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Stanchezza: quali esami del sangue servono davvero

Stanchezza e astenia: quali esami del sangue hanno senso, quali no, che cosa individuano davvero e che cosa si guarda quando i risultati sono normali.

Aggiornato il 6 agosto 202616 min di letturaScritto dal Team Blood Analysis · Riletto e verificato da Julien Priour

«Sono sempre stanco, mi faccia fare tutte le analisi.» È una delle frasi più frequenti negli studi di medicina generale, ed è ragionevole. Ma va detto subito: nella maggior parte delle persone che arrivano dal medico per stanchezza, astenia o spossatezza, gli esami del sangue tornano normali. Non è una brutta notizia né un vicolo cieco: è un'informazione, perché la causa va cercata dove il sangue non arriva — il sonno, l'umore, i farmaci, il dolore, l'alcol, il carico di vita. La stanchezza è reale in ogni caso; la sola domanda aperta è che cosa la provochi. Questa guida spiega quali analisi ha senso fare davanti a un affaticamento che dura, quali non servono e che cosa succede dopo un referto pulito. Non sostituisce il parere del vostro medico.

In breve

  • Nei pazienti che si presentano dal medico di famiglia per stanchezza, una malattia organica seria si trova nel 4,3% dei casi e un'anemia nel 2,8%; la depressione nel 18,5%.1
  • Nello stesso lavoro la frequenza di malattia somatica nei pazienti senza stanchezza era identica: gli accertamenti estesi «sono giustificati solo in presenza di riscontri specifici dell'anamnesi o dell'esame obiettivo».1
  • In uno studio randomizzato su 325 pazienti con stanchezza inspiegata solo l'8% aveva una malattia individuabile con un prelievo, e allargare il pannello aumentava i falsi positivi.2
  • È l'anamnesi a orientare: il pannello conferma un'ipotesi, non la genera. Il primo livello ragionevole è emocromo, ferritina, glicemia, TSH, creatinina, transaminasi, PCR.
  • La stanchezza cronica è una delle condizioni per cui il protocollo ministeriale italiano indica esplicitamente la sierologia per la celiachia.3
  • Nessun esame del sangue diagnostica la sindrome da fatica cronica o il Long COVID: l'ISS scrive che «non c'è un singolo sintomo o test per diagnosticare il Long-COVID».4

Prima di tutto: i segnali per cui non si aspetta

Questa guida parla di stanchezza che dura da settimane in una persona che, per il resto, sta ragionevolmente bene. Se la stanchezza si accompagna a uno di questi elementi, fissate una visita senza aspettare — non perché indichino una malattia precisa, ma perché cambiano l'urgenza:

  • calo di peso non voluto, non spiegato da una dieta o da un cambio di abitudini;
  • febbre che persiste o ritorna senza causa evidente;
  • sudorazioni notturne abbondanti, tali da dover cambiare le lenzuola;
  • linfonodi ingrossati che non regrediscono in qualche settimana;
  • fiato corto che peggiora rapidamente, o comparso per sforzi che prima non lo davano;
  • sanguinamenti anomali: sangue nelle feci o nelle urine, feci nere, lividi senza urto, mestruazioni molto più abbondanti del solito;
  • un dolore nuovo e persistente, soprattutto se notturno o sempre nello stesso punto;
  • una stanchezza comparsa bruscamente e in peggioramento di settimana in settimana.

Nessuno di questi segni è una diagnosi, e nessuno significa «è grave». Significano che l'ordine di priorità va invertito: prima la visita, poi gli esami che il medico riterrà utili.

Perché orienta l'anamnesi, non il pannello

La revisione sistematica più citata sulla diagnosi differenziale della stanchezza in medicina generale ha messo insieme 26 studi. Nei pazienti che si presentavano proprio per questo sintomo la prevalenza era: anemia 2,8%, malattia somatica seria 4,3%, tumore 0,6%, depressione 18,5%.1

Il dato più istruttivo è però un altro. Negli studi con un gruppo di confronto — pazienti senza stanchezza — la frequenza di malattia somatica era la stessa. Gli autori concludono che «gli accertamenti estesi sono giustificati solo in presenza di riscontri specifici dell'anamnesi o dell'esame obiettivo».1 La depressione, invece, era nettamente più frequente tra chi era stanco.

