Indice

Gruppi sanguigni: AB0, fattore Rh e diffusione in Italia

Gruppi sanguigni: come funzionano i sistemi AB0 e Rh, gli 8 gruppi e la loro diffusione in Italia, come si determina il gruppo e a che cosa serve.

Pubblicato il 6 agosto 202616 min di letturaScritto dal Team Blood Analysis · Riletto e verificato da Julien Priour

Il gruppo sanguigno è la carta d'identità dei tuoi globuli rossi. Non è un valore "alto" o "basso": è una caratteristica categoriale, definita dalle molecole — gli antigeni — presenti o assenti sulla loro superficie. Due sistemi dominano la pratica clinica quotidiana: l'AB0 (A, B, AB e 0) e l'Rh, quello che rende il gruppo "positivo" o "negativo". Combinati danno gli 8 gruppi sanguigni che decidono chi può ricevere il sangue di chi. Questa guida spiega come funzionano AB0 e Rh, quanto sono diffusi i vari gruppi in Italia, come si determina il gruppo e a che cosa serve conoscerlo — e affronta senza giri di parole una questione tutta italiana: la dieta del gruppo sanguigno.

In breve

  • Il gruppo dipende dagli antigeni dei globuli rossi: è genetico, ereditato dai genitori, e non cambia nel corso della vita.12
  • Il sistema AB0 definisce quattro gruppi — A, B, AB e 0 — e a ciascuno corrispondono anticorpi naturali nel plasma contro gli antigeni che mancano.12
  • Il sistema Rh distingue positivo e negativo in base a un solo antigene, il D: in Italia circa l'85 % della popolazione è Rh positivo.1
  • I gruppi più diffusi in Italia sono 0 positivo (~39 %) e A positivo (~36 %); il più raro fra gli otto è l'AB negativo (~0,5 %).1
  • Si determina con una prova diretta sui globuli rossi e una prova indiretta sul siero; prima di una trasfusione la normativa italiana impone una doppia determinazione su due prelievi diversi.13
  • Serve per la trasfusione, la gravidanza (malattia emolitica feto-neonatale) e la donazione di sangue; oltre ad AB0 e Rh esistono decine di altri sistemi (Kell, Duffy, Kidd…).45
  • La dieta del gruppo sanguigno non ha basi scientifiche: gli studi che hanno testato l'ipotesi non hanno trovato alcun legame fra gruppo AB0 e benefici del regime alimentare.678

Che cos'è un gruppo sanguigno

Sulla membrana di ogni globulo rosso sporgono migliaia di molecole. Alcune variano da persona a persona e prendono il nome di antigeni eritrocitari: l'insieme di quelli che porti definisce il tuo gruppo sanguigno.1

Il punto centrale è questo: il sistema immunitario tollera gli antigeni che riconosce come propri, ma può fabbricare anticorpi contro quelli che non possiede. Se un globulo rosso estraneo entra in circolo portando un antigene "sconosciuto", gli anticorpi lo attaccano, lo agglutinano e lo distruggono — ed è questo meccanismo a rendere alcune trasfusioni sicure e altre potenzialmente letali.2

Il gruppo è determinato geneticamente ed ereditato dai genitori:1 non si modifica con l'alimentazione, lo stile di vita o l'età. Si scrive combinando AB0 e Rh: 0+, A−, AB+.

Il sistema AB0: antigeni e anticorpi naturali

Il sistema AB0, scoperto all'inizio del Novecento, è tuttora il più importante per la trasfusione. Si basa su due antigeni, A e B, in realtà due zuccheri aggiunti a una struttura di base comune (l'antigene H) dall'enzima codificato dal gene AB0: chi non produce né l'uno né l'altro resta con la sola struttura di base ed è di gruppo 0.2

GruppoAntigeni sui globuli rossiAnticorpi nel plasma
AAanti-B
BBanti-A
ABA e Bnessuno
0nessunoanti-A e anti-B

La regola è speculare: hai gli anticorpi contro gli antigeni che non possiedi.1 Ne derivano le regole di compatibilità dei gruppi sanguigni e di ereditarietà del gruppo sanguigno.

