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Esami del sangue di routine: quali fare davvero

Esami del sangue di routine: quali servono davvero, che cosa è raccomandato in Italia e perché un check-up lungo trova quasi sempre qualcosa.

Aggiornato il 6 agosto 202616 min di letturaScritto dal Team Blood Analysis · Riletto e verificato da Julien Priour

Chi cerca «esami del sangue di routine» ha quasi sempre in mente la stessa cosa: una lista di analisi da fare una volta l'anno per verificare che vada tutto bene. La risposta onesta è che quella lista non esiste come standard valido per tutti. Le raccomandazioni italiane sono esplicite: a parte i tre programmi di screening oncologico organizzato, «non è appropriato prescrivere esami periodici di routine, senza una correlazione clinica o una logica di case finding».1 E le prove concordano: le revisioni sistematiche sui general health checks concludono che i controlli generalizzati «difficilmente sono utili».2 Non significa che la prevenzione non serva: significa che quella che funziona è mirata. Questa guida spiega che cosa in Italia è raccomandato, che cosa non ha senso aggiungere «per sicurezza» e come leggere un valore appena fuori norma. Non sostituisce il parere del vostro medico.

In breve

  • Non esiste un «check-up» standard che convenga a tutti: i controlli generali non riducono la mortalità totale né quella per cancro.2
  • La raccomandazione italiana di Choosing Wisely è di non prescrivere esami di routine senza una precisa ipotesi diagnostica: «ripetere gli esami a tutti è il miglior modo per aumentare i falsi positivi».1
  • Un intervallo di riferimento contiene per costruzione il 95% delle persone sane.3 Su un pannello di 20 esami la probabilità di trovare almeno un valore alterato in una persona sana supera il 60%.
  • Quello che è raccomandato: i tre screening oncologici organizzati del SSN — mammella, cervice uterina, colon-retto — gratuiti e nei LEA dal 2017.4
  • E la valutazione del rischio cardiovascolare: la carta del Progetto CUORE dell'ISS stima la probabilità di un primo evento nei 10 anni fra i 40 e i 69 anni.5
  • Che cosa non aggiungere in chi non ha sintomi: pannello vitaminico, profilo ormonale completo, marcatori tumorali in screening, sierologie senza esposizione.16
  • Un «check-up completo» comprato in autonomia non sostituisce il ragionamento del medico di medicina generale.7

Non esiste un «check-up» uguale per tutti

L'idea di fondo — scoprire presto per curare meglio — è buona. Il problema è che, applicata a tutti e a tutto, smette di funzionare.

La revisione Cochrane sui general health checks ha messo insieme 17 studi randomizzati e oltre 250.000 partecipanti, confrontando adulti invitati a controlli generali — lo screening di più malattie o fattori di rischio in più apparati — con adulti non invitati. Il risultato, con prove di alta qualità, è nessun effetto sulla mortalità totale (rischio relativo 1,00) né su quella per cancro. La conclusione degli autori sta in una riga: i controlli generali «difficilmente sono utili».2

Non è un caso isolato: lo studio danese DANCAVAS ha invitato oltre 46.000 uomini fra i 65 e i 74 anni a uno screening cardiovascolare ben più sofisticato di qualunque pacchetto di analisi — TC per il calcio coronarico, ricerca di aneurismi e fibrillazione atriale, prelievo per diabete e colesterolo — e dopo oltre cinque anni la mortalità per qualsiasi causa non è risultata significativamente ridotta.8

La medicina di laboratorio italiana offre la definizione utile: un esame è appropriato quando «il risultato fornisce una risposta alla questione che mette in grado di prendere una decisione e intraprendere un'azione che porta a un beneficio di salute per il paziente».7 Se non cambia nulla di ciò che farete, non stava rispondendo a nessuna domanda.