La verifica sperimentale esiste. Nello studio olandese VAMPIRE, su 325 pazienti con stanchezza inspiegata seguiti per un anno, l'8% aveva una malattia individuabile con un prelievo; e i falsi positivi aumentavano soprattutto nel pannello allargato.2

Tradotto: la domanda giusta non è «quali analisi faccio», ma «che cosa racconto al medico». Da quando dura, è peggiorata, come dormite e chi vi dice come dormite, quali farmaci e da quando, se il ciclo è cambiato, se c'è stata un'infezione, se il peso si muove: è da queste risposte che nasce la lista degli esami. Il ragionamento generale sui pannelli lunghi è nella guida agli esami del sangue di routine.

Il primo livello ragionevole, esame per esame

Emocromo, ferritina e assetto marziale

L'emocromo è il punto di partenza. Cerca un'anemia attraverso l'emoglobina, e ne suggerisce il tipo attraverso l'MCV: un MCV basso orienta verso la carenza di ferro, un MCV alto verso vitamina B12 e folati. Nello stesso referto ci sono i globuli bianchi con la formula e le piastrine.

La ferritina misura le riserve di ferro, non il ferro circolante — ed è per questo che è più utile della sola sideremia. Se è bassa, le riserve sono vuote anche quando l'emoglobina è ancora normale: è la carenza marziale senza anemia, frequente nelle donne con mestruazioni abbondanti e spesso non riconosciuta — l'ISSalute elenca fra i disturbi più comuni «affaticamento e spossatezza (astenia) anche a riposo (44%)».5 Un limite da conoscere: la ferritina sale in caso di infiammazione, per cui si legge insieme alla PCR e, se il quadro non è chiaro, all'assetto marziale completo con transferrina e saturazione.

Trovare una ferritina bassa non chiude però la questione: apre quella successiva, cioè perché il ferro se ne va. Nelle donne in età fertile la causa più frequente sono le perdite mestruali; dopo la menopausa e negli uomini sopra i 50 anni l'ISSalute indica in primo piano le perdite gastrointestinali, oltre a celiachia e altri malassorbimenti.5 Per questo il ferro non si assume mai da soli: si cerca prima da dove esce.

Glicemia, TSH, funzione renale ed epatica, infiammazione

La glicemia a digiuno individua diabete e prediabete, che possono manifestarsi con stanchezza, sete e minzione frequente; l'emoglobina glicata racconta gli ultimi due-tre mesi e si aggiunge se c'è un sospetto concreto.

Il TSH è l'esame di ingresso della tiroide: un valore alto orienta verso l'ipotiroidismo, causa classica di astenia e freddolosità. Un solo esame, però: la raccomandazione italiana di Choosing Wisely è di «non richiedere un pannello esteso di esami di funzionalità tiroidea […]; limitarsi al TSH o al TSH Reflex».6 L'FT4 e il resto degli esami della tiroide vengono dopo. Una precisazione che evita delusioni: quando il TSH è moderatamente alto ma l'FT4 è normale — l'ipotiroidismo subclinico, il riscontro più frequente — le prove più solide indicano che la terapia con ormone tiroideo non migliora in genere né la stanchezza né la qualità della vita.7

La creatinina, da cui si ricava l'eGFR, valuta la funzionalità renale: l'insufficienza renale cronica è a lungo silenziosa e la stanchezza ne è spesso il primo segno riferito. Le transaminasi e la gamma GT esplorano la funzionalità epatica — epatiti, steatosi, effetto dell'alcol o di un farmaco. Infine la PCR e la VES: non dicono doveperché, ma dicono se c'è un'infiammazione in corso.