Perché questi anticorpi esistono senza una trasfusione precedente

È la particolarità che rende l'AB0 così pericoloso da sbagliare. Di norma il sistema immunitario produce anticorpi solo dopo aver incontrato un antigene estraneo. Gli anti-A e gli anti-B, invece, sono detti naturali: compaiono nei primi mesi di vita, senza che sia mai avvenuta una trasfusione.2 La spiegazione più accreditata è che strutture zuccherine molto simili agli antigeni A e B siano diffusissime nell'ambiente — in particolare sui batteri della flora intestinale — e che il sistema immunitario del lattante, confrontandovisi di continuo, sviluppi anticorpi contro quelle che non riconosce come proprie.2

La conseguenza pratica è drammatica: una trasfusione AB0-incompatibile non ha bisogno di una "prima esposizione" per scatenare una reazione. Gli anticorpi sono già lì e distruggono i globuli rossi del donatore in pochi minuti. Per questo in Italia la reazione da incompatibilità AB0 è oggetto di una raccomandazione ministeriale dedicata, che la descrive come sempre riconducibile a un errore lungo il percorso trasfusionale.94

Il fattore Rh: perché si parla solo dell'antigene D

Il secondo sistema chiave è l'Rh. Nella pratica lo si riduce a un'informazione binaria — positivo o negativo — ma comprende in realtà decine di antigeni distinti (C, c, E, e e molti altri).10

Allora perché sul tesserino compare soltanto il "+" o il "−"? Perché quel segno si riferisce a un solo antigene, il D, di gran lunga il più immunogeno: quello che con maggiore facilità spinge chi non lo possiede a fabbricare anticorpi contro di esso.10 Se porti l'antigene D sei Rh positivo, altrimenti Rh negativo. In Italia circa l'85 % della popolazione è Rh positivo e il 15 % Rh negativo.1

A differenza dell'AB0, non esistono anticorpi anti-D naturali: una persona Rh negativa li sviluppa solo dopo un contatto con globuli rossi Rh positivi — una trasfusione incompatibile o una gravidanza con un feto Rh positivo. Da lì i due grandi problemi clinici legati al D: l'alloimmunizzazione trasfusionale e la malattia emolitica feto-neonatale, approfonditi nella guida sul fattore Rh.1011

Esiste infine una zona grigia: alcune persone esprimono l'antigene D in quantità ridotta (D debole) o incompleta (D parziale). Il risultato sierologico è allora ambiguo e si ricorre al genotipo RHD, cioè all'analisi del DNA.10

Gli 8 gruppi sanguigni e la loro diffusione in Italia

Incrociando AB0 e Rh si ottengono gli 8 gruppi sanguigni. La tabella riporta la loro frequenza indicativa in Italia secondo ISSalute, il portale dell'Istituto Superiore di Sanità, con le regole di base della compatibilità.1

GruppoDiffusione in ItaliaDona globuli rossi aRiceve globuli rossi da
0+~ 39 %tutti i gruppi Rh+0+, 0−
A+~ 36 %A+, AB+A+, A−, 0+, 0−
B+~ 7,5 %B+, AB+B+, B−, 0+, 0−
0−~ 7 %tutti (donatore universale)solo 0−
A−~ 6 %A−, A+, AB−, AB+A−, 0−
AB+~ 2,5 %solo AB+tutti (ricevente universale)
B−~ 1,5 %B−, B+, AB−, AB+B−, 0−
AB−~ 0,5 %AB−, AB+tutti i gruppi Rh−

Per sistema AB0 si ottiene all'incirca 46 % di gruppo 0, 42 % di A, 9 % di B e 3 % di AB.1

Due precisazioni. La prima: sono ordini di grandezza, non un censimento — le percentuali variano da regione a regione e cambiano molto da un Paese all'altro (i dati francesi, statunitensi o asiatici non valgono per l'Italia). La seconda: la tabella riguarda i globuli rossi; per il plasma la logica si rovescia, perché si trasferiscono gli anticorpi e non gli antigeni, e il plasma AB è quello universalmente utilizzabile.