La prova con i numeri: perché un pannello lungo trova quasi sempre qualcosa

Questa è la parte più controintuitiva, ed è pura aritmetica. Gli intervalli stampati sul referto non descrivono «la salute»: descrivono ciò che si osserva in persone sane. «Per la maggior parte dei test, gli intervalli di riferimento includono tutti i valori che, analizzati tramite strumenti statistici, rientrano nel 95% della popolazione di riferimento», spiega la medicina di laboratorio italiana, e «statisticamente parlando quindi, esisterà un 5% di persone che fisiologicamente cadranno al di fuori dell'intervallo di riferimento».3

Cinque per cento per un esame. Ma un pannello è venti esami, o trenta. Se i risultati fossero indipendenti, la probabilità di non avere nessun valore fuori norma su n esami sarebbe 0,95 elevato a n. Da cui:

Numero di esami del pannelloProbabilità di almeno un valore «fuori norma» in una persona sana
15%
523%
1246%
2064%
3079%

Il valore per 12 esami non è una nostra invenzione: viene dalla manualistica medica di riferimento, secondo cui «se si effettuano 12 diversi test per 12 diverse malattie, la possibilità di ottenere almeno un falso positivo è del 46%».9 Per 20 esami la stessa logica dà circa il 64%.

Due precisazioni oneste. Molti esami sono correlati fra loro (le due transaminasi, gli indici lipidici), quindi la probabilità reale è un po' più bassa di quella teorica; e la statistica non dice quale valore sarà alterato, perché un risultato fuori norma può benissimo essere il segnale vero di una malattia. Ma il punto resta: su un pannello lungo, in una persona che sta bene, trovare qualcosa in grassetto non è l'eccezione — è lo scenario più probabile.

C'è poi una seconda ragione: la resa di un esame dipende dalla probabilità pre-test, cioè da quanto è verosimile la malattia prima di misurare. Con un esame ottimo (95% di sensibilità e specificità) applicato dove la malattia è presente nel 30% dei casi, un risultato positivo è vero 89 volte su 100; applicato dove riguarda il 2%, «più di due volte su tre un risultato positivo non corrisponderà a un soggetto affetto, ma sarà un falso positivo».7 Cambiare la persona a cui si fa l'esame cambia il significato del risultato.

Che cosa è davvero raccomandato in Italia

Qui il discorso si ribalta: alcune cose vanno fatte, e sono gratuite.

I tre screening oncologici organizzati

Sono programmi offerti attivamente dal SSN, nei Livelli Essenziali di Assistenza dal DPCM del 12 gennaio 2017 e gratuiti nelle fasce d'età previste:4

ProgrammaFascia d'etàTest e periodicità
Mammella50-69 anni (alcune Regioni 45-49 e 70-74)Mammografia ogni 2 anni
Cervice uterina25-64 anniPap test ogni 3 anni fino a 30 anni; HPV test ogni 5 anni dopo
Colon-retto50-70 anni (fino a 74 in alcune Regioni)Ricerca del sangue occulto nelle feci ogni 2 anni

Nessuno passa da un prelievo di sangue e nessuno usa i marcatori tumorali; sono l'unica eccezione riconosciuta dalla raccomandazione italiana contro gli esami di routine.1 E qui il vero problema italiano non è l'eccesso ma il difetto di adesione: nel 2022 la copertura nazionale era del 43% per lo screening mammografico, del 41% per quello cervicale e appena del 27% per quello colorettale, con divari profondi fra Nord e Sud — 38% contro 12% per il colon-retto.10 Quando arriva la lettera della ASL, quella è la prevenzione che funziona.

La valutazione del rischio cardiovascolare

È l'altro pilastro solido, e in Italia ha uno strumento nazionale: la carta del rischio del Progetto CUORE dell'Istituto Superiore di Sanità. Serve «a stimare la probabilità di andare incontro a un primo evento cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio o ictus) nei 10 anni successivi» ed «è utilizzabile su donne e uomini di età compresa fra 40 e 69 anni che non hanno avuto precedenti eventi cardiovascolari».5

Bastano sei informazioni: sesso, età, fumo, diabete, pressione sistolica e colesterolemia.5 Cioè due soli esami del sangue — glicemia e profilo lipidico — più la pressione e due domande. È questo il cuore di un check-up utile, ed è il modello anche della prevenzione cardiovascolare europea.11 La stessa carta indica ogni quanto rivalutare: ogni 6 mesi se il rischio è ≥20%, ogni anno fra il 5 e il 20%, ogni 5 anni sotto il 5%.5