E poi, secondo il contesto

Celiachia. L'Italia ha una politica esplicita in materia. Il Protocollo per la diagnosi e il follow up della celiachia, sancito con Accordo Stato-Regioni del 30 luglio 2015, elenca la «stanchezza cronica» e la «sideropenia (con o senza anemia)» fra le situazioni in cui è indicata la valutazione sierologica.3 L'esame di primo livello negli adulti sono gli anticorpi anti-transglutaminasi di classe IgA, la prima volta associati al dosaggio delle immunoglobuline totali per escludere un deficit di IgA che darebbe un falso negativo. Un dettaglio che manda a monte molti percorsi: gli anticorpi «vanno testati quando il soggetto è a dieta libera, contenente glutine».3 Togliere il glutine prima del test lo rende inutilizzabile.

Vitamina B12 e folati. Si dosano quando c'è un motivo: MCV alto, alimentazione vegetariana o vegana, età avanzata, terapia con metformina o inibitori di pompa, formicolii. Il quadro completo è negli esami delle vitamine.

Vitamina D. La raccomandazione italiana è netta e sfumata insieme: non usare il dosaggio della 25-OH vitamina D «come esame di routine o di screening […] senza una specifica indicazione clinica» — ma fra le indicazioni riconosciute compare proprio l'astenia severa persistente.8 Non è un esame da pannello automatico, ma in un'astenia marcata e prolungata il medico può legittimamente chiederlo.

Che cosa non ha senso chiedere subito

Il mercato della stanchezza è enorme e i pacchetti «check-up stanchezza cronica» venduti online contengono spesso decine di voci. Ecco che cosa, in prima battuta, aggiunge confusione più che informazione.

  • Il profilo ormonale completo. Cortisolo, testosterone, insulina e il resto degli esami ormonali hanno indicazioni precise e una variabilità fisiologica ampia, legata all'ora del prelievo e al ciclo. Fuori da un sospetto costruito sulla visita, misurano rumore.
  • Il pannello vitaminico e minerale completo. Vitamine del gruppo B a tappeto, magnesio, zinco: la carenza clinicamente rilevante è rara in chi si alimenta normalmente, e il dosaggio nel sangue riflette male le riserve.
  • I marcatori tumorali. Non sono test di screening e non lo diventano perché siete stanchi: in chi non ha sintomi d'organo producono soprattutto falsi allarmi (marcatori tumorali).
  • Le sierologie a tappeto. Le sierologie infettive rispondono a un'esposizione o a un quadro clinico, non a una voce di listino.
  • I «test per le intolleranze alimentari». Sono commercializzati in Italia in farmacie, palestre e centri estetici, e la posizione delle società scientifiche italiane è esplicita. La raccomandazione Choosing Wisely Italia promossa dalla SIAAIC nel 2018 si intitola «Non eseguire i cosiddetti "test per le intolleranze alimentari" (esclusi i test validati per indagare sospetta celiachia o intolleranza al lattosio)» e cita per nome il VEGA-test, il test citotossico, il dosaggio delle IgG4 sieriche, l'analisi del capello e la biorisonanza: metodiche prive di prove di efficacia e riproducibilità, che espongono a «diete potenzialmente dannose per la salute» senza risolvere i sintomi.9

La logica è sempre la stessa: ogni esame senza domanda produce, prima o poi, un valore da spiegare — e spiegarlo costa tempo e ansia.

Le cause che il sangue individua davvero

Detto questo, il prelievo serve. Ecco che cosa può realmente mettere in luce.

