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Prelievo venoso: come si svolge il prelievo di sangue

Come si svolge il prelievo di sangue, passo per passo: identificazione, laccio emostatico, ago, provette. Quanto dura, se fa male e come evitare il malessere.

Aggiornato il 6 agosto 202612 min di letturaScritto dal Team Blood Analysis · Riletto e verificato da Julien Priour

Il prelievo di sangue — o prelievo venoso — è uno dei gesti sanitari più frequenti in Italia, e uno dei più temuti da chi non l'ha mai fatto. È però una procedura standardizzata: ogni passaggio segue raccomandazioni scritte, e sapere in anticipo che cosa succederà è il modo più efficace per arrivarci senza ansia. Qui trovi il percorso reale del prelievo, quanto dura, che cosa si sente, perché il laccio emostatico non deve restare stretto a lungo e come si gestisce il malessere — la sincope vasovagale — temuto molto più di quanto sia frequente.

In breve

  • Si preleva quasi sempre dalla fossa cubitale (la piega del gomito): la vena mediana cubitale è la prima scelta.1
  • Ti chiederanno nome e data di nascita più volte: è la barriera principale contro lo scambio di campioni, non una dimenticanza.1
  • Il laccio emostatico non deve restare in sede più di 1 minuto: oltre, la stasi altera alcuni risultati (potassio, calcio, proteine, albumina).12
  • Il gesto dura in genere 1–3 minuti; Humanitas lo descrive come "non doloroso", con il pizzicore dell'ago.3
  • La sincope vasovagale è rara (0,004% su quasi 678.000 prelievi) e benigna: avvisa prima il personale, ti faranno sdraiare.45
  • Dopo si comprime senza piegare il braccio: circa 2 minuti, fino a 10 in terapia anticoagulante.1

Dove si fa il prelievo in Italia

Il prelievo può essere eseguito in ospedale, nei punti prelievo di ASL/ASST/AULSS, in un laboratorio privato accreditato con il Servizio sanitario nazionale o a domicilio. Nel pubblico si accede in parte su prenotazione (CUP, farmacie aderenti, portali regionali) e in parte in accesso diretto, in una fascia mattutina che in molte sedi va dalle 7:30 alle 11:30 circa; servono la richiesta medica e un documento di riconoscimento. Il prelievo a domicilio nel circuito pubblico non è un servizio di comodità: è riservato ai pazienti non deambulanti, con indicazione esplicita del medico sull'impegnativa.6 Esistono anche servizi domiciliari privati a pagamento.

Come si svolge, passo per passo

1. Identificazione. L'operatore verifica chi sei: la raccomandazione italiana chiede almeno due identificatori — nome e data di nascita — e preferibilmente un terzo, da confrontare con la richiesta e con le etichette delle provette.1

2. Posizione. Di solito ti siedi su una poltrona con braccioli, proprio per evitare cadute in caso di malessere; se sei ricoverato o ti senti insicuro si può fare sdraiati. Cambiare postura modifica la concentrazione di parecchi parametri: meglio non farlo nei 15 minuti precedenti.1

3. Scelta della vena. Il braccio viene disteso verso il basso. Prima scelta sono le vene della fossa cubitale; la mediana cubitale è preferita perché di solito è la più evidente, non "scappa" sotto la pelle e si trova nello stesso punto nella maggior parte delle persone.1 La scelta avviene dopo ispezione visiva e palpazione.7

4. Disinfezione. La cute si pulisce con alcol etilico al 70% e va lasciata asciugare; poi non si tocca più.1

5. Laccio emostatico. Se serve, si applica circa 7,5 cm sopra il punto di puntura, stretto quanto basta a bloccare il ritorno venoso ma non il flusso arterioso.1 Potrebbero chiederti di chiudere il pugno.3

6. La puntura. È il momento più temuto e, oggettivamente, il più breve: una puntura netta di un paio di secondi, poi nulla.