Il gruppo 0 negativo: perché se ne parla tanto

Fra tutti gli otto, il 0 negativo è quello che genera più ricerche — per una ragione precisa. I suoi globuli rossi non portano né l'antigene A, né il B, né il D: non offrono alcun bersaglio agli anticorpi di chi li riceve. Il donatore 0 Rh negativo è per questo il donatore universale di globuli rossi, e le sue sacche sono quelle utilizzabili in emergenza, quando serve sangue immediatamente e non c'è il tempo di conoscere il gruppo del paziente.12 Poiché il 0− riguarda solo il 7 % circa della popolazione italiana ma può servire a chiunque, la domanda è strutturalmente sbilanciata rispetto all'offerta: da qui gli appelli ricorrenti delle associazioni di donatori.112

Va detto anche il rovescio della medaglia: chi è 0 negativo è donatore universale ma ricevente estremamente selettivo, perché può ricevere globuli rossi soltanto da un altro 0 negativo. "Donatore universale" non significa "gruppo privilegiato". E per chi cerca "gruppo sanguigno più raro": fra gli otto gruppi comuni il più raro in Italia è l'AB negativo (~0,5 %), non lo 0 negativo.1

Come si determina il gruppo sanguigno

Il gruppo si determina su un normale prelievo venoso, senza digiuno e senza preparazione, spesso insieme all'emocromo completo. La verifica avviene in due direzioni che devono coincidere:1

  • prova diretta (o globulare): i tuoi globuli rossi vengono messi a contatto con sieri contenenti anticorpi anti-A, anti-B e anti-D. Se si formano ammassi visibili — l'agglutinazione — l'antigene corrispondente è presente;
  • prova indiretta (o sierica): il tuo siero viene messo a contatto con globuli rossi di gruppo noto; poiché il plasma contiene gli anticorpi contro gli antigeni che ti mancano, le reazioni devono rispecchiare quelle della prova diretta.

L'agglutinazione è una reazione tutto o nulla: ecco perché il gruppo è una categoria e non un numero su una scala. E poiché le due prove si controllano a vicenda, una discordanza segnala subito un problema — un sottogruppo debole, un anticorpo inatteso, un errore di etichettatura.

La doppia determinazione prima di una trasfusione

Quando si deve assegnare sangue a un paziente, in Italia non ci si accontenta di un solo referto. La normativa trasfusionale prevede una prima determinazione del gruppo AB0 (prova diretta e indiretta) e del tipo Rh(D), e poi un controllo su un campione prelevato in un momento diverso; si aggiungono la ricerca di anticorpi irregolari — il test di Coombs indiretto — e, di regola, la prova di compatibilità fra globuli rossi del donatore e siero del ricevente.39 Lo scopo di questa doppia determinazione su due prelievi distinti non è dubitare del laboratorio: è intercettare lo scambio di provetta o di paziente, che nessuna ripetizione sullo stesso campione potrebbe smascherare.

Da sapere: il gruppo sanguigno è fissato dalla genetica e non cambia nel corso della vita (unica eccezione di rilievo, il trapianto di midollo osseo da un donatore di gruppo diverso). Un risultato "diverso" da quello che credevi di avere indica quasi sempre un errore di trascrizione o di identificazione.

A che cosa serve conoscere il proprio gruppo

Non è una curiosità: da questa informazione dipendono decisioni cliniche.

  • Trasfusione. È l'uso principale. Trasfondere globuli rossi AB0-incompatibili può provocare una reazione emolitica acuta, grave e talvolta mortale.4 Nell'emolisi il laboratorio vede crollare l'aptoglobina e salire la bilirubina e l'emoglobina libera.
  • Gravidanza. Gruppo AB0 e fattore Rh sono fra i primi esami richiesti. Se la madre è Rh negativa e il feto Rh positivo, la madre può immunizzarsi e produrre anticorpi anti-D capaci di attraversare la placenta e distruggere i globuli rossi del feto: è la malattia emolitica feto-neonatale. La profilassi con immunoglobuline anti-D, intorno alla 28ª settimana e nelle 72 ore dopo il parto, l'ha resa in larga parte prevenibile.111 Il gruppo si affianca agli altri esami del primo trimestre, dalla beta-hCG alle sierologie per toxoplasmosi e rosolia.
  • Donazione di sangue. Chi dona per la prima volta scopre il proprio gruppo in quell'occasione; la compatibilità orienta poi l'uso delle sacche.12 Al donatore periodico si controllano anche emocromo, ematocrito, ferritina e assetto marziale, perché ogni donazione sottrae ferro.
  • Trapianti e chirurgia programmata, dove il sangue compatibile va pianificato.