Che cosaCome si vedeGuida
AnemiaEmoglobina bassa, MCV che ne suggerisce il tipoAnemia
Carenza di ferro senza anemiaFerritina bassa con emoglobina normaleFerritina
IpotiroidismoTSH altoEsami della tiroide
DiabeteGlicemia a digiuno alterata, HbA1cGlicemia
Insufficienza renaleCreatinina alta, eGFR ridottoFunzionalità renale
EpatopatiaTransaminasi e gamma GT alterateFunzionalità epatica
Infiammazione cronicaPCR e VES persistentemente alteEsami dell'infiammazione
CeliachiaAnti-transglutaminasi IgA + IgA totaliProtocollo ministeriale3
Carenza di B12 o folatiMCV alto, dosaggi bassiVitamina B12
Infezioni recentiFormula leucocitaria, sierologie mirateMononucleosi

Sulla carenza marziale esiste anche una prova sperimentale: in uno studio randomizzato su 198 donne non anemiche con ferritina sotto 50 µg/L, a 12 settimane il punteggio di affaticamento era sceso del 47,7% nel gruppo trattato contro il 28,8% con placebo.10 Un risultato reale e circoscritto, che non autorizza nessuno a prendere ferro per conto proprio.

Stanchezza dopo un'infezione: mononucleosi, ME/CFS, Long COVID

È una delle situazioni in cui i pazienti si sentono meno creduti, e merita precisione.

Che una stanchezza importante persista mesi dopo un'infezione è un fatto documentato. La coorte prospettica di Dubbo ha seguito 253 persone dall'infezione acuta da virus di Epstein-Barr (mononucleosi), Coxiella burnetii o virus Ross River: a sei mesi il 12% presentava ancora stanchezza invalidante con dolori muscolari e difficoltà cognitive, e l'11% soddisfaceva i criteri della sindrome da fatica cronica. Il quadro era stereotipato dopo ciascuna delle tre infezioni, ed era predetto in larga misura dalla gravità della malattia acuta, non da fattori demografici, psicologici o microbiologici.11

Sulla sindrome da fatica cronica, nota anche come encefalomielite mialgica (ME/CFS), l'ISSalute è chiara su due punti: è «una malattia di recente definizione e difficile da accertare», e «non ci sono, attualmente, esami specifici per accertare (diagnosticare) la sindrome da fatica cronica».12 La diagnosi resta clinica: stanchezza che dura da almeno sei mesi, non alleviata dal riposo, che peggiora dopo sforzi anche piccoli, con sonno non ristoratore.12 La letteratura recente la descrive come una malattia neurologica cronica spesso preceduta da un'infezione, e stima che circa metà delle persone con sindrome post-COVID ne soddisfi i criteri.13 Non esiste una cura specifica,12 e chiunque prometta il contrario sta vendendo qualcosa.

Sul Long COVID l'Istituto Superiore di Sanità si è espresso formalmente: il rapporto ISS COVID-19 n. 15/2021 lo definisce come la condizione «caratterizzata da segni e sintomi causati dall'infezione da SARS-CoV-2 che continuano o si sviluppano dopo 4 settimane da una infezione acuta», e afferma che «l'astenia importante e persistente è il sintomo documentato con maggiore frequenza». Sulla diagnostica è inequivocabile: «Sebbene non ci sia un singolo sintomo o test per diagnosticare il Long-COVID, molti pazienti lamentano profonda astenia».4 Una metanalisi recente colloca la stanchezza al 34%, con durata intorno ai 5,5 mesi.14

In pratica: un prelievo mirato ha senso per escludere ciò che è escludibile, e poi ci si ferma.

«Gli esami sono tutti normali»: e adesso?

Un referto pulito non è una porta chiusa e non smentisce quello che sentite. Restringe il campo: rende improbabili le cause che quel prelievo sa vedere e sposta l'attenzione su quelle che non sa vedere — che sono, statisticamente, le più frequenti.

Il sonno. È la prima cosa da guardare, e non solo nel senso di «dormo poche ore». Le apnee notturne sono il caso più istruttivo: l'ISSalute le descrive come «un disturbo relativamente comune» in cui le pareti della gola si rilassano e si restringono durante il sonno, e sottolinea che «non sempre viene scoperto subito (sotto diagnosticato) poiché le persone possono non accorgersi di averlo».15 Chi ne soffre dorme tutta la notte e si sveglia esausto; spesso è il partner ad accorgersene, per il russamento e le pause del respiro. Nessun esame del sangue le individua: serve una registrazione del sonno.

