come due isoenzimi distinti (P-amilasi pancreatica e S-amilasi salivare) che il laboratorio può misurare separatamente.3 Un'amilasi alta può quindi riflettere una parotite (gli «orecchioni»), una malattia delle ghiandole salivari, una sofferenza intestinale, una malattia della colecisti o una gravidanza extrauterina — senza alcuna pancreatite.4
Il secondo limite è temporale: sale entro 4-8 ore ma rientra nella norma in pochi giorni.3 Un prelievo tardivo può risultare falsamente rassicurante.
Allora perché molti laboratori dosano ancora entrambe?
Per tre motivi, tutti legittimi. Il primo è pratico: l'amilasi è un dosaggio storico, economico e disponibile ovunque, mentre la lipasi non è offerta da tutti i laboratori — lo scenario previsto dalla linea guida, che indica l'amilasi pancreatica come alternativa.1
Il secondo è tecnico e meno noto: in caso di ipertrigliceridemia marcata alcuni metodi di dosaggio della lipasi (per esempio il turbidimetrico) possono dare un risultato falsamente negativo. In una pancreatite da trigliceridi molto alti l'amilasi può quindi salvare la diagnosi.1
Il terzo è interpretativo: un'amilasi alta con lipasi normale sposta il sospetto fuori dal pancreas, il rialzo di entrambe lo riporta dentro — una complementarità sottolineata dalle fonti italiane di medicina di laboratorio.3
Attenzione però: la superiorità della lipasi riguarda la specificità, non l'infallibilità. Una revisione Cochrane su oltre 5.000 pazienti in pronto soccorso ha mostrato che, alla soglia delle 3 volte, amilasi e lipasi hanno prestazioni simili e imperfette: circa un quarto delle pancreatiti acute sfugge agli enzimi.13 Ecco perché la diagnosi non si appoggia mai su un solo numero.
Perché il medico li prescrive
- Per indagare un dolore addominale intenso, in genere all'epigastrio e irradiato verso la schiena, con nausea, vomito o febbre: la presentazione tipica della pancreatite acuta.65
- Per confermare o escludere una pancreatite acuta e cercarne la causa: calcoli biliari, alcol, trigliceridi elevati, farmaci.9
- Per monitorare una malattia pancreatica nota, come una pancreatite cronica o gli esiti di una chirurgia.14
- Per indagare sintomi di cattiva digestione: feci grasse, gonfiore, calo di peso, carenze nutrizionali.11
- Spesso il punto di partenza è banale: una lipasi o un'amilasi leggermente alte trovate per caso in un controllo.12
Vengono quasi sempre richiesti insieme ad altri: gli indici di fegato e vie biliari — gamma-GT, bilirubina, fosfatasi alcalina, ALT e AST, riuniti negli esami della funzionalità epatica — perché il calcolo biliare è la prima causa di pancreatite; l'emocromo e la proteina C reattiva per l'infiammazione; la creatinina, perché un rene che filtra meno fa salire gli enzimi senza malattia del pancreas.6
Serve il digiuno?
Qui le fonti italiane non concordano, ed è utile saperlo prima di presentarsi in laboratorio. L'Istituto Superiore di Sanità indica che per l'amilasi non serve alcuna preparazione, né il digiuno,4 e un laboratorio italiano riporta la stessa indicazione per la lipasi.7 Le fonti di medicina di laboratorio raccomandano invece 9-12 ore di digiuno per la lipasi,6 e strutture ospedaliere italiane eseguono il prelievo al mattino a digiuno.2
La regola pratica: seguite l'indicazione della vostra impegnativa. Spesso la questione si risolve da sola, perché lipasi e amilasi si prelevano con esami che il digiuno lo richiedono — glicemia, profilo lipidico, fegato. In caso di dolore addominale acuto il dosaggio si esegue subito: la rapidità conta più della preparazione.
