Esami ormonali donna e uomo: quali fare e quando
Esami ormonali nella donna e nell'uomo: quali dosaggi servono davvero, in che giorno del ciclo farli e perché non esiste un pannello unico uguale per tutti.
Gli esami ormonali sono il prelievo che si chiede quando il ciclo diventa irregolare, quando una gravidanza non arriva, davanti a peluria o acne che non passano, ai primi sintomi della menopausa o, nell'uomo, a un calo di desiderio e di energia. C'è un equivoco da sciogliere subito, ed è il motivo per cui tanti referti risultano illeggibili: non esiste un "pannello ormonale completo" valido per tutti. Quali ormoni dosare dipende dalla domanda clinica, e il momento del prelievo — il giorno del ciclo, l'ora della giornata — cambia il risultato più di ogni altra variabile. Questa guida spiega quali esami servono in quale situazione e quando farli.
In breve
- Non c'è un bilancio ormonale standard: gli ormoni da dosare cambiano secondo la domanda — ciclo irregolare, infertilità, irsutismo, menopausa, tiroide o surrene.12
- Il momento del prelievo è la variabile numero uno: gli ormoni sessuali femminili si dosano in un giorno preciso del ciclo, il cortisolo e il testosterone al mattino.34
- La menopausa è una diagnosi clinica: «nessun test per la valutazione della funzione ovarica da solo predice e diagnostica la condizione di menopausa».5
- Sotto contraccettivi estroprogestinici la maggior parte dei dosaggi sessuali non è interpretabile; come e quando misurare lo decide solo il medico.5
- Le società scientifiche italiane raccomandano di non allargare i pannelli: nel sospetto di ipogonadismo o iperandrogenismo, per esempio, non va richiesto il testosterone libero.6
- Gli intervalli di riferimento dipendono dal metodo del laboratorio: quelli presi dalla letteratura non sono trasferibili.3
Che cosa sono davvero gli esami ormonali
Gli ormoni sono messaggeri chimici prodotti da alcune ghiandole e trasportati dal sangue fino agli organi bersaglio. Gli esami ormonali ne misurano la concentrazione — ma quasi mai in modo isolato: quello che interessa al medico è il funzionamento di un asse, la catena di comando che va dal cervello alla ghiandola periferica. Al vertice c'è l'ipotalamo, che parla all'ipofisi. Da lì partono tre grandi vie:
- l'asse tiroideo — il TSH ipofisario comanda la tiroide; è quello dei classici esami della tiroide, con TSH, FT4 e FT3;
- l'asse surrenalico — l'ACTH ipofisario comanda la corteccia del surrene, che produce il cortisolo; accanto, un circuito indipendente regola la pressione e il sodio attraverso renina e aldosterone;
- l'asse gonadico — l'FSH e l'LH ipofisari comandano le ovaie (che producono estradiolo e progesterone) o i testicoli (che producono testosterone).
Fuori da questo schema, l'ipofisi produce anche la prolattina, l'ormone dell'allattamento, e l'ormone della crescita, che si valuta soprattutto attraverso l'IGF-1. In gravidanza entra in scena un ormone tutto suo, la beta-hCG.
Capire l'idea di asse serve a leggere i referti: se l'ormone periferico è basso e quello ipofisario alto, il problema è nella ghiandola periferica; se sono bassi entrambi, è "in alto". È questa logica, non il singolo numero, a orientare la diagnosi.
Perché non esiste un "pannello ormonale completo"
Un dosaggio ormonale risponde bene a una domanda precisa e malissimo a una domanda vaga. Chiedere "tutti gli ormoni" in una donna che sta bene significa quasi certamente ottenere qualche valore fuori intervallo per puro caso — gli intervalli sono costruiti perché una quota di persone sane vi cada fuori — e innescare una catena di controlli e di ansia che nessun sintomo giustificava.