L'umore. Nella revisione citata la depressione era presente nel 18,5% dei pazienti che si rivolgevano al medico per stanchezza, ed era — a differenza della malattia somatica — significativamente più frequente che nei controlli.1 Va detto con chiarezza: non significa che la stanchezza sia «immaginaria». La depressione e i disturbi d'ansia sono malattie con manifestazioni fisiche, e l'astenia ne è spesso il sintomo di apertura, a volte l'unico che il paziente riconosce.

I farmaci. È la causa più facile da correggere e la più spesso dimenticata. Antistaminici, alcuni antipertensivi, antidepressivi, oppiacei, e soprattutto le benzodiazepine e i cosiddetti Z-drugs, che lasciano sonnolenza residua al risveglio: la raccomandazione Choosing Wisely della SIMG invita a non prescriverli di routine in prima istanza agli anziani con insonnia.16 Portate al medico l'elenco completo di ciò che assumete, integratori inclusi. Nessun farmaco va sospeso di propria iniziativa.

Il resto. Alcol, anche in quantità che non sembrano molte; sedentarietà; dolore cronico che frammenta il sonno; carichi assistenziali e lavorativi; perimenopausa. Nessuno di questi compare su un referto. E resta la possibilità più semplice: che sia passeggera.

Perché rifare gli stessi esami fra tre mesi di solito non serve

È il riflesso più comune, ed è quasi sempre un giro a vuoto. Se gli esami erano normali e nel frattempo non è cambiato nulla — nessun sintomo nuovo, nessun segnale d'allarme, nessun farmaco nuovo — ripetere lo stesso pannello ha una resa attesa bassissima. In compenso ogni ripetizione rimette in gioco la lotteria dei valori appena fuori norma, con il rischio di innescare accertamenti che non porteranno da nessuna parte.2

Ha senso ricontrollare quando c'è una ragione: un valore al limite da seguire nel tempo, una correzione di cui verificare l'effetto, un sintomo nuovo, un farmaco da monitorare — e conviene farlo nello stesso laboratorio. La domanda utile, a tre mesi, non è «rifaccio le analisi?» ma «che cosa è cambiato da allora?». Se la risposta è «niente, ma sono ancora stanco», tornate dal medico con quella frase, non con una nuova impegnativa.

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Una stanchezza non si spiega quasi mai con un solo numero: il senso dei risultati dipende dall'insieme dei marcatori — emocromo, ferritina, TSH, glicemia, indici di infiammazione — e dal tuo contesto: età, terapie, sonno, storia clinica.

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Domande frequenti

Quali esami del sangue fare per la stanchezza? Un primo livello ragionevole è emocromo, ferritina (letta con la PCR), glicemia, TSH, creatinina e transaminasi. Secondo il contesto si aggiungono sierologia per la celiachia, vitamina B12 e folati, vitamina D. È il medico ad adattare la lista alla vostra storia: orienta l'anamnesi, non il listino.1

È vero che nella maggior parte dei casi gli esami sono normali? Sì. In chi si presenta per stanchezza la malattia somatica seria riguarda il 4,3% e l'anemia il 2,8%;1 in uno studio randomizzato solo l'8% aveva una condizione individuabile con un prelievo.2 La stanchezza resta reale: cambia solo dove si cerca la causa.

La ferritina bassa può stancare anche senza anemia? Sì, ed è una causa frequente e poco riconosciuta, soprattutto nelle donne con mestruazioni abbondanti.10 Il passo successivo non è integrare da soli, ma capire con il medico da dove viene la perdita.

