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Vitamina D bassa: 25 OH vitamina D, valori e cause

Vitamina D bassa: cosa significa il dosaggio della 25-OH vitamina D, valori normali in ng/mL, soglie di carenza, cause e cosa dice la Nota 96 AIFA.

Pubblicato il 4 agosto 202612 min di letturaScritto dal Team Blood Analysis · Riletto e verificato da Julien Priour

Sul referto l'esame può chiamarsi 25-OH vitamina D, 25(OH)D, calcidiolo o vitamina D totale: sono nomi diversi dello stesso dosaggio, quello che misura le tue riserve. Non va confuso con la 1,25-OH vitamina D (calcitriolo), che in routine non si misura. Una vitamina D bassa è frequentissima in Italia — molto più di quanto il nostro sole lasci immaginare. Qui trovi i valori normali in ng/mL, le cause di carenza, quando l'esame serve davvero e cosa prevede la Nota 96 dell'AIFA. La vitamina D fa parte degli esami delle vitamine e si interpreta insieme al metabolismo calcio-fosforo.

In breve

  • Si dosa la 25-OH vitamina D (calcidiolo), il marcatore più affidabile dello stato vitaminico D; il calcitriolo non serve a valutare le riserve.1
  • Valori indicativi: carenza sotto 12 ng/mL (30 nmol/L), insufficienza tra 12 e 20 ng/mL, adeguatezza sopra 20 ng/mL (50 nmol/L). Le soglie sono discusse tra società scientifiche.12
  • In Italia almeno metà della popolazione può avere valori sotto 50 nmol/L: è il paradosso di un Paese soleggiato con carenza diffusa.13
  • Il dosaggio non è uno screening: né la Nota 96 AIFA né le raccomandazioni SIOMMMS lo consigliano nella popolazione generale sana.42
  • La vitamina D serve ad assorbire il calcio e mineralizzare l'osso, insieme a calcemia, fosforo e paratormone.5
  • L'eccesso non arriva dal sole ma da integrazioni non controllate: può causare ipercalcemia.65

Che cos'è la 25-OH vitamina D (e perché non si dosa il calcitriolo)

La vitamina D è liposolubile e l'organismo la produce in gran parte da solo: secondo l'Istituto Superiore di Sanità, l'80-90% deriva dalla sintesi cutanea sotto i raggi ultravioletti, mentre solo il 10-20% arriva dall'alimentazione.5 La sua funzione principale è aumentare l'assorbimento intestinale di calcio e fosforo e permettere la mineralizzazione dell'osso.51 Dopo la sintesi cutanea o l'assunzione con la dieta, il fegato la trasforma in 25-OH vitamina D (calcidiolo): è la forma più abbondante, ha un'emivita lunga e riflette bene le riserve. Il rene la converte poi in 1,25-OH vitamina D (calcitriolo), la forma davvero attiva.

Qui nasce un errore di prescrizione frequente: chiedere il calcitriolo per sapere «se si ha poca vitamina D». È fuorviante, perché ha un'emivita di poche ore ed è regolato dal paratormone: in carenza il PTH sale e può mantenerlo normale o perfino alto, mascherando riserve esaurite. Per questo sia le linee guida SIOMMMS 2022 sia la Nota 96 AIFA indicano come unico biomarcatore la 25-(OH) vitamina D totale, che comprende le forme derivate dalla vitamina D3 (colecalciferolo) e D2 (ergocalciferolo).1 Il calcitriolo resta riservato a casi specialistici (alcune malattie renali, sospette intossicazioni, patologie granulomatose).