La ricerca mirata in chi ha un motivo

Fuori da questi due binari si aggiunge un esame perché c'è una ragione: un sintomo, una malattia nota, una terapia, una familiarità, un'esposizione. È la logica del case finding: «in base alla visita, all'anamnesi e alla presenza di fattori di rischio (età, sesso, lavoro, ambiente…) il medico ipotizza la presenza di determinate patologie».1

Che cosa non ha senso aggiungere «per sicurezza»

In un adulto senza sintomi né fattori di rischio, questi aggiunti gonfiano il pannello senza beneficio dimostrato.

  • Il pannello vitaminico completo. Si dosano davvero solo vitamina D, vitamina B12 e folati, e nemmeno questi a tutti: il dettaglio è negli esami delle vitamine. Che non sia teoria lo mostra uno studio su oltre 77.000 pazienti di medicina generale: dopo un dosaggio di vitamina D non indicato si sono osservati in media 1,6 servizi sanitari aggiuntivi per paziente in 24 mesi.12
  • Il profilo ormonale completo. Gli esami ormonali hanno indicazioni cliniche precise; fuori da quelle misurano oscillazioni fisiologiche. Per la tiroide il punto di partenza sono gli esami della tiroide con il solo TSH.
  • I marcatori tumorali in screening. In Italia si prescrivono «oltre 13.000.000 di dosaggi di marcatori tumorali ogni anno», «a fronte di circa 2.300.000 casi di tumori prevalenti».6 Perché non funzionino è spiegato nelle guide ai marcatori tumorali e al PSA.
  • Le sierologie senza esposizione. Le sierologie infettive rispondono a una situazione precisa — gravidanza, rapporto a rischio, viaggio, sintomo — non a una voce di listino.
  • Gli esami della coagulazione «di controllo». Gli esami della coagulazione servono prima di certi interventi, in terapia anticoagulante o davanti a un sanguinamento anomalo.

Il filo comune: ogni esame «presenta il rischio di sovradiagnosi e di eventi avversi… anche perché ogni esame inutile ritarda un esame necessario».1

Che cosa contiene, in pratica, un bilancio di base

Quando un medico prescrive un bilancio, ricorrono alcuni esami. La tabella è descrittiva, non un'ordinazione: serve a capire che cosa avete in mano aprendo il referto.

EsameA che cosa risponde
Emocromo completoAnemia, infezioni, alterazioni delle piastrine e della formula
GlicemiaDiabete e prediabete; l'emoglobina glicata racconta gli ultimi 2-3 mesi
Profilo lipidicoColesterolo totale, LDL, HDL, trigliceridi: entra nel calcolo del rischio
Funzionalità renaleCreatinina ed eGFR: come lavorano i reni
Funzionalità epaticaALT, AST, gamma GT: sofferenza o colestasi del fegato
ElettrolitiSodio, potassio: equilibrio idro-salino, terapie diuretiche
TSHFunzione della tiroide, quando c'è un motivo per sospettarla
Ferritina e assetto marzialeRiserve di ferro, in caso di anemia o stanchezza da chiarire
PCR e VESInfiammazione in corso, se c'è un sospetto clinico
Albumina, acido uricoStato nutrizionale e proteico; gotta, calcolosi, sindrome metabolica

Le ultime righe sono già oltre il «di base»: hanno senso solo se esiste una domanda a cui rispondere. E ogni valore va letto contro l'intervallo stampato sul vostro referto. Sul contorno pratico ci sono guide dedicate: essere a digiuno, come si svolge il prelievo, tempi dei risultati.

Il ruolo del medico di medicina generale

È il pezzo che nessun pacchetto può sostituire, per una ragione tecnica: la probabilità pre-test non si compra, si costruisce con l'anamnesi e la visita. «Non ci può essere una buona risposta se non c'è una buona domanda», scrive la medicina di laboratorio italiana, «e una buona domanda è anche una domanda in cui la probabilità di risposta positiva sia significativamente alta».7 Il medico di famiglia conosce età, storia familiare, farmaci ed esami precedenti: è l'unico che può dire se quella creatinina appena mossa merita un controllo o è la solita.