Il mio TSH è un po' alto: la stanchezza è la tiroide? Non necessariamente. Nell'ipotiroidismo subclinico — TSH moderatamente alto con FT4 normale — la terapia con ormone tiroideo in genere non migliora stanchezza né qualità della vita negli adulti.7 Serve una valutazione medica, non un automatismo.

I test per le intolleranze alimentari possono spiegare la mia stanchezza? No. La raccomandazione Choosing Wisely Italia promossa dalla SIAAIC invita a non eseguirli: VEGA-test, test citotossico, IgG4 sieriche, analisi del capello e biorisonanza non hanno prove di efficacia e riproducibilità ed espongono a diete potenzialmente dannose.9 Fanno eccezione i test validati per la celiachia e per l'intolleranza al lattosio.

Esiste un esame del sangue per la sindrome da fatica cronica o il Long COVID? No. L'ISSalute scrive che «non ci sono, attualmente, esami specifici per accertare la sindrome da fatica cronica»,12 e l'ISS che «non c'è un singolo sintomo o test per diagnosticare il Long-COVID».4 Gli esami servono a escludere altre cause; la diagnosi è clinica. Lo stesso vale dopo una mononucleosi: il rischio di stanchezza prolungata è predetto dalla gravità dell'infezione acuta, non da fattori psicologici.11

Devo prendere integratori per la stanchezza? Questa guida non consiglia alcuna integrazione. Ferro, vitamine e minerali si assumono solo se una carenza è stata documentata e discussa con il medico, che ne cerca anche la causa. Il marketing sulla stanchezza è enorme; la carenza rilevante lo è molto meno.

Da ricordare

Davanti a una stanchezza che dura, un prelievo mirato ha senso: emocromo, ferritina, glicemia, TSH, creatinina, transaminasi, PCR, più — quando c'è un motivo — la sierologia per la celiachia, che il protocollo ministeriale italiano indica proprio davanti a «stanchezza cronica» e «sideropenia».3 Quello che non serve è il pannello a tappeto: profilo ormonale completo, vitamine a raffica, marcatori tumorali e soprattutto i «test per le intolleranze alimentari».9 E se tutto torna normale — l'esito più probabile12 — non è un fallimento: è il segnale che la causa sta altrove, nel sonno (le apnee notturne sono largamente sotto-diagnosticate),15 nell'umore, nei farmaci, nel carico di vita. La stanchezza resta reale; cambia solo dove la si cerca. Per leggere un referto nel suo insieme c'è anche AI DiagMe, a complemento — mai in sostituzione — del vostro medico.

Fonti

Fonti istituzionali italiane, società scientifiche e pubblicazioni indicizzate su PubMed utilizzate per questa guida:

Footnotes

  1. Stadje R, Dornieden K, Baum E, et al. The differential diagnosis of tiredness: a systematic review. BMC Fam Pract, 2016 — 26 studi di medicina generale ; anemia 2,8% (IC 95% 1,6-4,8), tumore 0,6% (0,3-1,3), malattia somatica seria 4,3% (2,7-6,7), depressione 18,5% (16,2-21,0) ; negli studi con gruppo di controllo senza stanchezza la prevalenza di malattia somatica era identica ; «Extensive investigations are only warranted in case of specific findings from the history or clinical examination». PubMed · DOI 2 3 4 5 6 7 8

  2. Koch H, van Bokhoven MA, ter Riet G, et al. Ordering blood tests for patients with unexplained fatigue in general practice: what does it yield? Results of the VAMPIRE trial. Br J Gen Pract, 2009 — studio randomizzato a cluster, 91 medici di famiglia, 325 pazienti (71% donne, età media 41 anni), follow-up 1 anno ; l'8% aveva una malattia somatica individuabile con esami del sangue ; i falsi positivi aumentavano in particolare nel set esteso di esami. PubMed · DOI 2 3 4 5