Perché si misura — e perché non è un esame di screening

È il punto che sorprende di più: la vitamina D non va dosata a tutti. Le raccomandazioni SIOMMMS 2022 sono esplicite — «si raccomanda di non eseguire la misura 25(OH)D nella popolazione generale» — perché non esiste prova che uno screening universale porti un vantaggio.2 La Nota 96 dell'AIFA concorda,41 così come la linea guida Endocrine Society 2024, che sconsiglia il test di routine negli adulti sani.7

Il dosaggio ha senso quando il risultato cambia la gestione clinica: sospetto di osteomalacia, osteoporosi o fratture da fragilità, iperparatiroidismo, malassorbimento, insufficienza renale cronica (esami di funzionalità renale, creatinina), malattie epatiche croniche (esami di funzionalità epatica), terapie con farmaci interferenti, o per verificare l'efficacia di una supplementazione avviata.28

Cosa prevede la Nota 96 dell'AIFA

La Nota 96, introdotta nel 2019 e aggiornata nel febbraio 2023, regola la rimborsabilità a carico del SSN dei farmaci a base di vitamina D negli adulti: è la specificità tutta italiana di questo esame.41

  • Alcune categorie hanno diritto alla supplementazione senza dosaggio: persone istituzionalizzate, con gravi deficit motori o allettate al domicilio, donne in gravidanza o allattamento, persone con osteoporosi non candidate a terapia remineralizzante.
  • Per le altre la rimborsabilità è legata al valore di 25-(OH)D: < 30 nmol/L (12 ng/mL) in caso di carenza sintomatica o asintomatica; < 50 nmol/L (20 ng/mL) in terapia di lunga durata con farmaci interferenti o in caso di malassorbimento; < 75 nmol/L (30 ng/mL) per iperparatiroidismo e per osteoporosi candidata a terapia remineralizzante.

Attenzione all'equivoco: quelle soglie stabiliscono chi paga, non cosa sia «normale». Il consenso intersocietario SIBioC-SIOMMMS-SIE-AME ha anzi criticato la Nota: legando la rimborsabilità al dosaggio, rischia di aumentare gli esami e di generare sospensioni improprie della terapia.1

Bisogna essere a digiuno?

No: per la 25-OH vitamina D il digiuno non è necessario e l'orario del prelievo è indifferente. Contano invece due dettagli che quasi nessuno conosce.

Il primo è la stagione: i livelli oscillano durante l'anno, con variazioni che in pochi mesi possono superare il 30%. Le società scientifiche italiane raccomandano il prelievo a fine inverno / inizio estate, il periodo più rappresentativo.12 Un valore di settembre e uno di marzo non sono confrontabili.

Il secondo è il laboratorio: metodi immunometrici e spettrometria di massa danno risultati diversi, con bias fra metodi anche oltre il 20%. Per i controlli conviene usare sempre lo stesso laboratorio e considerare una variabilità di almeno il 10%.1

Valori normali della vitamina D

Sono livelli decisionali indicativi nell'adulto, non un «intervallo di normalità»: fai riferimento a quanto stampato sul tuo referto.

Stato vitaminico D25-OH vitamina D (ng/mL)Equivalente in nmol/L
Carenza< 12< 30
Insufficienza12 – 2030 – 50
Adeguatezza (popolazione generale)> 20> 50
Valore ottimale in osteoporosi o condizioni a rischio30 – 5075 – 125
Eccesso (non fisiologico)> 100> 250

Da sapere: la conversione è semplice — nmol/L = ng/mL × 2,5. In Italia il ng/mL è storicamente il più usato, ma il consenso intersocietario propone di refertare in nmol/L; spesso le due unità compaiono insieme sullo stesso referto, ed è una fonte reale di errore di lettura.1 Se un numero ti sembra assurdo, controlla prima l'unità di misura.

Le soglie sono davvero dibattute. Le raccomandazioni SIOMMMS 2022 definiscono grave carenza un valore < 10 ng/mL e ottimale la fascia 20-50 ng/mL nella popolazione generale sana, alzando l'obiettivo a 30 ng/mL solo nei soggetti a rischio.2 Il position statement dell'AME ritiene 20 ng/mL appropriati nella popolazione generale e raccomanda oltre 30 ng/mL nelle categorie a rischio.8 La Endocrine Society 2024 non fissa invece alcun livello ottimale, per mancanza di prove cliniche.7 Diffida quindi dei «livelli ottimali» molto alti che circolano online.