Oltre AB0 e Rh: gli altri sistemi e i gruppi rari

AB0 e Rh sono i protagonisti, ma non sono soli: sono riconosciuti decine di sistemi di gruppo sanguigno e centinaia di antigeni eritrocitari. Alcuni nomi ricorrono nei referti dei pazienti politrasfusi: Kell, Duffy, Kidd, MNS.5

Perché contano? Perché chi riceve trasfusioni ripetute — o ha avuto gravidanze — può immunizzarsi contro un antigene che non possiede. Da quel momento non basta più rispettare AB0 e Rh: servono unità prive anche di quell'antigene, sempre più difficili da trovare. È qui che si è imposta la genotipizzazione, cioè la determinazione dei gruppi a partire dal DNA.5

Esiste poi una rarità di tutt'altro ordine rispetto all'AB negativo: si definisce raro un gruppo che ricorre al massimo in 1 soggetto su 1.000-5.000.1 I casi estremi riguardano fenotipi privi di un antigene presente in quasi tutta la popolazione, per i quali solo un donatore con lo stesso identico profilo è compatibile — da qui i registri nazionali e internazionali di donatori di sangue raro.

La "dieta del gruppo sanguigno": che cosa dicono davvero gli studi

In Italia la dieta del gruppo sanguigno — o emodieta — è molto conosciuta e conta un pubblico affezionato. L'idea, proposta negli anni Novanta dal naturopata statunitense Peter D'Adamo, è che a ciascun gruppo AB0 corrispondano alimenti "benefici", "neutri" e "nocivi", sulla base di una ricostruzione evolutiva secondo cui i gruppi sarebbero comparsi in epoche diverse con abitudini alimentari diverse.13

Va detto con chiarezza, senza alcuna intenzione di deridere chi ci ha creduto in buona fede: questa teoria non ha basi scientifiche — e il punto è che l'ipotesi è stata davvero messa alla prova.

  • Uno studio su PLoS One (2014) ha calcolato, su 1.455 partecipanti, l'aderenza a ciascuna delle quattro diete e ne ha confrontato gli effetti sui marcatori cardiometabolici (peso, pressione, colesterolo, trigliceridi, insulina). Alcune di quelle diete si sono effettivamente associate a parametri migliori — ma far coincidere la dieta con il proprio gruppo AB0 non cambiava nulla: i benefici erano indipendenti dal gruppo sanguigno, cioè l'opposto di ciò che la teoria prevede.7
  • Un secondo studio degli stessi autori, sul Journal of Nutrition (2018) in adulti in sovrappeso, ha confermato il risultato: il genotipo AB0 non modificava l'associazione fra quelle diete e i biomarcatori cardiometabolici.14
  • Una revisione sistematica sull'American Journal of Clinical Nutrition (2013) aveva già concluso che non esiste letteratura a sostegno di queste diete.8

Le istituzioni italiane vanno nella stessa direzione. ISSalute, il portale dell'Istituto Superiore di Sanità, colloca l'emodieta fra i falsi miti alimentari: nessuno studio ne ha dimostrato l'efficacia, ed è la sana alimentazione in sé a fare bene, indipendentemente dal gruppo di chi la segue.6 La Fondazione AIRC ne offre la spiegazione più ragionevole: chi segue una di queste diete spesso sta meglio, ma perché nel farlo riduce gli alimenti ultraprocessati e aumenta frutta e verdura — cambiamenti che gioverebbero a chiunque.13

Resta una raccomandazione di buon senso: un regime che elimina interi gruppi di alimenti in base al gruppo sanguigno rischia di essere inutilmente restrittivo. Un piano alimentare si costruisce sulla persona, con il medico o un nutrizionista, non su una lettera del tesserino.