Valori di riferimento: perché il numero grezzo dice poco
Ecco la parte che sorprende di più: non esiste un intervallo «universale» per lipasi e amilasi. Dipende dal metodo di dosaggio, e le differenze tra laboratori sono enormi. Un laboratorio italiano riporta per esempio amilasi 1-225 U.I./l e lipasi 0-190 U.I./l;7 altri indicano limiti superiori di poche decine di U/L. Lo stesso valore di 90 U/L può essere normale in un referto e nettamente alterato in un altro.
| Esame | Che cosa esplora | Come si legge |
|---|---|---|
| Lipasi | Danno acuto del pancreas (esame di riferimento) | Rispetto al limite superiore del referto; soglia > 3×1 |
| Amilasi totale | Pancreas e ghiandole salivari | Stessa soglia > 3×, ma meno specifica13 |
| Amilasi pancreatica (P-amilasi) | Frazione di origine pancreatica | Alternativa se la lipasi non è disponibile1 |
| Elastasi fecale | Capacità digestiva del pancreas | Sulle feci, non sul sangue10 |
| Glicemia / emoglobina glicata | Funzione ormonale (insulina) | Soglie del diabete14 |
| Gamma-GT / bilirubina | Origine biliare (calcoli) | Secondo il referto9 |
Da sapere: proprio perché gli intervalli cambiano da un laboratorio all'altro, la linea guida italiana non fissa un valore assoluto ma un multiplo: 3 volte il limite superiore di norma.1 È un criterio pensato per il medico, non per l'autovalutazione: da solo, senza dolore tipico e senza imaging, non fa diagnosi.
Pancreatite acuta: il criterio delle 3 volte
La pancreatite acuta è un'infiammazione improvvisa del pancreas e dei tessuti circostanti, di gravità variabile.5 In Italia colpisce circa 30-50 persone ogni 100.000 all'anno ed è la terza causa di ricovero gastroenterologico.9
La diagnosi richiede almeno due dei tre criteri seguenti:1
- dolore addominale tipico pancreatico (epigastrico, talvolta «a cintura», irradiato in regione lombare);
- amilasi pancreatica e/o lipasi sieriche superiori a 3 volte il limite della norma;
- reperti radiologici compatibili (ecografia, TC o risonanza magnetica).
Due su tre: gli enzimi non sono né necessari né sufficienti da soli. Una pancreatite si può diagnosticare con dolore tipico e imaging compatibile anche con enzimi poco mossi; e un valore oltre 3 volte, in una persona senza sintomi, può essere del tutto occasionale.12 Le linee guida internazionali adottano gli stessi criteri e la stessa preferenza per la lipasi.1516
Un'ultima precisazione: un dolore addominale intenso e improvviso con vomito non si interpreta a casa con un referto in mano, ma richiede una valutazione medica senza attesa.5 Nessuna soglia di laboratorio sostituisce quella decisione.
Le cause principali
Le due cause di gran lunga più frequenti sono i calcoli biliari, che ostruiscono il canale da cui defluiscono gli enzimi, e l'abuso di alcol.5 Per questo il medico chiede quasi sempre un'ecografia dell'addome: cerca calcoli e dilatazione delle vie biliari, cioè la causa più curabile.1
Seguono cause meno comuni ma rilevanti: trigliceridi molto elevati, alcuni farmaci, neoplasie pancreatiche, infezioni virali, calcemia elevata e mutazioni genetiche.9 L'ipertrigliceridemia merita una nota: è responsabile di una quota non trascurabile delle pancreatiti acute, con valori in genere molto alti, ben oltre quelli di un profilo lipidico di routine.17 Quando l'origine non è chiara, la linea guida italiana raccomanda di misurare trigliceridi a digiuno e calcio sierico.1
Pancreatite cronica: quando gli enzimi sono normali
È la trappola più insidiosa dell'intero pannello. La pancreatite cronica è una trasformazione fibrosa della ghiandola: il tessuto normale viene sostituito da tessuto cicatriziale, con perdita lenta di funzione. Colpisce circa 5-10 persone ogni 100.000 all'anno; tra le cause principali l'abuso di alcol, il fumo di sigaretta, episodi ripetuti di pancreatite acuta, trigliceridi e calcio elevati, malattie autoimmuni, tumori ostruttivi e mutazioni genetiche.14
Il punto chiave: gli enzimi nel sangue possono essere normali, o persino bassi. Livelli persistentemente ridotti di lipasi indicano anzi un possibile danno permanente delle cellule che la producono — un pancreas che non ha più molto da rilasciare.6 Un referto «nella norma» non esclude una pancreatite cronica.