Le società scientifiche italiane lo dicono nel progetto "Fare di più non significa fare meglio – Choosing Wisely Italy", che raccoglie le pratiche a rischio di inappropriatezza: non richiedere il dosaggio del testosterone libero nel sospetto di ipogonadismo o di iperandrogenismo (AME, e analogamente la SIAMS per l'uomo); non richiedere un pannello esteso di esami tiroidei quando si sospetta un distiroidismo, ma limitarsi al TSH o al TSH reflex; non richiedere di routine esami ematochimici generici prima di prescrivere un contraccettivo estroprogestinico o durante il suo uso.6
C'è poi un vincolo tecnico: gli intervalli di riferimento dipendono dal metodo analitico. L'AME ricorda che «in Endocrinologia è particolarmente importante che nel referto sia indicato il metodo impiegato per determinare un ormone e che sia evitato l'uso di intervalli ricavati dalla letteratura».3 Confrontare il proprio valore con una tabella trovata online non ha senso: conta l'intervallo stampato accanto al tuo risultato.
Quando gli esami ormonali sono davvero indicati
Nella donna le situazioni sono ben definite:
- cicli irregolari, molto distanziati o assenti (amenorrea) — la durata usuale del ciclo è compresa fra 24 e 35 giorni;7
- difficoltà a concepire: si parla di infertilità dopo almeno un anno di rapporti regolari non protetti (l'OMS preferisce parlarne dopo 24 mesi), tenendo presente che circa l'85% delle coppie concepisce naturalmente entro un anno;1
- segni di eccesso di androgeni: irsutismo, acne persistente, diradamento dei capelli;2
- galattorrea o calo marcato della libido;
- sospetta menopausa precoce, prima dei 40-45 anni;5
- sintomi di tiroide o surrene: stanchezza importante, variazioni rapide di peso, intolleranza al caldo o al freddo, ipertensione difficile da controllare.
Nell'uomo: calo del desiderio, disfunzione erettile, stanchezza cronica, riduzione della massa muscolare, ginecomastia, infertilità di coppia. I dosaggi ormonali sono tra le prime analisi richieste in un percorso per infertilità, sia all'uomo sia alla donna, e nella donna «forniscono informazioni utili sulla regolarità dell'ovulazione».1
Il momento del prelievo: la variabile che conta più di tutte
Due orologi governano gli ormoni.
L'orologio del ciclo. Nella donna in età fertile gli ormoni sessuali cambiano di continuo: la fase follicolare comincia il primo giorno del flusso; l'ovulazione avviene circa due settimane prima della mestruazione successiva ed è innescata da un brusco aumento dell'LH ipofisario; la fase luteinica occupa mediamente dal 16° al 23° giorno.7 Un estradiolo prelevato al picco ovulatorio e uno prelevato a inizio ciclo sono due numeri diversissimi, entrambi normali: il campione «deve essere prelevato nel corso del ciclo ovarico», in un giorno stabilito dal medico.4
L'orologio della giornata. Alcuni ormoni hanno un ritmo circadiano marcato — l'AME segnala che è «particolarmente rilevante per ACTH e cortisolo».3 Il cortisolo è alto al mattino e basso la sera: si dosa a un'ora standard, tipicamente alle 8. Anche il testosterone ha un picco al mattino.8
Quale domanda, quali dosaggi, quando
| La domanda clinica | Che cosa si dosa di solito | Quando prelevare |
|---|---|---|
| Amenorrea improvvisa | beta-hCG, poi FSH, LH, estradiolo, prolattina, TSH | escludere la gravidanza per prima9 |
| Ciclo irregolare | FSH, LH, estradiolo, prolattina, TSH | nei primi giorni del ciclo, se presente |
| Verificare l'ovulazione | progesterone | seconda metà del ciclo, in fase luteale |
| Infertilità femminile | FSH, LH, estradiolo, AMH, prolattina, TSH | FSH/LH/E2 a inizio ciclo; AMH in qualunque giorno |
| Irsutismo, acne, alopecia | testosterone totale, androstenedione, DHEA-S, 17-OH-progesterone | al mattino, in fase follicolare |
| Sospetta menopausa dopo i 45 anni | di regola nessun dosaggio | la diagnosi è clinica5 |
| Sospetta menopausa precoce | FSH + estradiolo | due prelievi a distanza di almeno un mese5 |
| Galattorrea, sospetta prolattina alta | prolattina | mattino, ~2 ore dopo il risveglio, dopo 15-20 min di riposo |
| Stanchezza, variazioni di peso | TSH (poi FT4) | qualunque ora della giornata |
| Sospetto eccesso o difetto di cortisolo | cortisolo, ACTH, poi test dinamici | ore 8 del mattino |
| Ipertensione difficile da controllare | aldosterone e renina | mattino, in condizioni standardizzate |
| Uomo: calo di libido, stanchezza | testosterone totale, poi LH, FSH, prolattina | mattino, a digiuno, con conferma su un 2° prelievo |
Tabella indicativa: la scelta e il calendario dei dosaggi spettano al medico.