Ricerche recenti

Da pubblicazioni recenti indicizzate su PubMed:

  • Si scoprono ancora nuovi sistemi. Nel 2024 l'analisi genetica ha definito il sistema MAL (antigene AnWj), chiudendo un enigma trasfusionale aperto da cinquant'anni: la mappa dei gruppi sanguigni non è completa.15
  • La genotipizzazione sta cambiando la pratica, con una tipizzazione estesa degli antigeni eritrocitari utile ai pazienti politrasfusi e ai fenotipi D ambigui.510
  • La malattia emolitica feto-neonatale resta un obiettivo di prevenzione: nonostante la profilassi anti-D, l'incompatibilità Rh(D) produce ancora morbilità evitabile nel mondo.11

Questi dati riguardano la ricerca: non autorizzano alcuna automedicazione.

Fai interpretare le tue analisi da AI DiagMe

Il gruppo sanguigno da solo dice poco: acquista significato insieme al resto — l'emocromo, il contesto di una gravidanza, di una donazione o di un intervento programmato.

👉 AI DiagMe interpreta le tue analisi — del sangue, delle urine o delle feci — tenendo conto di tutto il tuo quadro, in un linguaggio chiaro. Un servizio informativo che non formula diagnosi e che completa, senza sostituirlo, il parere del tuo medico.

Domande frequenti

Che cos'è il gruppo sanguigno e quali sono gli 8 gruppi? È una caratteristica dei globuli rossi, definita dagli antigeni presenti sulla loro superficie e determinata geneticamente.1 Combinando i quattro gruppi AB0 con il fattore Rh si ottengono gli otto gruppi: 0+, 0−, A+, A−, B+, B−, AB+, AB−.

Qual è il gruppo sanguigno più diffuso in Italia? Lo 0 positivo, con circa il 39 %, seguito dall'A positivo con circa il 36 %.1

Qual è il gruppo sanguigno più raro? Fra gli otto gruppi comuni, in Italia il più raro è l'AB negativo (circa 0,5 %).1 Esistono però gruppi realmente rari, presenti al massimo in 1 persona su 1.000-5.000 e seguiti da registri dedicati.

Perché il gruppo 0 negativo è così ricercato? Perché i suoi globuli rossi non portano gli antigeni A, B e D e possono essere trasfusi praticamente a chiunque: è il donatore universale, la risorsa usata in emergenza quando non si conosce ancora il gruppo del paziente.12 Riguarda però solo il 7 % circa della popolazione italiana.

Il gruppo sanguigno può cambiare nel corso della vita? No, è fissato dalla genetica; l'unica eccezione rilevante è il trapianto di midollo osseo da un donatore di gruppo diverso. Un risultato discordante indica quasi sempre un errore di identificazione o di trascrizione.

Come faccio a sapere il mio gruppo sanguigno e serve il digiuno? Con un prelievo di sangue analizzato in laboratorio (prova diretta e indiretta), e senza digiuno; se il prelievo è abbinato ad altri esami, segui l'indicazione del laboratorio. Lo si scopre anche presentandosi a donare il sangue.

Perché prima di una trasfusione mi fanno due prelievi? Perché la normativa italiana prevede una doppia determinazione del gruppo AB0/Rh su campioni prelevati in momenti diversi.3 È la misura che intercetta lo scambio di provetta o di paziente, all'origine delle reazioni da incompatibilità AB0.9

Se sono Rh negativa e aspetto un bambino, devo preoccuparmi? Non preoccuparti, ma segnalalo: è una situazione ben conosciuta e gestita di routine. Se il feto è Rh positivo, la profilassi con immunoglobuline anti-D intorno alla 28ª settimana e dopo il parto previene in larga misura la malattia emolitica feto-neonatale.111

La dieta del gruppo sanguigno funziona? No. Gli studi che hanno testato l'ipotesi non hanno trovato alcun legame fra gruppo AB0 e benefici del regime alimentare.7148 Sia ISSalute sia la Fondazione AIRC la collocano fra le convinzioni prive di fondamento scientifico.613

Il gruppo sanguigno influenza il carattere? È una credenza diffusa, ma senza alcun riscontro: il gruppo descrive molecole sui globuli rossi, non tratti psicologici.