Per questo la diagnosi passa dall'imaging: TC o risonanza magnetica, in alternativa l'ecoendoscopia, che mostrano calcificazioni, atrofia, pseudocisti e dotti irregolari.14 La malattia associa nel tempo dolore, insufficienza esocrina e diabete, e richiede un monitoraggio prolungato più che un singolo esame.8
Insufficienza pancreatica esocrina ed elastasi fecale
Quando il pancreas non produce abbastanza enzimi per digerire si parla di insufficienza pancreatica esocrina: steatorrea (feci grasse, oleose, abbondanti), gonfiore e flatulenza, calo di peso, carenze di vitamine liposolubili A, D, E e K.1811
Per indagarla il sangue non serve: l'esame di prima scelta è l'elastasi fecale (elastasi pancreatica-1), che si dosa sulle feci e misura quanto enzima il pancreas riesce ancora a mandare nell'intestino.10 Il campione va raccolto su feci formate, non contaminate da urine, nel contenitore del laboratorio; l'eventuale sospensione degli integratori enzimatici si concorda con il medico.10
Le soglie sono ben caratterizzate: una meta-analisi del 2025 su 13 studi e 888 pazienti riporta una sensibilità del 94% a 200 µg/g e una specificità dell'82% abbassando la soglia a 100 µg/g.19 È quindi un ottimo esame di screening in chi ha un rischio concreto, meno affidabile come conferma in chi parte da una probabilità bassa. L'American Gastroenterological Association ricorda che questa condizione resta ampiamente sotto-diagnosticata e che il trattamento si basa su enzimi sostitutivi prescritti dal medico.11
Pancreas, diabete e trigliceridi
Le due funzioni del pancreas comunicano più di quanto si creda. Quando una malattia cronica distrugge progressivamente il tessuto pancreatico, la produzione di insulina può ridursi e comparire un diabete secondario. Per questo, nella pancreatite cronica, l'AISP raccomanda di monitorare la glicemia.14 Gli esami utili sono la glicemia, l'emoglobina glicata e, in casi selezionati, il peptide C, che stima la produzione residua di insulina.
Con i trigliceridi il legame va nel senso opposto: sono loro, quando molto elevati, a poter innescare la pancreatite.17 È una delle poche cause su cui si può agire in prevenzione, ed è il motivo per cui il profilo lipidico accompagna spesso gli enzimi pancreatici.
Enzimi alti senza sintomi: l'iperenzimemia pancreatica
Situazione frequentissima e meno drammatica di quanto sembri. L'aumento di amilasi e/o lipasi senza sintomi «può essere un riscontro del tutto occasionale» nei prelievi di routine e interessa, secondo l'AISP, circa il 10-15% della popolazione generale.12
Le cause sono varie: malattie pancreatiche (cisti, pancreatite cronica, tumori) ma anche condizioni non pancreatiche come la celiachia, le malattie renali e la macroamilasemia, artefatto benigno in cui l'enzima si lega a grosse proteine e si accumula nel sangue.12 Anche alcuni farmaci, tra cui contraccettivi orali e oppioidi, possono alzare la lipasi.6
Escluse le patologie, si arriva alla iperenzimemia pancreatica benigna: una fluttuazione cronica dei livelli circolanti da considerare «non come una malattia, ma come una semplice anomalia biochimica senza implicazioni prognostiche».12 Saperlo evita mesi di ansia e una cascata di esami inutili — ma l'esclusione la fa il medico.