7. Riempimento delle provette. Il sangue riempie una o più provette secondo gli esami prescritti;3 i tempi dei risultati dipendono da questi. Il laccio va tolto appena il sangue scorre nella prima provetta, non alla fine.1

8. Rimozione e compressione. Si sfila l'ago, si applica cotone e cerotto e ti si chiede di premere leggermente senza piegare il braccio;1 il cerotto va tenuto una decina di minuti.3

Perché ti chiedono più volte nome e data di nascita

Sembra burocrazia. È invece il punto di sicurezza più importante della procedura: un errore di identificazione non genera un risultato assurdo, genera un risultato plausibile ma di un'altra persona, e nessun controllo di laboratorio può accorgersene. Per questo la regola è netta: più dati si usano, minore è la probabilità di sbagliare.1 Se te li chiedono all'accettazione, poi in sala prelievi e di nuovo prima di etichettare, è il sistema che funziona. Rispondi ad alta voce e per intero.

⚠️ Il laccio non deve restare stretto a lungo

È il dettaglio tecnico che spiega più referti "strani" di quanto si creda. La raccomandazione pubblicata da SIBioC su Biochimica Clinica è esplicita: il prelievo andrebbe fatto preferibilmente senza laccio (soprattutto in chi ha vene evidenti) e, quando lo si usa, il tempo totale di applicazione non deve superare 1 minuto.1

Il motivo è fisico: il laccio crea una stasi venosa, acqua e piccole molecole escono dal vaso verso lo spazio interstiziale, mentre cellule e proteine restano dentro e si concentrano. Entro il primo minuto le variazioni sono trascurabili, ma dopo possono diventare clinicamente significative.1

Non è teoria. Uno studio su 250 volontari ha confrontato tempi di laccio crescenti (30, 60, 90, 120, 180 secondi) con un prelievo senza stasi: a 30 secondi nulla risultava alterato, mentre già a 60 secondi comparivano aumenti di glucosio, proteine totali, albumina, trigliceridi, potassio, calcio, magnesio e fosfatasi alcalina — con variazioni clinicamente rilevanti per proteine totali, albumina, potassio e calcio da 60 secondi in poi, per il sodio da 90 e per il magnesio da 120.2

In pratica: un potassio o una calcemia di poco fuori norma dopo un prelievo laborioso meritano una ripetizione, e lo stesso vale per proteine totali, albumina e per gli esami degli elettroliti. Se il prelievo è stato difficile, dillo al medico: è un'informazione clinica, non un aneddoto.

Attenzione però a non attribuire tutto al laccio. Per il lattato gli studi non confermano l'effetto: in volontari sani nemmeno 15 minuti di laccio hanno prodotto aumenti clinicamente significativi, e un lattato venoso elevato non va attribuito a un laccio prolungato.8

Quanto dura e fa male?

Durata. Il gesto si risolve in pochi minuti:3 l'ago resta in vena 1–3 minuti secondo il numero di provette. Con accettazione, attesa e compressione, metti in conto 15–30 minuti.

Dolore. Senza minimizzare né drammatizzare: non è un gesto indolore. C'è una puntura, per qualcuno nettamente fastidiosa, soprattutto se la vena è profonda o se serve più di un tentativo. Ma è breve e circoscritta: le fonti ospedaliere italiane la descrivono come "non dolorosa", con il pizzicore dell'ago.3 Nello studio italiano su 139 anziani ricoverati in terapia anticoagulante, solo 9 avevano riferito dolore.9

La paura, invece, è comune e reale. Una meta-analisi stima la prevalenza della paura degli aghi al 20–50% negli adolescenti e al 20–30% nei giovani adulti, in calo con l'età e più frequente nelle donne.10 In caso di vera agofobia si può usare una pomata anestetica, pratica corrente in pediatria7 e approfondita nella guida al prelievo del sangue nei bambini.

La sincope vasovagale: il malessere da prelievo

È la prima paura di chi legge questa pagina, e merita una risposta chiara: il malessere da prelievo è temuto spesso, raro nei fatti e quasi sempre benigno.