Serve il digiuno?
Per la maggior parte degli ormoni il digiuno non è la variabile critica: lo sono il giorno del ciclo e l'ora. Molti laboratori italiani preferiscono comunque il prelievo al mattino a digiuno, perché gli ormoni vengono quasi sempre richiesti insieme ad altri esami che il digiuno lo pretendono — glicemia, insulina, profilo lipidico. Segui l'indicazione dell'impegnativa, e dichiara sempre la fase del ciclo (o un'eventuale gravidanza) e tutti i farmaci e gli integratori in corso, contraccettivi compresi: cambiano l'interpretazione del referto.
Esami ormonali e contraccettivi: il malinteso più frequente
È la domanda che ricorre più spesso, e la risposta è netta: sotto contraccettivi estroprogestinici la maggior parte dei dosaggi sessuali perde significato. La pillola sopprime, per definizione, la produzione ovarica e la secrezione ipofisaria di FSH e LH: misurarli in quel contesto racconta l'effetto del farmaco, non il funzionamento delle tue ovaie.
Le linee guida italiane sulla menopausa lo formalizzano: «in caso di impiego di contraccettivi orali la valutazione deve essere eseguita facendo sospendere il contraccettivo e la misurazione deve essere effettuata a distanza di diverse settimane».5 È un'indicazione rivolta al medico: la decisione di sospendere una contraccezione non si prende in autonomia. Se ti è stato chiesto un bilancio ormonale mentre assumi la pillola, la cosa utile è dirlo, così che il referto venga letto per quello che è. Nota complementare, sempre da Choosing Wisely: prima di prescrivere un contraccettivo estroprogestinico non servono, di routine, esami ematochimici generici né test di trombofilia.6
Menopausa: una diagnosi clinica, non di laboratorio
Qui il malinteso costa molti prelievi inutili. La menopausa si definisce dopo 12 mesi consecutivi di amenorrea senza altra causa, e le linee guida italiane sono esplicite: «allo stato attuale nessun test per la valutazione della funzione ovarica da solo predice e diagnostica la condizione di menopausa. La storia clinica, le caratteristiche dei cicli mestruali insieme alla sintomatologia sono sufficienti a confermare la menopausa».5
Il motivo è biologico: in perimenopausa l'FSH oscilla in modo estremo, può salire ai valori menopausali e tornare basso «anche in pochi giorni, settimane o mesi».5 Il progesterone, spesso richiesto per l'occasione, non ha «alcuna utilità nella diagnostica dello stato menopausale».5 E l'estradiolo basso, dopo la menopausa, è semplicemente normale.