Interpretare i risultati

Vitamina D bassa: cause e quando preoccuparsi

Una vitamina D bassa è quasi sempre il risultato di poca esposizione solare sommata a un apporto insufficiente. Le cause più comuni:

  • Poco sole: alle latitudini italiane la sintesi cutanea è efficace soprattutto tra fine marzo e fine settembre;5 vita al chiuso, abbigliamento coprente e filtri solari la riducono ancora.
  • Età avanzata (la pelle sintetizza meno) e fototipo scuro (la melanina scherma i raggi UVB).
  • Obesità: liposolubile, viene sequestrata nel tessuto adiposo.
  • Malassorbimento, chirurgia bariatrica, malattie renali o epatiche croniche.
  • Farmaci: antiepilettici, glucocorticoidi, alcuni antiretrovirali, antimicotici, colestiramina.2
  • Dieta povera: in Italia gli alimenti fortificati sono poco diffusi, a differenza di altri Paesi.5

Quanto ai sintomi, la carenza è quasi sempre silenziosa. Solo se profonda e prolungata può dare dolori ossei, debolezza muscolare e, nel tempo, osteomalacia nell'adulto o rachitismo nel bambino.5 Stanchezza e dolori diffusi, spesso attribuiti alla vitamina D, sono sintomi estremamente aspecifici: proprio questo ha alimentato l'esplosione di esami inappropriati.1 Un valore basso si interpreta con il contesto: contano calcemia, fosforo, paratormone, fosfatasi alcalina e l'albumina, che corregge la lettura del calcio totale.

Vitamina D bassa significa ossa fragili? Non automaticamente. L'associazione con il rischio di frattura è documentata, ma la supplementazione generalizzata in adulti sani e non carenti non riduce fratture né cadute: la logica corretta è trattare chi ne ha bisogno.97

Il paradosso italiano: tanto sole, tanta carenza

È il dato più controintuitivo di questa pagina. Una revisione sistematica sui Paesi del Sud Europa e del Mediterraneo orientale, su 630 000 persone, ha rilevato — «contrariamente alle aspettative» — un'elevata prevalenza di ipovitaminosi D nonostante il sole abbondante.3 In Italia si stima che almeno metà della popolazione abbia valori sotto 50 nmol/L, e che una quota importante di adulti (35%) e anziani (36%) si collochi tra 30 e 75 nmol/L.1 Il motivo? Viviamo al chiuso, l'apporto alimentare è molto basso negli studi italiani10 e manca una politica di fortificazione.5

Vitamina D alta ed eccesso

Un valore alto deriva quasi sempre da un'integrazione in corso, ed è atteso. Il vero eccesso non arriva mai dal sole né dalla dieta, ma da assunzioni elevate e non controllate. Le manifestazioni classiche — ipercalcemia e ipercalciuria — sono eccezionali e si osservano in genere per valori intorno o superiori a 150 ng/mL;25 la tossicità compare più facilmente con i metaboliti attivi (calcitriolo, alfacalcidolo). La suscettibilità varia anche su base genetica, e i casi gravi possono resistere alla terapia convenzionale.6 Ecco perché dose e schema li decide il medico.

Fattori che influenzano il risultato

  • stagione e latitudine — il fattore numero uno;1
  • esposizione solare, fototipo, filtri solari;5
  • età, massa grassa, funzione renale ed epatica;
  • farmaci interferenti e malassorbimento;2
  • metodo del laboratorio;1
  • supplementazione in corso, da dichiarare al medico.

Progressi recenti della ricerca

Secondo pubblicazioni recenti indicizzate su PubMed:

  • Meno test, più mirati. La linea guida Endocrine Society 2024 sconsiglia il dosaggio di routine negli adulti sani e non individua alcun livello ottimale dimostrato da studi clinici.7 (Demay MB et al., J Clin Endocrinol Metab, 2024 — DOI.)
  • Nessun beneficio osseo nella popolazione generale. Lo studio VITAL, su circa 26 000 adulti non selezionati per carenza, non ha mostrato alcuna riduzione delle fratture.9 (LeBoff MS et al., N Engl J Med, 2022 — DOI.) Lo studio australiano D-Health, su oltre 20 000 adulti di 60-84 anni seguiti 5 anni, non ha ridotto il rischio di fratture né lo ha aumentato con dosi mensili in bolo.11 (Waterhouse M et al., Lancet Diabetes Endocrinol, 2023 — DOI.)
  • Cent'anni di ricerca, controversie aperte. Una rassegna del 2023 ricorda che gli studi recenti non hanno confermato le attese su fratture, cadute ed effetti extra-scheletrici, e invita a prudenza con le dosi elevate negli anziani.12 (Gallagher JC & Rosen CJ, Lancet Diabetes Endocrinol, 2023 — DOI.)