  3. Conferenza Stato-Regioni / Ministero della Salute — Protocollo per la diagnosi e il follow up della celiachia, Accordo Rep. Atti n. 125/CSR del 30 luglio 2015. Prevalenza «circa l'1% della popolazione generale», «più frequente nel genere femminile (1,5 - 2 volte rispetto ai maschi)» ; forma non classica con «manifestazioni extra-intestinali quali anemia sideropenica resistente alla terapia marziale per os, stanchezza cronica, bassa statura […] ipertransaminasemia isolata» ; Tab. 1 «Situazioni nelle quali è indicato una valutazione sierologica per la celiachia», che include «Sideropenia (con o senza anemia)» e «Stanchezza cronica» ; sierologia anti-TG2 di classe IgA con «determinazione delle Ig totali, per escludere un deficit di IgA», da eseguire «quando il soggetto è a dieta libera, contenente glutine». celiachia.it 2 3 4 5

  4. Istituto Superiore di Sanità — Rapporto ISS COVID-19 n. 15/2021 : Indicazioni ad interim sui principi di gestione del Long-COVID, 1° luglio 2021. Condizione «caratterizzata da segni e sintomi causati dall'infezione da SARS-CoV-2 che continuano o si sviluppano dopo 4 settimane da una infezione acuta» ; Tabella 1 delle manifestazioni generali, che si apre con «Fatica persistente/Astenia» e «Stanchezza eccessiva» ; «L'astenia importante e persistente è il sintomo documentato con maggiore frequenza» ; «Sebbene non ci sia un singolo sintomo o test per diagnosticare il Long-COVID, molti pazienti lamentano profonda astenia». iss.it 2 3

  5. Istituto Superiore di Sanità — ISSalute, Anemia da carenza di ferro: disturbi, cause e cura. Disturbi più comuni : cefalea ed emicranie «frequenti e prolungate (63%)», «colorito pallido della pelle e delle mucose (45-50%)», «affaticamento e spossatezza (astenia) anche a riposo (44%)», dispnea ; cause nell'adulto : mestruazioni abbondanti, perdite gastrointestinali, celiachia e altri malassorbimenti, inibitori di pompa protonica, FANS ; diagnosi con emocromo, striscio, ferritina e sideremia. issalute.it 2

  6. Choosing Wisely Italia — raccomandazione SIPMeL, 2018 : Non sottoporre a screening soggetti asintomatici. Non richiedere un pannello esteso di esami di funzionalità tiroidea […]; limitarsi al TSH o al TSH Reflex in tutti i casi in cui non sia controindicato. Motivazione : i pannelli estesi «sono risultati meno efficaci ed efficienti di richieste mirate come il TSH o il TSH Reflex». choosingwiselyitaly.org

  7. Bekkering GE, Agoritsas T, Lytvyn L, et al. Thyroid hormones treatment for subclinical hypothyroidism: a clinical practice guideline. BMJ, 2019 — raccomandazione forte contro il trattamento con ormoni tiroidei nella maggior parte degli adulti con ipotiroidismo subclinico, in assenza di beneficio su sintomi (compresa la stanchezza) e qualità della vita. PubMed · DOI 2

  8. Choosing Wisely Italia — raccomandazione SIPMeL (Società Italiana di Patologia Clinica e Medicina di Laboratorio), 2024 : Non usare la determinazione della 25OH vitamina D (25OH-D) come esame di routine o di screening […] senza una specifica indicazione clinica. Fra le indicazioni riconosciute : astenia severa persistente, mialgie, dolori ossei diffusi sospetti per osteomalacia, cadute inspiegate, malattia ossea accertata, sospetto malassorbimento, farmaci interferenti, paratormone elevato. choosingwiselyitaly.org

  9. Choosing Wisely Italia — Slow Medicine ETS, raccomandazione SIAAIC (Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica), 2018 : Non eseguire i cosiddetti «test per le intolleranze alimentari» (esclusi i test validati per indagare sospetta celiachia o intolleranza al lattosio). Metodiche citate : VEGA-test, test citotossico, dosaggio delle IgG4 sieriche, analisi del capello, biorisonanza ; assenza di prove di efficacia e riproducibilità ed esposizione a «diete potenzialmente dannose per la salute». choosingwiselyitaly.org 2 3