Quanto è rara. Uno studio su 677.956 prelievi ambulatoriali ha registrato una sincope vasovagale nello 0,004% dei casi; due fattori erano associati a un rischio maggiore: più di 5 provette (odds ratio 8,10) e un'attesa superiore a 15 minuti.4

Che cos'è. Un improvviso abbassamento di pressione e frequenza cardiaca che riduce per pochi istanti l'afflusso di sangue al cervello. Fra i fattori scatenanti l'Istituto Superiore di Sanità cita esplicitamente la vista del sangue, "come durante un prelievo". La perdita di coscienza dura da pochi secondi a uno o due minuti, poi si torna gradualmente alla normalità.5

I segnali che la precedono. Raramente arriva senza preavviso: prima compaiono pallore, sudorazione fredda, nausea, capogiri, vista annebbiata, formicolii, debolezza.5 Se li riconosci — durante il prelievo o subito dopo, momento altrettanto a rischio — dillo immediatamente.

Il consiglio che cambia le cose: parla prima. La raccomandazione italiana chiede al prelevatore di domandare al paziente se ha paura del prelievo, perché questa semplice domanda individua chi è a maggior rischio; se la persona è spaventata, le si raccomanda di sdraiarsi e la si sorveglia durante e dopo, per evitare traumi da caduta.1 Non aspettare che te lo chiedano: dire "sono in ansia" o "una volta sono svenuto" all'inizio è la cosa più efficace che puoi fare.

Se il malessere arriva. Stenditi subito, supino, con le gambe più in alto della testa.5 Non uscire dalla sala "a prendere aria": il rischio non è lo svenimento, è la caduta. L'ISS descrive anche manovre di contropressione isometrica ai primi sintomi — stringere con forza un oggetto, incrociare le gambe contraendo i muscoli.5

Dopo il prelievo: compressione ed ematoma

Una leggera pressione sul punto di puntura fino all'arresto del sanguinamento, in genere circa 2 minuti. Non piegare il braccio: se è stata punta la vena cubitale va tenuto dritto, perché piegarlo può favorire l'ematoma; anche comprimere troppo poco ne aumenta frequenza e gravità.1

L'ematoma (il "livido") è frequente e benigno: cambia colore nel tempo — rossastro, poi bluastro-violaceo dopo 1–2 giorni, giallo-verdognolo dopo 5–10 — e generalmente scompare in circa 2 settimane. Vale la pena farlo vedere al medico se aumenta di dimensioni, se non scompare entro 2 settimane, se dolore e gonfiore peggiorano o compare febbre, o in caso di perdita di sensibilità o formicolio persistenti.11 Situazioni rare, ma non da aspettare passivamente.

Casi particolari

Se prendi anticoagulanti. Il prelievo si esegue normalmente, ma la compressione va prolungata: fino a 10 minuti contro i circa 2 di routine.1 Uno studio randomizzato recente lo conferma: 5 minuti di pressione riducevano le ecchimosi rispetto a 1 o 3 minuti.12 In uno studio italiano su 139 ricoverati in terapia anticoagulante gli ematomi comparivano nel 54% dei casi, con rischio circa 3 volte maggiore nelle donne e sopra gli 80 anni.9 Segnala sempre la terapia. ⚠️ Non sospendere mai un anticoagulante per un prelievo: nessuna analisi lo richiede e la decisione spetta solo al medico prescrittore — anzi, gli esami della coagulazione e il tempo di protrombina misurano proprio l'effetto della terapia in corso.

Vene difficili. Vene sottili, profonde o mobili, disidratazione, freddo, prelievi ripetuti: si può cambiare braccio o sito, riscaldare la zona, cambiare calibro dell'ago; se il prelievo non riesce il laccio va rilasciato e si passa a un sito alternativo.1 La riuscita al primo tentativo resta la regola — nello studio italiano su anziani ricoverati era del 92,8%.9

Braccia da evitare. Non si preleva da vene indurite, da siti con ematoma o infiammazione, da shunt artero-venosi (fistole di dialisi), da braccia con innesto vascolare, paretiche o con disturbi del drenaggio linfatico — il caso classico è il braccio dal lato di uno svuotamento ascellare. Sconsigliato anche prelevare da un catetere venoso periferico già inserito o da un braccio in corso di infusione.1 Se rientri in uno di questi casi segnalalo tu.