Il quadro cambia prima dei 45 anni: circa il 10% delle donne va in menopausa fra i 40 e i 45 anni, e in questa fascia il dosaggio serve davvero.5 La menopausa precoce è definita come amenorrea ipergonadotropa di almeno 4 mesi con FSH generalmente > 30-40 UI/L ed estradiolo basso, con l'aumento dell'FSH da confermare in almeno due valutazioni — mai su un prelievo isolato.5 Una linea guida internazionale del 2024 ha raccolto 145 raccomandazioni sull'insufficienza ovarica prematura, a lungo sottodiagnosticata.10
Cicli irregolari, irsutismo, acne: la pista PCOS
La sindrome dell'ovaio policistico è il disturbo ormonale più comune nella donna in età riproduttiva: colpisce fra l'8% e il 20% delle donne ed è una delle cause più frequenti di infertilità.2 La diagnosi si pone quando sono presenti almeno due di tre elementi: alterazioni del ciclo mestruale, eccesso di ormoni androgeni, aspetto policistico delle ovaie.211
Due precisazioni evitano molti errori. La prima: gli androgeni possono essere normali e la sindrome esserci lo stesso, perché il criterio dell'iperandrogenismo è soddisfatto anche solo dai segni clinici. La seconda: l'aspetto policistico all'ecografia da solo non fa diagnosi. Accanto agli ormoni, l'inquadramento comprende quasi sempre il versante metabolico — glicemia, insulina, emoglobina glicata, profilo lipidico — perché l'insulino-resistenza è parte del quadro.2 Va escluso anche ciò che imita la PCOS: una prolattina alta, una disfunzione tiroidea, più raramente un eccesso di cortisolo. È per questo che TSH e prolattina compaiono quasi sempre accanto agli ormoni sessuali.
Fertilità e riserva ovarica: che cosa dice (e non dice) l'AMH
Nel percorso per infertilità l'AMH (ormone antimülleriano) è il marcatore più usato di riserva ovarica: riflette i follicoli ancora disponibili, non dipende dal giorno del ciclo e aiuta a prevedere la risposta a una stimolazione.12 Ma non promette quello che spesso gli si attribuisce: la sua affidabilità nel diagnosticare la menopausa è incostante, soprattutto nelle donne più giovani, e un AMH basso non significa "non potrai avere figli".12 Nella PCOS è spesso elevato e contribuisce a definire l'aspetto policistico nell'adulta, ma resta un tassello fra molti.11
Il resto del bilancio combina FSH, LH ed estradiolo a inizio ciclo, il progesterone in fase luteale per verificare l'ovulazione, la prolattina, il TSH e l'ecografia pelvica. Un dettaglio spesso trascurato: mestruazioni molto abbondanti non sono un problema ormonale ma una causa classica di carenza di ferro, da valutare con emocromo, emoglobina, ferritina e assetto marziale.
Gli ormoni nell'uomo
La produzione di testosterone comincia a ridursi fra i 30 e i 40 anni e continua a scendere «a un ritmo di circa lo 0,8% - 1% ogni anno»: un declino lento e fisiologico, molto lontano dal crollo improvviso che il termine "andropausa" lascia immaginare.8 I sintomi attribuiti al calo — stanchezza, calo del desiderio, disfunzione erettile, sbalzi d'umore — sono aspecifici e hanno moltissime altre cause. Da qui tre regole pratiche:
- si dosa il testosterone totale, al mattino, perché la produzione «varia nel corso della giornata, con un picco al mattino»;8
- un valore basso va confermato su un secondo prelievo prima di concludere qualsiasi cosa;
- non va richiesto il testosterone libero come esame di primo livello nel sospetto di ipogonadismo: è una delle raccomandazioni italiane di appropriatezza.6
Se il testosterone risulta basso, si aggiungono LH e FSH — che distinguono un'origine testicolare da una ipofisaria — e la prolattina. Approfondimento: testosterone, valori normali e cause di un valore basso.
Il laboratorio non basta: clinica ed ecografia
Un bilancio ormonale non si legge mai da solo. Nella donna l'ecografia pelvica transvaginale completa il quadro: studia l'aspetto delle ovaie, verifica i follicoli e misura lo spessore dell'endometrio.2 Nel sospetto di malattia tiroidea si aggiunge l'ecografia della tiroide; davanti a una prolattina molto alta, la risonanza dell'ipofisi.
Anche la classificazione internazionale dei disturbi dell'ovulazione — il sistema HyPO-P della FIGO — segue questa logica: prima si individua il livello del problema (ipotalamo, ipofisi, ovaio, più la PCOS come categoria a sé), poi si scelgono gli esami.9 L'esatto contrario del pannello chiesto "a tappeto". E contano anche gli esami non ormonali che cambiano l'interpretazione: la funzione del fegato e dei reni, vitamina D e calcemia con il paratormone, i marcatori degli esami delle vitamine.