  10. Vaucher P, Druais PL, Waldvogel S, Favrat B. Effect of iron supplementation on fatigue in nonanemic menstruating women with low ferritin: a randomized controlled trial. CMAJ, 2012 — 198 donne di 18-53 anni con stanchezza, ferritina < 50 µg/L ed emoglobina > 12,0 g/dL ; a 12 settimane il punteggio di affaticamento è diminuito del 47,7% nel gruppo ferro contro il 28,8% nel placebo (differenza -18,9%, IC 95% -34,5 a -3,2 ; p = 0,02), senza effetti significativi su qualità della vita, depressione o ansia. PubMed · DOI 2

  11. Hickie I, Davenport T, Wakefield D, et al. Post-infective and chronic fatigue syndromes precipitated by viral and non-viral pathogens: prospective cohort study. BMJ, 2006 — coorte prospettica di Dubbo (Australia), 253 pazienti seguiti 12 mesi dopo infezione acuta da virus di Epstein-Barr, Coxiella burnetii o virus Ross River ; a sei mesi 29 (12%) avevano una malattia prolungata con stanchezza invalidante, dolori muscoloscheletrici e difficoltà neurocognitive, e 28 (11%) soddisfacevano i criteri di sindrome da fatica cronica ; sindrome «predicted largely by the severity of the acute illness rather than by demographic, psychological, or microbiological factors». PubMed · DOI 2

  12. Istituto Superiore di Sanità — ISSalute, Sindrome da fatica cronica. «Una malattia di recente definizione e difficile da accertare» ; criterio di durata «da almeno sei mesi, una fatica cronica continua che non è alleviata dal riposo, peggiora con piccoli sforzi», con sonno non ristoratore, alterazioni di memoria e concentrazione e «debolezza dopo l'esercizio fisico, che dura da almeno 24 ore» ; «Non ci sono, attualmente, esami specifici per accertare (diagnosticare) la sindrome da fatica cronica» ; «Non esiste una cura specifica». issalute.it 2 3 4

  13. Grach SL, Seltzer J, Chon TY, Ganesh R. Diagnosis and Management of Myalgic Encephalomyelitis/Chronic Fatigue Syndrome. Mayo Clin Proc, 2023 — ME/CFS descritta come malattia neurologica cronica spesso preceduta da un'infezione ; sovrapposizione con la sindrome post-COVID, di cui circa metà dei pazienti soddisferebbe i criteri di ME/CFS. PubMed · DOI

  14. Luo S, Lai LY, Zhu R, Gao Y, Zhao Z. Prevalence and duration of common symptoms in people with long COVID: a systematic review and meta-analysis. J Glob Health, 2025 — 19 studi osservazionali ; stanchezza 34% con durata di 5,5 mesi, disturbi cognitivi 36%, problemi di salute mentale 31%, dispnea 24%. PubMed · DOI

  15. Istituto Superiore di Sanità — ISSalute, Apnea notturna ostruttiva: di cosa si tratta, cause e cure. «Un disturbo relativamente comune che consiste nel rilassamento e nel restringimento delle pareti della gola durante il sonno e nella conseguente interruzione momentanea del respiro» ; «è un disturbo che non sempre viene scoperto subito (sotto diagnosticato) poiché le persone possono non accorgersi di averlo». issalute.it 2

  16. Choosing Wisely Italia — raccomandazioni della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie), fra cui Non prescrivere di routine in prima istanza benzodiazepine o Z-drugs nei pazienti anziani in caso di insonnia. choosingwiselyitaly.org

Avvertenza medica. Questa scheda ha finalità informative ed educative; non costituisce un parere medico e non sostituisce una visita. I valori di riferimento variano da laboratorio a laboratorio e in base al metodo: solo il tuo medico può interpretare i risultati nel tuo contesto.