Va detto anche l'altro lato, documentato in Italia: un'indagine FNOMCeO-Slow Medicine su quasi 3.700 medici ha rilevato che il 36% prescrive un esame «pur ritenendolo inutile» quando il paziente insiste, e che il 44% riceve richieste non necessarie ogni giorno o più volte a settimana; pesano il bisogno di sicurezza (51%) e il timore di conseguenze legali (33%).13 Non è una colpa del paziente: è una pressione reciproca, e conoscerla aiuta a disinnescarla — tanto più che il 66% dei medici riferisce che i pazienti seguono comunque il consiglio.13

I «pacchetti check-up» venduti dai laboratori

Molti laboratori privati propongono profili preconfezionati, con decine di voci e un prezzo unico. Il punto non è morale — è comprensibile volersi rassicurare — ma matematico: più voci contiene il pacchetto, più è probabile che almeno una risulti fuori norma senza che ci sia nulla che non va.39

Il seguito è documentato. In un'indagine nazionale su medici internisti, il 99,4% aveva vissuto almeno una «cascata» di accertamenti partita da un riscontro incidentale e il 94,4% ne aveva vissuta almeno una senza alcun esito clinicamente rilevante, con danno psicologico per il paziente nel 68,4% dei casi; nel 33,7% l'esame che aveva generato tutto «poteva non essere clinicamente appropriato».14

Un pacchetto sembra esaustivo, ma l'esaustività non è utilità: un referto lungo non è più informativo.

Come leggere un risultato appena fuori norma

Succede spesso. Tre idee bastano.

1. Fuori dall'intervallo non significa malato. «La presenza di un risultato al di fuori dell'intervallo di riferimento non indica necessariamente la presenza di una patologia».3 L'intervallo descrive il 95% delle persone sane simili a voi, non un confine fra salute e malattia.

2. L'organismo oscilla. «Se lo stesso test viene ripetuto più volte sulla stessa persona, per quanto in buona salute, è statisticamente probabile che almeno in un caso venga fornito un risultato al di fuori dell'intervallo di riferimento».3 Ogni misura porta con sé una variabilità analitica (il metodo) e una biologica (voi, che cambiate da un giorno all'altro).

3. Conta l'andamento, non il punto isolato. Un valore appena sopra la soglia dice poco; lo stesso valore che sale in modo coerente su tre controlli dice qualcosa — e per seguirlo nel tempo conviene ripetere l'esame nello stesso laboratorio.

In pratica: non ripetete l'esame per conto vostro né aggiungetene altri «per sicurezza». Portate il referto al medico, con i precedenti, e raccontate il contesto: farmaci, integratori, un'infezione recente, un allenamento intenso.

L'eccesso opposto: anche il troppo poco fa danno

Sarebbe sbagliato uscire da qui convinti che «meno esami» sia sempre meglio. La medicina di laboratorio italiana è esplicita: «l'inappropriatezza per difetto in questa situazione è tanto quanto, se non più, pericolosa dell'inappropriatezza per eccesso», perché produce ritardo diagnostico o diagnosi errata.7 Anche i marcatori tumorali sono usati in modo inappropriato sia per eccesso sia per difetto.6 Se avete un sintomo che dura, una malattia cronica o una familiarità importante, il problema non è fare troppi esami: è farli, e al momento giusto.

Ricerche recenti

Da pubblicazioni indicizzate su PubMed:

  • Nemmeno lo screening avanzato sposta la mortalità. In DANCAVAS, a 5,6 anni mediani, la mortalità per qualsiasi causa era 12,6% nel gruppo invitato contro 13,1% nei controlli: differenza non significativa.8
  • La cascata è misurata, non temuta. Quasi tutti i medici interpellati sui riscontri incidentali avevano vissuto cascate di accertamenti prive di esito clinicamente rilevante.14
  • Anche il difetto è quantificato. La meta-analisi su quindici anni di dati mostra che l'inappropriatezza riguarda tanto la sovra-richiesta quanto la sotto-richiesta di esami.15

Le decisioni sul vostro caso restano quelle del vostro medico.