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Ricerche recenti
Da pubblicazioni recenti indicizzate su PubMed:
- La lipasi resta l'enzima di riferimento. Le linee guida dell'American College of Gastroenterology e quelle riviste dell'International Association of Pancreatology confermano i tre criteri diagnostici e la preferenza per la lipasi, in linea con la linea guida italiana.1516
- Gli enzimi non sono infallibili. Una revisione Cochrane su 5.056 pazienti con dolore addominale acuto mostra che circa un quarto delle pancreatiti sfugge agli enzimi e che la resa peggiora con il passare delle ore.13
- Elastasi fecale, soglie più solide. Una meta-analisi del 2025 quantifica sensibilità (94% a 200 µg/g) e specificità (82% a 100 µg/g) dell'elastasi fecale-1 e la colloca come test di screening iniziale.19
- Insufficienza esocrina sotto-diagnosticata. L'aggiornamento dell'American Gastroenterological Association richiama l'attenzione su una condizione spesso non riconosciuta e sul ruolo della terapia enzimatica sostitutiva.11
- Trigliceridi e pancreatite. La letteratura conferma l'ipertrigliceridemia come causa rilevante di pancreatite acuta e ne descrive il peso epidemiologico.17
Questi risultati riguardano la diagnosi e la gestione medica: non autorizzano alcuna automedicazione e non sostituiscono il parere del medico.
Domande frequenti
Quali esami del sangue si fanno per il pancreas? Soprattutto lipasi e amilasi. Si aggiungono, secondo il contesto, glicemia ed emoglobina glicata per la funzione ormonale, gamma-GT e bilirubina per le vie biliari, trigliceridi e calcemia per cercarne la causa.
Lipasi o amilasi: qual è la differenza? Entrambe salgono nella pancreatite, ma la lipasi è molto più specifica, mentre circa metà dell'amilasi proviene dalle ghiandole salivari;3 la lipasi resta inoltre elevata più a lungo. Per questo la linea guida italiana raccomanda la lipasi, con l'amilasi pancreatica come alternativa.1
Amilasi alta: che cosa significa? Non necessariamente un problema di pancreas. Può dipendere da una parotite o da altre malattie delle ghiandole salivari, dalla colecisti, da una sofferenza intestinale, da una malattia renale o da una gravidanza extrauterina.4 Il significato lo dà il medico, incrociando sintomi, lipasi ed eventuale imaging.
Lipasi alta: quando è pancreatite? Il cut-off è 3 volte il limite superiore di norma, ma fa diagnosi solo insieme a dolore tipico e/o imaging compatibile: servono due criteri su tre.1 Un rialzo isolato, senza sintomi, spesso non ha significato patologico.12
Quali sono i valori normali di lipasi e amilasi? Non esiste un intervallo universale: dipende dal metodo di dosaggio del laboratorio. Un laboratorio italiano riporta per esempio amilasi 1-225 U.I./l e lipasi 0-190 U.I./l,7 altri indicano limiti nettamente più bassi. Vale solo l'intervallo stampato accanto al vostro risultato.
Gli enzimi normali escludono una malattia del pancreas? No. Nella pancreatite cronica lipasi e amilasi possono essere normali o basse, perché il tessuto che le produce è danneggiato,6 e anche nella pancreatite acuta gli enzimi mancano la diagnosi in una quota non piccola di casi.13 Il riferimento resta l'imaging.
Bisogna essere a digiuno? Le fonti italiane divergono: l'ISS indica che per l'amilasi non serve preparazione,4 altre raccomandano 9-12 ore di digiuno per la lipasi.6 Seguite l'indicazione della vostra impegnativa. In urgenza il prelievo si esegue subito.