Questi risultati riguardano diagnosi e gestione clinica; non autorizzano automedicazione e non sostituiscono il parere del tuo medico.

Fai interpretare la tua vitamina D da AI DiagMe

Un valore di 25-OH vitamina D non si legge mai da solo: dipende dalla stagione del prelievo, dalla tua età, dai tuoi farmaci e soprattutto dagli altri marcatori del metabolismo calcio-fosforocalcemia, paratormone, fosforo. È l'incrocio di questi dati a dare valore al risultato.

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Domande frequenti

Che cos'è la 25 OH vitamina D, e perché non si dosa il calcitriolo? La 25-OH vitamina D è il calcidiolo, la forma di deposito prodotta dal fegato: sul referto compare anche come 25(OH)D o vitamina D totale ed è il marcatore più affidabile delle riserve. Il calcitriolo (1,25-OH) ha un'emivita di poche ore ed è regolato dal paratormone, che in carenza può mantenerlo normale o alto: per questo in routine non si usa.

Quali sono i valori normali della vitamina D? Indicativamente: carenza sotto 12 ng/mL (30 nmol/L), insufficienza tra 12 e 20 ng/mL, adeguatezza sopra 20 ng/mL (50 nmol/L); nei soggetti a rischio o con osteoporosi si punta a 30-50 ng/mL. Le soglie variano tra società scientifiche e da laboratorio a laboratorio.

Vitamina D bassa: quando bisogna preoccuparsi? Un valore lievemente sotto soglia, isolato e misurato in inverno, è comune e raramente allarmante. Meritano attenzione i valori molto bassi, quelli associati ad alterazioni di calcio, fosforo, paratormone o fosfatasi alcalina, e i casi con dolori ossei o debolezza muscolare.

Quali sono i sintomi della carenza di vitamina D? Nella maggior parte dei casi nessuno. Se profonda e prolungata può dare dolori ossei e debolezza muscolare, fino a osteomalacia nell'adulto e rachitismo nel bambino. Stanchezza e dolori diffusi sono troppo aspecifici per attribuirli da soli alla vitamina D.

Cosa dice la Nota 96 sull'esame? La Nota 96 AIFA disciplina la rimborsabilità dei farmaci a base di vitamina D negli adulti e non raccomanda lo screening nella popolazione generale. Alcune categorie (persone istituzionalizzate o allettate, gravidanza e allattamento, osteoporosi non candidata a terapia remineralizzante) sono coperte senza dosaggio; per le altre valgono soglie di 30, 50 o 75 nmol/L secondo la condizione.

Bisogna essere a digiuno per l'esame della vitamina D? No. Conta di più quando lo fai: il periodo più rappresentativo è fine inverno / inizio estate. Per i controlli successivi usa sempre lo stesso laboratorio.

In Italia c'è tanto sole: perché la carenza è così frequente? Perché il sole disponibile non è il sole ricevuto: viviamo al chiuso, l'apporto alimentare italiano è molto basso e gli alimenti fortificati sono poco diffusi.

Si può avere troppa vitamina D? Sì, ma solo per integrazioni non controllate: mai dal sole o dalla dieta. L'eccesso può provocare ipercalcemia: dose e schema si concordano con il medico.

Da ricordare

L'esame da guardare è la 25-OH vitamina D (calcidiolo), non il calcitriolo. Ricorda gli ordini di grandezza — carenza sotto 12 ng/mL, insufficienza fino a 20 ng/mL, adeguatezza oltre 20 ng/mL, con obiettivi più alti solo nelle condizioni a rischio — e che le soglie sono oggetto di dibattito. In Italia la carenza è diffusa nonostante il sole, ma il dosaggio non è uno screening: SIOMMMS e Nota 96 AIFA concordano nello sconsigliarlo nella popolazione generale sana. Conta l'insieme del tuo profilo, ed è ciò che offre AI DiagMe, in aggiunta al parere del tuo medico.