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Un bilancio si legge nel suo insieme e nel tuo contesto — età, storia clinica, terapie, stile di vita — non un valore alla volta. Su un pannello lungo un risultato appena fuori norma è la regola: è l'incrocio fra i dati a trasformare una pagina di numeri in un quadro reale.

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Domande frequenti

Quali sono gli esami del sangue di routine da fare ogni anno? Non esiste un elenco valido per tutti né una cadenza annuale raccomandata: le raccomandazioni italiane sconsigliano gli esami periodici senza una precisa ipotesi diagnostica, salvo i tre screening oncologici organizzati.1 In un adulto asintomatico ha senso ciò che alimenta il calcolo del rischio cardiovascolare: glicemia e profilo lipidico, più pressione, fumo e diabete.5

Un «check-up completo» con tanti esami è più sicuro? No, ed è il punto centrale: gli intervalli di riferimento contengono il 95% delle persone sane,3 quindi su 12 esami la probabilità di almeno un risultato falsamente alterato è del 46%9 e su 20 sale a circa il 64%.

Che cosa è gratuito in Italia? I tre programmi di screening oncologico organizzato — mammografia, Pap/HPV test, sangue occulto nelle feci — sono offerti gratuitamente su invito, nei LEA dal DPCM del 12 gennaio 2017.4

Ogni quanto vanno ripetuti gli esami se sono normali? Dipende dal rischio, non dal calendario: per il rischio cardiovascolare il Progetto CUORE indica una rivalutazione ogni 5 anni sotto il 5%, ogni anno fra il 5 e il 20%, ogni 6 mesi sopra il 20%.5 Con una malattia cronica, i tempi li stabilisce il medico.

A che età iniziare a fare gli esami del sangue? Non c'è un'età universale: il punteggio di rischio italiano è validato dai 40 ai 69 anni,5 e si anticipa solo in presenza di fattori di rischio (familiarità precoce, obesità, fumo, ipertensione).

Ha senso comprare un pacchetto di esami senza ricetta? Fare analisi del sangue senza ricetta è legittimo, ma un listino non conosce la vostra storia clinica: il valore di un esame dipende dalla probabilità che la condizione sia presente prima di misurarla,7 e quella probabilità la costruisce una visita.

Un valore appena fuori norma è preoccupante? Di per sé, quasi mai: un risultato fuori dall'intervallo «non indica necessariamente la presenza di una patologia»,3 e su un pannello lungo è statisticamente atteso. Contano l'ampiezza dello scostamento, il contesto e l'andamento nel tempo.

I marcatori tumorali servono a fare prevenzione? No, non in chi non ha sintomi: non sono test di screening. In Italia se ne prescrivono oltre 13 milioni di dosaggi l'anno a fronte di circa 2,3 milioni di tumori prevalenti.6 Dettagli nella guida ai marcatori tumorali.

Allora la prevenzione non serve a niente? Al contrario: serve moltissimo, ma è mirata. Aderire agli screening organizzati, conoscere il proprio rischio cardiovascolare, smettere di fumare, controllare pressione e peso valgono più di ogni pannello — tanto più che nel 2022 solo il 27% della popolazione target ha fatto lo screening colorettale.10 E se un sintomo persiste, insistete: la sotto-richiesta è pericolosa quanto la sovra-richiesta.7

Da ricordare

Non esiste un pannello di esami del sangue di routine che convenga a tutti: le prove di alta qualità dicono che i controlli generali non riducono la mortalità,2 e la raccomandazione italiana è di non prescrivere esami periodici «senza una precisa ipotesi diagnostica».1 La ragione è aritmetica: un intervallo di riferimento contiene il 95% delle persone sane,3 quindi su 20 esami una persona sana ha circa il 64% di probabilità di trovare almeno un valore fuori norma — e con esso il rischio di una cascata di accertamenti che spesso non porta a nulla.14 Quello che funziona è mirato e, in Italia, in buona parte gratuito: i tre screening oncologici organizzati4 e la valutazione del rischio cardiovascolare con la carta del Progetto CUORE.5 Il resto si decide con il medico di medicina generale; e attenzione all'eccesso opposto, perché fare troppo poco è pericoloso quanto fare troppo.7 Per leggere un referto nel suo insieme c'è anche AI DiagMe, a complemento — mai in sostituzione — del vostro medico.