Gravidanza. La procedura è identica: cambia il numero dei controlli, non il modo di eseguirli. Se la posizione seduta è scomoda nelle ultime settimane, chiedi di farlo sdraiata.

Perché le provette hanno un ordine

I tappi hanno colori diversi perché ciascuno corrisponde a un additivo diverso, e le provette si riempiono in un ordine standardizzato — l'ordine di prelievo — per impedire che tracce dell'additivo di una contaminino la successiva falsandone il risultato. Non è teoria: la raccomandazione italiana osserva che la contaminazione crociata avviene più spesso di quanto ci si aspetterebbe ed è difficile da individuare a posteriori, e conclude che l'ordine va seguito senza eccezioni.1 Quale colore corrisponde a quale esame è spiegato nella guida ai colori delle provette: un emocromo completo e un profilo lipidico non viaggiano nella stessa.

Hai il referto in mano e non sai leggerlo?

Un prelievo ben eseguito è solo metà del lavoro: l'altra metà è interpretare i numeri nel contesto giusto. Una ferritina bassa, una creatinina in salita o un TSH fuori norma non si leggono mai isolati.

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Domande frequenti

Quanto dura un prelievo di sangue? Il gesto si risolve in pochi minuti, realisticamente 1–3 con l'ago in vena.3 Con accettazione, attesa e compressione, conta 15–30 minuti in tutto.

Il prelievo fa male? C'è una puntura netta di un paio di secondi, poi in genere nulla: Humanitas parla di "pizzicore" dell'ingresso dell'ago.3 La paura degli aghi è però comune — 20–30% dei giovani adulti — ed è legittima.10

Perché mi chiedono nome e data di nascita più volte? Perché è la difesa principale contro lo scambio di campioni: servono almeno due identificatori, e più dati si usano minore è il rischio di errore.1

Quanto deve restare il laccio emostatico? Non più di 1 minuto, e va tolto appena il sangue scorre nella prima provetta.1 Oltre, la stasi altera in modo clinicamente significativo potassio, calcio, proteine totali e albumina.2

Ho paura di svenire: cosa faccio? Dillo prima. Il prelievo si può fare da sdraiati e verrai sorvegliato durante e dopo.1 Ai primi segnali (pallore, sudore freddo, nausea, capogiri) stenditi subito con le gambe sollevate.5

Devo essere a digiuno? Dipende: per la glicemia sì, per l'emocromo l'ISS precisa che non è necessario.13 Vedi gli esami del sangue a digiuno.

Da ricordare

Il prelievo venoso è breve, standardizzato e molto sicuro: identificazione con nome e data di nascita, vena della fossa cubitale, disinfezione, laccio per meno di 1 minuto, puntura di pochi secondi, provette riempite nell'ordine previsto, compressione senza piegare il braccio.1 Due cose meritano di essere ricordate: il laccio non deve restare stretto a lungo, perché altera potassio, calcio e proteine,2 e la paura va detta prima, perché il prelievo si può fare da sdraiati e la sincope vasovagale — rara e benigna — si previene così.4 Il livido è normale e sparisce in un paio di settimane;11 se prendi anticoagulanti comprimi più a lungo, senza mai sospendere la terapia di tua iniziativa.

Fonti

Fonti istituzionali e professionali italiane e pubblicazioni scientifiche (PubMed) utilizzate per questa guida:

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Footnotes

  1. Simundic AM, Bölenius K, Cadamuro J, et al. Raccomandazione congiunta EFLM-COLABIOCLI per il prelievo di sangue venoso — traduzione italiana a cura di G. Bonetti e D. Giavarina, Biochimica Clinica (SIBioC), 2019;43(2):204-223. Identificazione con almeno due identificatori; posizione del paziente; vena della fossa cubitale; disinfezione con alcol etilico al 70%; laccio emostatico ≤ 1 minuto e rimozione appena il sangue scorre; ordine di prelievo senza eccezioni; compressione ~2 minuti (fino a 10 minuti in terapia anticoagulante) senza piegare il braccio; siti da evitare; gestione della paura e della sincope. eflm.eu (PDF) · DOI 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24