Che cos'è l'elastasi fecale e perché non si fa nel sangue? Perché la domanda è diversa: non «il pancreas è infiammato?» ma «digerisce abbastanza?». Si dosa nelle feci perché è lì che si misura quanto enzima arriva davvero nell'intestino,10 ed è l'esame di prima scelta per l'insufficienza pancreatica esocrina.11
Un esame del sangue può rivelare un tumore del pancreas? Gli enzimi pancreatici non sono un test di screening: possono essere alterati per moltissime ragioni benigne12 e restare normali in presenza di una malattia del pancreas.6 Di fronte a un sospetto, la valutazione passa dall'imaging e dal parere specialistico.14
Quando bisogna preoccuparsi? Un dolore addominale intenso e improvviso con vomito richiede una valutazione medica immediata, qualunque cosa dica il referto.5 Al contrario, un enzima lievemente alto senza sintomi si analizza con calma insieme al medico.12
Da ricordare
Gli esami del pancreas si reggono su un'idea semplice: la lipasi è più specifica dell'amilasi, perché viene quasi solo dal pancreas, sale prima e resta elevata più a lungo — ed è per questo l'enzima raccomandato dalla linea guida italiana SIGE-AISP-AIGO. L'amilasi resta utile come alternativa, quando trigliceridi molto alti possono falsare la lipasi, e come indizio di un'origine salivare. Il numero che conta non è il valore grezzo ma il suo multiplo: 3 volte il limite superiore del vostro referto, un criterio medico che vale insieme al dolore tipico e all'imaging. Poi le due trappole: nella pancreatite cronica gli enzimi possono essere normali, e per sapere se il pancreas digerisce abbastanza serve l'elastasi fecale, sulle feci. Infine, un dolore addominale intenso con vomito richiede una valutazione medica immediata, non la lettura di un referto. Nessun valore si legge da solo: è tutto il quadro a contare, ed è ciò che offre AI DiagMe, a complemento del vostro medico.
Fonti
Fonti istituzionali e scientifiche italiane e pubblicazioni indicizzate su PubMed utilizzate per questa guida:
Footnotes
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SIGE, AISP, SIED, AIGO, SIRM, SIC — Linea guida sulla pancreatite acuta: diagnosi, valutazione di gravità, terapia medica ed endoscopica e gestione del post-acuzie, Sistema Nazionale Linee Guida dell'Istituto Superiore di Sanità, Roma, 29 maggio 2023. Criteri diagnostici (2 su 3), raccomandazione della lipasi sierica, cut-off di 3 volte il limite superiore, falsi negativi della lipasi in caso di ipertrigliceridemia, ecografia, trigliceridi e calcio. iss.it ↩ ↩2 ↩3 ↩4 ↩5 ↩6 ↩7 ↩8 ↩9 ↩10 ↩11 ↩12 ↩13 ↩14
-
Humanitas Gavazzeni — Lipasi. Lipasi prodotta dal pancreas e aumento sierico come indice di patologia pancreatica, prelievo al mattino a digiuno, variabilità dei valori di riferimento tra laboratori. gavazzeni.it ↩ ↩2 ↩3
-
SIBioC — Lab Tests Online Italia, Amilasi. Origine per circa il 50% pancreatica e il 50% salivare, isoenzimi P- e S-amilasi, sensibilità elevata ma scarsa specificità, aumento di 4-6 volte entro 4-8 ore e rapido ritorno alla norma, dosaggio combinato con la lipasi. labtestsonline.it ↩ ↩2 ↩3 ↩4 ↩5 ↩6
-
ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) — Amilasi (analisi cliniche). Aumenti di 5-10 volte nella pancreatite, assenza di digiuno, cause non pancreatiche (parotite, colecisti, occlusione intestinale, gravidanza ectopica), riduzione nella pancreatite cronica. issalute.it ↩ ↩2 ↩3 ↩4 ↩5
-
ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) — Pancreatite acuta: disturbi, cause e cure. Definizione, dolore epigastrico irradiato al dorso, calcoli biliari e abuso di alcol, enzimi aumentati di almeno 3 volte, urgenza del dolore violento. issalute.it ↩ ↩2 ↩3 ↩4 ↩5 ↩6 ↩7
-