Fonti

Fonti istituzionali italiane, società scientifiche e pubblicazioni indicizzate su PubMed utilizzate per questa guida:

Footnotes

  1. Bertoldo F, Cianferotti L, Colao A, et al. Proposta per la refertazione della determinazione della vitamina D — Documento di consenso intersocietario SIBioC, ELAS-Italia, SIOMMMS, SIE, GIBIS, AME, SIR, SIMI, ORTOMED. Biochimica Clinica, 2024 — livelli decisionali da riportare nel referto, unità di misura, variabilità analitica, stagionalità del prelievo, critiche alla Nota 96 e dati di prevalenza italiani. reumatologia.it 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15

  2. Società Italiana dell'Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e Malattie dello Scheletro (SIOMMMS) — Sintesi delle nuove raccomandazioni 2022 per la gestione della carenza di vitamina D: definizione dello stato vitaminico D, popolazioni a rischio, raccomandazione a non eseguire lo screening nella popolazione generale, livelli di tossicità. siommms.it 2 3 4 5 6 7 8 9

  3. Manios Y, Moschonis G, Lambrinou CP, et al. A systematic review of vitamin D status in southern European countries. Eur J Nutr, 2018 — 107 studi, 630 093 persone, elevata prevalenza di ipovitaminosi D nonostante il sole abbondante. PubMed · DOI 2

  4. Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) — Nota 96 per la prescrizione di farmaci a base di vitamina D (istituita 2019, aggiornamento febbraio 2023), testo riprodotto dalla Commissione del Farmaco di Area Vasta Emilia Centrale: categorie rimborsabili senza dosaggio, soglie di 25-(OH)D per la rimborsabilità, screening non raccomandato nella popolazione generale. cfavec.it 2 3

  5. Istituto Superiore di Sanità — ISSalute, Vitamina D: sintesi cutanea (80-90%) e apporto alimentare (10-20%), fonti alimentari, latitudini e stagioni italiane, assenza di fortificazione diffusa in Italia, carenza e livelli di tossicità. issalute.it 2 3 4 5 6 7 8 9 10

  6. Aberger S, Schreiber N, Pilz S, et al. Targeting Calcitriol Metabolism in Acute Vitamin D Toxicity — A Comprehensive Review and Clinical Insight. Int J Mol Sci, 2024. PubMed · DOI 2

  7. Demay MB, Pittas AG, Bikle DD, et al. Vitamin D for the Prevention of Disease: An Endocrine Society Clinical Practice Guideline. J Clin Endocrinol Metab, 2024. PubMed · DOI 2 3 4

  8. Cesareo R, Attanasio R, Caputo M, et al. Italian Association of Clinical Endocrinologists (AME) and Italian Chapter of AACE Position Statement: Clinical Management of Vitamin D Deficiency in Adults. Nutrients, 2018. PubMed · DOI 2

  9. LeBoff MS, Chou SH, Ratliff KA, et al. Supplemental Vitamin D and Incident Fractures in Midlife and Older Adults (VITAL). N Engl J Med, 2022. PubMed · DOI 2

  10. Nuti R, Gennari L, Cavati G, et al. Dietary Vitamin D Intake in Italian Subjects: Validation of a Frequency Food Questionnaire (FFQ). Nutrients, 2023 — apporto alimentare di vitamina D molto basso in Italia. PubMed · DOI

  11. Waterhouse M, Ebeling PR, McLeod DSA, et al. The effect of monthly vitamin D supplementation on fractures: a tertiary outcome from the population-based, double-blind, randomised, placebo-controlled D-Health trial. Lancet Diabetes Endocrinol, 2023. PubMed · DOI

  12. Gallagher JC, Rosen CJ. Vitamin D: 100 years of discoveries, yet controversy continues. Lancet Diabetes Endocrinol, 2023. PubMed · DOI

Avvertenza medica. Questa scheda ha finalità informative ed educative; non costituisce un parere medico e non sostituisce una visita. I valori di riferimento variano da laboratorio a laboratorio e in base al metodo: solo il tuo medico può interpretare i risultati nel tuo contesto.