  2. Lima-Oliveira G, Lippi G, Salvagno GL, et al. New ways to deal with known preanalytical issues: use of transilluminator instead of tourniquet for easing vein access and eliminating stasis on clinical biochemistry. Biochem Med (Zagreb), 2011;21(2):152-9. PubMed · DOI 2 3 4

  3. Humanitas — Esami del sangue. Prelievo al mattino, preferibilmente entro le nove; disinfezione, laccio emostatico, chiusura del pugno, riempimento di una o più provette; cotone e cerotto da tenere una decina di minuti; esame che "si risolve in pochi minuti" e "non è doloroso", con il pizzicore dell'ingresso dell'ago. humanitas.it 2 3 4 5 6 7 8

  4. Yoshimoto A, Yasumoto A, Kamiichi Y, et al. Analysis of vasovagal syncope in the blood collection room in patients undergoing phlebotomy. Sci Rep, 2020;10(1):17933. PubMed · DOI 2 3

  5. Istituto Superiore di Sanità — ISSalute, Collasso: disturbi, cause e cura. Sincope vaso-vagale, fattori scatenanti (fra cui la vista del sangue "come durante un prelievo"), sintomi prodromici, durata da pochi secondi a uno o due minuti, posizione supina con gambe sollevate, manovre di contropressione isometrica. issalute.it 2 3 4 5 6

  6. ASL3 Liguria — Punti prelievo e prelievi domiciliari. Accesso su prenotazione (CUP, farmacie aderenti, portale regionale) o diretto, fasce orarie mattutine, richiesta medica e documento di riconoscimento; prelievo a domicilio riservato ai pazienti non deambulanti, con dicitura specifica sull'impegnativa. asl3.liguria.it

  7. Ospedale Pediatrico Bambino Gesù — Esami del sangue. Identificazione del paziente e preparazione delle etichette, posizionamento (seduto, sdraiato, in braccio alla madre), scelta dell'accesso venoso dopo ispezione visiva e tattile, raccolta secondo la corretta sequenza delle provette, pomata anestetica in caso di agofobia. ospedalebambinogesu.it 2

  8. Chiew AL, Tran CT, Mackenzie J. Effect of tourniquet time on whole blood point-of-care lactate concentration: A healthy human volunteer study. Emerg Med Australas, 2021;33(4):647-654. Nessun aumento clinicamente significativo del lattato fino a 15 minuti di laccio. PubMed · DOI

  9. Benedet S, De Paoli A, Tommasini C, Ortez G. Valutazione degli effetti del prelievo venoso periferico in pazienti ospedalizzati in terapia anticoagulante: studio osservazionale. L'Infermiere (FNOPI), n. 6/2012. 139 pazienti; ematomi nel 54% dei casi, rischio ~3 volte maggiore nelle donne (OR 3,32) e sopra gli 80 anni (OR 3,84); dolore riferito da 9 pazienti; riuscita al primo tentativo nel 92,8%. infermiereonline.org 2 3

  10. McLenon J, Rogers MAM. The fear of needles: A systematic review and meta-analysis. J Adv Nurs, 2019;75(1):30-42. PubMed · DOI 2

  11. Istituto Superiore di Sanità — ISSalute, Ematoma: superficiale o pericoloso, quando chiedere aiuto. Evoluzione del colore, risoluzione in circa 2 settimane, ghiaccio e compressione, segnali che richiedono il medico. issalute.it 2

  12. Demirtas A, Basak T, Erdogan D. Effect of pressure duration applied after blood sample collection on ecchymosis in older patients using anticoagulants: A randomized controlled study. Geriatr Nurs, 2026;69:103918. PubMed · DOI

  13. Istituto Superiore di Sanità — ISSalute, Emocromo (analisi cliniche). Prelievo da una vena del braccio negli adulti; per il solo emocromo non è necessario essere a digiuno. issalute.it

Avvertenza medica. Questa scheda ha finalità informative ed educative; non costituisce un parere medico e non sostituisce una visita. I valori di riferimento variano da laboratorio a laboratorio e in base al metodo: solo il tuo medico può interpretare i risultati nel tuo contesto.