Da ricordare

Il gruppo sanguigno è definito dagli antigeni dei tuoi globuli rossi: il sistema AB0, con i suoi anticorpi naturali, e il fattore Rh, ridotto in pratica al solo antigene D. In Italia i gruppi più diffusi sono 0 positivo (~39 %) e A positivo (~36 %), il più raro è l'AB negativo (~0,5 %), e il 0 negativo (~7 %) è il donatore universale di globuli rossi.112 Prima di una trasfusione la normativa italiana impone una doppia determinazione su due prelievi.3 Il gruppo serve per la trasfusione, la gravidanza e la donazione — non per scegliere che cosa mangiare: la dieta del gruppo sanguigno non ha retto alla verifica.76 Per leggere i tuoi risultati nel loro insieme puoi affiancare al tuo medico AI DiagMe.

Fonti

Fonti istituzionali italiane e pubblicazioni scientifiche (PubMed) utilizzate per questa guida:

Footnotes

  1. ISSalute — Istituto Superiore di Sanità, Esame del gruppo sanguigno: sistemi ABO e Rh (definizione, prova diretta e indiretta, diffusione dei gruppi in Italia, gravidanza e gruppi rari). issalute.it 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21

  2. Storry JR, Olsson ML. The ABO blood group system revisited: a review and update. Immunohematology, 2009. PubMed 2 3 4 5 6

  3. Centro Nazionale Sangue — Allegato VII: determinazione del gruppo AB0 e del tipo Rh(D) del ricevente, controllo su campione prelevato in momento diverso, ricerca di anticorpi irregolari e prova di compatibilità. centronazionalesangue.it 2 3 4

  4. Goel R, Tobian AAR, Shaz BH. Noninfectious transfusion-associated adverse events and their mitigation strategies. Blood, 2019. PubMed · DOI 2 3

  5. Westhoff CM. Blood group genotyping. Blood, 2019. PubMed · DOI 2 3 4

  6. ISSalute — Istituto Superiore di Sanità, La dieta del gruppo sanguigno fa bene alla salute? (sezione «Falsi miti e bufale — Alimentazione»). issalute.it 2 3 4

  7. Wang J, García-Bailo B, Nielsen DE, El-Sohemy A. ABO genotype, 'blood-type' diet and cardiometabolic risk factors. PLoS One, 2014. PubMed · DOI 2 3 4

  8. Cusack L, De Buck E, Compernolle V, Vandekerckhove P. Blood type diets lack supporting evidence: a systematic review. American Journal of Clinical Nutrition, 2013. PubMed · DOI 2 3

  9. Centro Nazionale Sangue / Ministero della Salute — Raccomandazione per la prevenzione della reazione trasfusionale da incompatibilità AB0 (aggiornamento della Raccomandazione n. 5), 2020. centronazionalesangue.it 2 3

  10. Ramsey G. The Rh blood group system: RHD update. Immunohematology, 2025. PubMed · DOI 2 3 4 5

  11. Pegoraro V, Urbinati D, Visser GHA, et al. Hemolytic disease of the fetus and newborn due to Rh(D) incompatibility: A preventable disease that still produces significant morbidity and mortality. PLoS One, 2020. PubMed · DOI 2 3 4

  12. AVIS — Associazione Volontari Italiani del Sangue, Gruppo 0, conosciamolo meglio (donatori 0 Rh− come «donatori universali» e ruolo nelle emergenze). avis.it 2 3 4 5

  13. Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro — Dieta dei gruppi sanguigni, una scelta sensata? airc.it 2 3

  14. Wang J, Jamnik J, García-Bailo B, et al. ABO Genotype Does Not Modify the Association between the "Blood-Type" Diet and Biomarkers of Cardiometabolic Disease in Overweight Adults. The Journal of Nutrition, 2018. PubMed · DOI 2

  15. Tilley LA, Karamatic Crew V, Mankelow TJ, et al. Deletions in the MAL gene result in loss of Mal protein, defining the rare inherited AnWj-negative blood group phenotype. Blood, 2024. PubMed · DOI

Avvertenza medica. Questa scheda ha finalità informative ed educative; non costituisce un parere medico e non sostituisce una visita. I valori di riferimento variano da laboratorio a laboratorio e in base al metodo: solo il tuo medico può interpretare i risultati nel tuo contesto.