Fattori che influenzano il risultato
Il giorno del ciclo e l'ora del prelievo in testa; poi gravidanza e allattamento; contraccettivi e terapie ormonali; stress acuto e dolore del prelievo (che alzano prolattina e cortisolo); attività fisica intensa e forti variazioni di peso; malattie acute e febbre; numerosi farmaci (antipsicotici, antiemetici, oppioidi, corticosteroidi); l'età; e il metodo analitico del laboratorio, che rende i valori non confrontabili fra centri diversi.35
Ricerche recenti
Secondo pubblicazioni recenti indicizzate su PubMed:
- La PCOS cambia nome. Nel 2026, al termine di un processo internazionale di consenso che ha coinvolto 56 organizzazioni accademiche, cliniche e di pazienti e oltre 14 000 rispondenti, la sindrome dell'ovaio policistico è stata rinominata polyendocrine metabolic ovarian syndrome (PMOS): il vecchio nome evocava cisti ovariche inesistenti e oscurava la componente endocrina e metabolica.13 (Teede HJ et al., Lancet, 2026 — DOI.)
- Criteri diagnostici consolidati. La linea guida internazionale del 2023 conferma i criteri di Rotterdam e riconosce il ruolo dell'AMH nel definire l'aspetto policistico nell'adulta.11 (Teede HJ et al., J Clin Endocrinol Metab, 2023 — DOI.)
- AMH: utile, ma da non sovrainterpretare. Una revisione del 2025 ne conferma il valore come marcatore di riserva ovarica, ma segnala che l'affidabilità nel diagnosticare la menopausa resta incostante.12 (Karaviti E et al., Endocrine, 2025 — DOI.)
- Testosterone, dati di sicurezza rassicuranti. Uno studio randomizzato su oltre 5 000 uomini ipogonadici a rischio cardiovascolare non ha mostrato un aumento significativo degli eventi cardiaci maggiori con la terapia sostitutiva rispetto al placebo.14 (Lincoff AM et al., N Engl J Med, 2023 — DOI.)
Questi risultati riguardano diagnosi e gestione clinica; non autorizzano automedicazione e non sostituiscono il parere del tuo medico.
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Domande frequenti
Quali esami ormonali deve fare una donna? Dipende dalla domanda. Per un ciclo irregolare o un'amenorrea: beta-hCG, FSH, LH, estradiolo, prolattina e TSH. Per l'infertilità si aggiungono AMH e, in fase luteale, progesterone. Per irsutismo e acne: testosterone totale e altri androgeni. Non esiste un pacchetto unico da fare "per sicurezza".12
In che giorno del ciclo si fanno gli esami ormonali? FSH, LH ed estradiolo si dosano di solito nei primi giorni del ciclo (il giorno 1 è il primo giorno di flusso vero); il progesterone in seconda metà di ciclo, per verificare l'ovulazione; AMH, prolattina e TSH in qualunque giorno.74
Posso fare gli esami ormonali se prendo la pillola? Puoi, ma la maggior parte dei dosaggi sessuali non sarà interpretabile, perché la contraccezione sopprime la produzione ovarica e ipofisaria. Le linee guida italiane prevedono di misurare dopo la sospensione e a diverse settimane di distanza: decisione che spetta solo al medico. Non sospendere mai la contraccezione di tua iniziativa.5
Un esame del sangue può dire se sono in menopausa? Da solo no. Dopo i 45 anni la diagnosi è clinica: 12 mesi consecutivi senza mestruazioni. L'FSH oscilla troppo in perimenopausa perché una singola misurazione sia affidabile. Prima dei 45 anni, invece, il dosaggio serve: amenorrea di almeno 4 mesi con FSH elevato ed estradiolo basso, confermati in almeno due valutazioni.510
Quali esami ormonali per la caduta dei capelli? Dipende dal contesto: si valutano un eventuale eccesso di androgeni, la tiroide con il TSH e una carenza di ferro con ferritina ed emocromo. La scelta spetta al medico, che parte dai sintomi e non dal pannello.