SIBioC — Lab Tests Online Italia, Lipasi. Aumento di 3-10 volte nella pancreatite acuta, cinetica (3-6 ore, picco a 24 ore, 8-14 giorni), maggiore specificità rispetto all'amilasi, livelli ridotti nel danno cronico, digiuno di 9-12 ore, interferenza di rene e farmaci. labtestsonline.it ↩ ↩2 ↩3 ↩4 ↩5 ↩6 ↩7 ↩8 ↩9 ↩10 ↩11
-
Centro Analisi Vitale (laboratorio di analisi italiano) — Amilasi e Lipasi: valori di riferimento riportati sul referto (amilasi 1-225 U.I./l, lipasi 0-190 U.I./l), esempio di intervalli dipendenti dal metodo di dosaggio. centroanalisivitale.it ↩ ↩2 ↩3 ↩4
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Beyer G, Habtezion A, Werner J, Lerch MM, Mayerle J. Chronic pancreatitis. Lancet, 2020. PubMed · DOI ↩ ↩2
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AISP — Associazione Italiana per lo Studio del Pancreas, Pancreatite acuta. Incidenza di 30-50 casi per 100.000 abitanti/anno, terza causa di ricovero gastroenterologico, cause (calcoli biliari, alcol, farmaci, neoplasie, virus, genetica, trigliceridi), criteri diagnostici. aisponline.it ↩ ↩2 ↩3 ↩4 ↩5
-
SIBioC — Lab Tests Online Italia, Elastasi fecale. Valutazione della funzionalità pancreatica esocrina, cause di insufficienza (pancreatite cronica, tumore, fibrosi cistica), raccolta del campione di feci e sospensione degli integratori enzimatici. labtestsonline.it ↩ ↩2 ↩3 ↩4 ↩5
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Whitcomb DC, Buchner AM, Forsmark CE. AGA Clinical Practice Update on the Epidemiology, Evaluation, and Management of Exocrine Pancreatic Insufficiency: Expert Review. Gastroenterology, 2023. PubMed · DOI ↩ ↩2 ↩3 ↩4 ↩5 ↩6
-
AISP — Associazione Italiana per lo Studio del Pancreas, Iperenziminemia pancreatica. Riscontro occasionale nel 10-15% della popolazione generale, soglia delle 3 volte con dolore severo, cause non pancreatiche (celiachia, malattie renali, macroamilasemia), forma benigna senza implicazioni prognostiche. aisponline.it ↩ ↩2 ↩3 ↩4 ↩5 ↩6 ↩7 ↩8 ↩9
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Rompianesi G, Hann A, Komolafe O, Pereira SP, Davidson BR, Gurusamy KS. Serum amylase and lipase and urinary trypsinogen and amylase for diagnosis of acute pancreatitis. Cochrane Database of Systematic Reviews, 2017. PubMed · DOI ↩ ↩2 ↩3
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AISP — Associazione Italiana per lo Studio del Pancreas, Pancreatite cronica. Trasformazione fibrosa della ghiandola, 5-10 casi per 100.000/anno, cause (alcol, fumo, pancreatiti ripetute, trigliceridi e calcio, autoimmunità, genetica), diagnosi con TC/RM/ecoendoscopia, monitoraggio della glicemia. aisponline.it ↩ ↩2 ↩3 ↩4 ↩5 ↩6
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Tenner S, et al. American College of Gastroenterology Guidelines: Management of Acute Pancreatitis. Am J Gastroenterol, 2024. PubMed · DOI ↩ ↩2
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International Association of Pancreatology. International Association of Pancreatology Revised Guidelines on Acute Pancreatitis 2025. Pancreatology, 2025. PubMed · DOI ↩ ↩2
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Yang AL, McNabb-Baltar J. Hypertriglyceridemia and acute pancreatitis. Pancreatology, 2020. PubMed · DOI ↩ ↩2 ↩3
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Ospedale Pediatrico Bambino Gesù — Insufficienza pancreatica. Steatorrea, calo di peso, gonfiore e flatulenza, deficit di vitamine liposolubili A, D, E, K, ruolo dell'elastasi fecale. ospedalebambinogesu.it ↩
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de la Iglesia D, Agudo-Castillo B, Galego-Fernández M, Rama-Fernández A, Domínguez-Muñoz JE. Diagnostic Accuracy of Fecal Elastase-1 Test for Pancreatic Exocrine Insufficiency: A Systematic Review and Meta-Analysis. United European Gastroenterology Journal, 2025. PubMed · DOI ↩ ↩2