Fonti

Fonti istituzionali italiane, società scientifiche e pubblicazioni indicizzate su PubMed utilizzate per questa guida:

Footnotes

  1. Choosing Wisely Italia — Slow Medicine ETS, raccomandazione ISDE (Medici per l'Ambiente), 2023: Non prescrivere esami di routine, senza una precisa ipotesi diagnostica. Eccezione esplicita per «i tre programmi di screening oncologici raccomandati dal Ministero della Salute (cancro della mammella, della cervice uterina e del colon retto)»; motivazioni statistiche («ripetere gli esami a tutti è il miglior modo per aumentare i falsi positivi»), etiche («ogni esame presenta il rischio di sovradiagnosi e di eventi avversi… ogni esame inutile ritarda un esame necessario») e ambientali; definizione della logica di case finding. choosingwiselyitaly.org 2 3 4 5 6 7 8

  2. Krogsbøll LT, Jørgensen KJ, Gøtzsche PC. General health checks in adults for reducing morbidity and mortality from disease. Cochrane Database Syst Rev, 2019 — 17 studi randomizzati, 251.891 partecipanti; nessun effetto su mortalità totale (RR 1,00; IC 95% 0,97-1,03) e per cancro (prove di alta qualità); conclusione: «General health checks are unlikely to be beneficial». PubMed · DOI 2 3 4

  3. SIBioC — Lab Tests Online Italia, Gli intervalli di riferimento ed il loro significato: costruzione degli intervalli «osservando ciò che avviene tipicamente in grosso numero di persone sane con caratteristiche simili», inclusione dei valori «che rientrano nel 95% della popolazione di riferimento», esistenza di «un 5% di persone che fisiologicamente cadranno al di fuori dell'intervallo di riferimento», variabilità biologica individuale e principio secondo cui «la presenza di un risultato al di fuori dell'intervallo di riferimento non indica necessariamente la presenza di una patologia». labtestsonline.it 2 3 4 5 6 7 8

  4. Istituto Superiore di Sanità — EpiCentro, Screening oncologici: i tre programmi organizzati (mammografia 50-69 anni ogni 2 anni, con estensioni regionali a 45-49 e 70-74; Pap test 25-30 anni ogni 3 anni e HPV test dai 30 anni ogni 5; ricerca del sangue occulto nelle feci 50-70 anni ogni 2 anni), gratuità e inclusione nei Livelli Essenziali di Assistenza secondo il DPCM del 12 gennaio 2017. epicentro.iss.it 2 3 4

  5. Istituto Superiore di Sanità — Progetto CUORE, Carte e punteggio individuale del rischio cardiovascolare: stima della «probabilità di andare incontro a un primo evento cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio o ictus) nei 10 anni successivi», validità «su donne e uomini di età compresa fra 40 e 69 anni che non hanno avuto precedenti eventi cardiovascolari», sei fattori (sesso, età, diabete, fumo, pressione sistolica, colesterolemia), sei categorie di rischio e periodicità di rivalutazione (6 mesi se ≥20%, 1 anno fra 5 e 20%, 5 anni se <5%). cuore.iss.it 2 3 4 5 6 7 8

  6. AIOM — presentazione del Quaderno di Monitor di Agenas Marcatori circolanti in oncologia: guida all'uso clinico appropriato (25 novembre 2016): «in Italia vengono prescritti oltre 13.000.000 di dosaggi di marcatori tumorali ogni anno», «a fronte di circa 2.300.000 casi di tumori prevalenti», con uso largamente diagnostico «in soggetti non affetti da tumore» e inappropriatezza sia per eccesso sia per difetto. aiom.it 2 3 4