Quali esami ormonali deve fare un uomo? Il testosterone totale, prelevato al mattino e confermato su un secondo campione, eventualmente seguito da LH, FSH e prolattina. Il testosterone libero non va richiesto come esame di primo livello.86
Posso richiedere gli esami ormonali senza impegnativa? Sì, a proprie spese, ma è la strada che produce più referti inutilizzabili: senza una domanda clinica non si sceglie né quali ormoni dosare né quando prelevare.6
Perché lo stesso ormone ha valori diversi in due laboratori? Perché gli intervalli di riferimento dipendono dal metodo analitico. Per un confronto nel tempo, ripeti l'esame nello stesso laboratorio.3
Da ricordare
Gli esami ormonali non sono una lista fissa: sono una scelta di dosaggi guidata da una domanda. Prima si definisce il problema — ciclo irregolare, infertilità, irsutismo, sospetta menopausa precoce, sintomi tiroidei o surrenalici, calo di testosterone nell'uomo — poi si decide che cosa misurare e, soprattutto, quando: il giorno del ciclo per gli ormoni sessuali, il mattino per cortisolo e testosterone. Tre cose da portarsi via: la menopausa dopo i 45 anni si diagnostica clinicamente; sotto contraccettivi la maggior parte dei dosaggi sessuali non è interpretabile; ogni valore va confrontato con l'intervallo del proprio laboratorio. Nessun ormone si legge da solo: conta l'insieme del tuo profilo, ed è ciò che offre AI DiagMe, in aggiunta al parere del tuo medico.
Fonti
Fonti istituzionali italiane e pubblicazioni scientifiche (PubMed) utilizzate per questa guida:
Footnotes
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Istituto Superiore di Sanità — ISSalute, Infertilità: cause, diagnosi e trattamenti : definizione di coppia infertile dopo almeno un anno di rapporti regolari non protetti (24 mesi secondo l'OMS), circa l'85% delle coppie concepisce naturalmente entro un anno, circa il 25% di infertilità senza causa identificabile, «i dosaggi ormonali sono tra le prime analisi richieste sia all'uomo che alla donna». issalute.it ↩ ↩2 ↩3 ↩4
-
Istituto Superiore di Sanità — ISSalute, Sindrome dell'ovaio policistico: disturbi, cause e cura : prevalenza fra l'8% e il 20% delle donne, diagnosi con almeno due dei tre criteri (alterazioni del ciclo mestruale, eccesso di androgeni, ovaio policistico), esami del sangue per androgeni, colesterolo, glicemia e insulinemia, ruolo dell'ecografia pelvica transvaginale, insulino-resistenza, irsutismo e acne. issalute.it ↩ ↩2 ↩3 ↩4 ↩5 ↩6 ↩7
-
AME — Associazione Medici Endocrinologi, EndoWiki, sezione Metodologia e laboratorio : variabilità biologica e pre-analitica degli analiti, ritmo circadiano «particolarmente rilevante per ACTH e cortisolo», intervalli di riferimento dipendenti dal metodo, «in Endocrinologia è particolarmente importante che nel referto sia indicato il metodo impiegato per determinare un ormone e che sia evitato l'uso di intervalli ricavati dalla letteratura». endowiki.it ↩ ↩2 ↩3 ↩4 ↩5 ↩6
-
SIBioC — Lab Tests Online Italia, FSH (ormone follicolo-stimolante) : indicazioni all'esame nella donna (difficoltà a procreare, mestruazioni assenti o irregolari, sospetta menopausa), nell'uomo e nel bambino ; «il campione nelle donne deve essere prelevato nel corso del ciclo ovarico» ; «i risultati dell'FSH vengono interpretati contestualmente ai risultati di altri ormoni, quali LH, estrogeni e/o testosterone». labtestsonline.it ↩ ↩2 ↩3