  7. Giavarina D. L'appropriatezza in Medicina di Laboratorio. Biochimica Clinica (organo ufficiale SIBioC), 2015;39(6):609-616: definizione di esame appropriato («il risultato fornisce una risposta alla questione che mette in grado di prendere una decisione…»), approccio probabilistico con l'esempio numerico del valore predittivo positivo al 30% e al 2% di prevalenza, soglia di probabilità pre-test del 20-25%, tipologie di inappropriatezza per eccesso, per difetto e per sostituzione, «sindrome di Ulisse», medicina difensiva e pressioni dei pazienti. biochimicaclinica.it 2 3 4 5 6 7 8

  8. Lindholt JS, Søgaard R, Rasmussen LM, et al. Five-Year Outcomes of the Danish Cardiovascular Screening (DANCAVAS) Trial. N Engl J Med, 2022 — 46.611 uomini di 65-74 anni randomizzati; dopo un follow-up mediano di 5,6 anni, mortalità per qualsiasi causa 12,6% nel gruppo invitato contro 13,1% nei controlli (HR 0,95; IC 95% 0,90-1,00; P = 0,06). PubMed · DOI 2

  9. Manuali MSD, edizione per professionisti (edizione italiana) — Capire i test medici e i risultati dei test, sezione sui test di screening multipli: «se si effettuano 12 diversi test per 12 diverse malattie, la possibilità di ottenere almeno un falso positivo è del 46%». msdmanuals.com 2 3

  10. Istituto Superiore di Sanità — EpiCentro / Bollettino Epidemiologico Nazionale, I programmi di screening oncologico organizzati in Italia: differenze tra macroaree da un'indagine su Regioni e Province Autonome (2023): coperture nazionali 2022 (mammella 43%, cervice 41%, colon-retto 27%) e divari per macroarea (mammografia 54% al Nord contro 26% al Sud e Isole; colorettale 38% al Nord contro 12% al Sud). epicentro.iss.it 2

  11. Visseren FLJ, Mach F, Smulders YM, et al. 2021 ESC Guidelines on cardiovascular disease prevention in clinical practice. Eur Heart J, 2021 — riferimento europeo per la prevenzione cardiovascolare fondata sulla stima del rischio individuale. PubMed · DOI

  12. Rockwell MS, Wu Y, Salamoun M, Hulver MW, Epling JW. Patterns of Clinical Care Subsequent to Nonindicated Vitamin D Testing in Primary Care. J Am Board Fam Med, 2020 — su 77.836 pazienti di medicina generale, dosaggio di vitamina D nel 10,3% con risultato anomalo nel 24,3%; nel sottogruppo non indicato, 85 percorsi di cura diversi e 1,6 servizi correlati per paziente nei 24 mesi successivi. PubMed · DOI

  13. FNOMCeO — Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, in collaborazione con Slow Medicine, Indagine su esami diagnostici, trattamenti e procedure ritenuti non necessari (indagine 2015, risultati 2016; 3.688 medici rispondenti): 36% prescrive un esame «pur ritenendolo inutile» se il paziente insiste, 44% riceve richieste non necessarie ogni giorno o più volte a settimana, motivazioni prevalenti bisogno di sicurezza (51%) e timore di conseguenze legali (33%), 66% riferisce che i pazienti seguono comunque il consiglio di evitare la procedura. portale.fnomceo.it 2

  14. Ganguli I, Simpkin AL, Lupo C, et al. Cascades of Care After Incidental Findings in a US National Survey of Physicians. JAMA Netw Open, 2019 — 99,4% dei medici aveva vissuto cascate di accertamenti, 94,4% almeno una senza esito clinicamente rilevante; danno psicologico riferito nel 68,4% dei casi, onere economico nel 57,5%; nel 33,7% l'esame all'origine «poteva non essere clinicamente appropriato». PubMed · DOI 2 3

  15. Zhi M, Ding EL, Theisen-Toupal J, Whelan J, Arnaout R. The landscape of inappropriate laboratory testing: a 15-year meta-analysis. PLoS One, 2013 — quantificazione della sovra-richiesta e della sotto-richiesta di esami di laboratorio. PubMed · DOI

Avvertenza medica. Questa scheda ha finalità informative ed educative; non costituisce un parere medico e non sostituisce una visita. I valori di riferimento variano da laboratorio a laboratorio e in base al metodo: solo il tuo medico può interpretare i risultati nel tuo contesto.