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Sistema Nazionale Linee Guida — Linee guida Menopausa (documento adottato dalla Regione Toscana, parere n. 12-2015, con riferimento alle Linee Guida AOGOI) : definizione di menopausa dopo 12 mesi consecutivi di amenorrea, «nessun test per la valutazione della funzione ovarica da solo predice e diagnostica la condizione di menopausa», fluttuazione estrema dell'FSH in perimenopausa, inutilità del progesterone nella diagnostica dello stato menopausale, valutazione in corso di contraccettivi orali (sospensione e misurazione a distanza di diverse settimane), circa il 10% delle donne in menopausa fra i 40 e i 45 anni, definizione di menopausa precoce (amenorrea ipergonadotropa ≥ 4 mesi, FSH > 30-40 UI/L, aumento da confermare in almeno due valutazioni successive). regione.toscana.it (PDF) ↩ ↩2 ↩3 ↩4 ↩5 ↩6 ↩7 ↩8 ↩9 ↩10 ↩11 ↩12 ↩13 ↩14
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Slow Medicine — Fare di più non significa fare meglio – Choosing Wisely Italy. Le raccomandazioni di Società Scientifiche e Associazioni professionali (aggiornamento marzo 2018) : «non richiedere il dosaggio del testosterone libero nel sospetto diagnostico di ipogonadismo e di iperandrogenismo» (AME) e nel sospetto clinico di ipogonadismo maschile (SIAMS) ; «non richiedere un pannello esteso di esami tiroidei quando si sospetta un distiroidismo, limitarsi al TSH o al TSH Reflex» (SIPMeL) ; «non richiedere di routine esami ematochimici generici […] prima di prescrivere un contraccettivo estro-progestinico o durante il suo uso» (ANDRIA). fnopi.it (PDF) ↩ ↩2 ↩3 ↩4 ↩5 ↩6
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Istituto Superiore di Sanità — ISSalute, Ciclo mestruale: che cos'è? : durata usuale compresa fra 24 e 35 giorni, fase follicolare a partire dal primo giorno del flusso, ovulazione circa due settimane prima della mestruazione successiva innescata dall'aumento dell'ormone luteinizzante, fase luteinica mediamente dal 16° al 23° giorno, quando consultare il medico. issalute.it ↩ ↩2 ↩3
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Istituto Superiore di Sanità — ISSalute, Menopausa maschile (andropausa): segnali e controlli : riduzione della produzione di testosterone a partire dai 30-40 anni «a un ritmo di circa lo 0,8% - 1% ogni anno», sintomi aspecifici, dosaggio del testosterone totale, legato all'albumina e libero, variazione nel corso della giornata «con un picco al mattino». issalute.it ↩ ↩2 ↩3 ↩4
-
Munro MG, Balen AH, Cho S, et al. The FIGO ovulatory disorders classification system. Int J Gynaecol Obstet, 2022. PubMed · DOI ↩ ↩2
-
Panay N, Anderson RA, Bennie A, et al. Evidence-based guideline: premature ovarian insufficiency. Hum Reprod Open, 2024. PubMed · DOI ↩ ↩2
-
Teede HJ, Tay CT, Laven JJE, et al. Recommendations From the 2023 International Evidence-based Guideline for the Assessment and Management of Polycystic Ovary Syndrome. J Clin Endocrinol Metab, 2023. PubMed · DOI ↩ ↩2 ↩3
-
Karaviti E, Karaviti D, Kani ER, et al. The role of anti-Müllerian hormone: insights into ovarian reserve, primary ovarian insufficiency, and menopause prediction. Endocrine, 2025. PubMed · DOI ↩ ↩2 ↩3
-
Teede HJ, Khomami MB, Morman R, et al. Polyendocrine metabolic ovarian syndrome, the new name for polycystic ovary syndrome: a multistep global consensus process. Lancet, 2026. PubMed · DOI ↩
-
Lincoff AM, Bhasin S, Flevaris P, et al. Cardiovascular Safety of Testosterone-Replacement Therapy. N Engl J Med, 2023. PubMed · DOI ↩