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Citomegalovirus (CMV): IgG, IgM, avidità e gravidanza

Citomegalovirus (CMV): come si leggono IgG, IgM, il test di avidità e la PCR. Cosa significa in gravidanza e quando un risultato positivo è rassicurante.

Pubblicato il 4 agosto 202612 min di letturaScritto dal Team Blood Analysis · Riletto e verificato da Julien Priour

Il citomegalovirus (CMV) è un virus della famiglia degli Herpesvirus così diffuso che, in Italia, la maggior parte degli adulti lo ha già incontrato senza accorgersene. La prima cosa da dire è anche la più rassicurante: sul referto, IgG positive quasi sempre non indicano una malattia, ma un contatto passato e un'immunità. Il CMV pesa davvero solo in due situazioni: la gravidanza e l'immunodepressione. Qui vedrai come si leggono IgG, IgM, il test di avidità e la PCR, e cosa dice oggi la linea guida italiana sullo screening in gravidanza, cambiata nel 2023. Fa parte delle sierologie infettive, accanto a toxoplasmosi, rosolia e mononucleosi.

In breve

  • Il CMV è estremamente diffuso: in Italia la sieroprevalenza nelle donne in età fertile è circa il 70%, e l'ISS indica che il 70-80% degli adulti ha anticorpi anti-CMV.12
  • Dopo la prima infezione resta latente a vita, soprattutto nei monociti, e può riattivarsi se le difese immunitarie calano.1
  • IgG positive e IgM negative = infezione passata e immunità: la situazione più comune, non un motivo di allarme.34
  • Le IgM sono il parametro più insidioso: possono persistere a lungo, ricomparire in una riattivazione o essere falsamente positive. Da sole non provano un'infezione recente.5
  • Il test di avidità delle IgG risponde alla domanda "quando?": è bassa nelle infezioni recenti (entro 12-16 settimane), quindi un'avidità alta indica un'infezione non recente.1
  • Novità italiana: dal dicembre 2023 la linea guida ISS-SNLG Gravidanza fisiologica raccomanda di offrire lo screening sierologico in gravidanza — prima lo sconsigliava.16

Che cos'è il citomegalovirus?

Il citomegalovirus (CMV, o herpesvirus umano 5) è un virus a DNA della famiglia degli Herpesvirus, come quelli dell'herpes labiale o della varicella. Il nome viene dal greco cyto- (cellula) e mégalo- (grande): fa rigonfiare le cellule che infetta.

L'uomo è l'unico serbatoio del virus, che si trasmette con i fluidi corporei: saliva, urina, lacrime, sangue, secrezioni genitali, latte materno.2 I bambini piccoli ne sono i principali diffusori: lo eliminano per mesi, senza alcun sintomo. Non a caso chi lavora nei nidi e i genitori di bambini sotto i 3 anni hanno una sieroconversione annuale del 10-20%.1

La prima infezione nella persona sana passa quasi sempre inosservata, o dà disturbi lievi — febbre, malessere, mal di gola — che durano 5-10 giorni.3 Poi il virus non se ne va: resta latente e può riattivarsi se l'immunità si indebolisce.17

Perché si esegue la sierologia CMV

Non è un esame di routine per tutti. Il medico la richiede in situazioni mirate:14

  • in gravidanza o prima di programmarla, per conoscere lo stato immunitario;
  • in presenza di segni ecografici sospetti nel feto, o di sintomi materni compatibili: sindrome simil-mononucleosica, malattia simil-influenzale, epatite indifferenziata;1
  • prima di un trapianto, perché lo stato CMV di donatore e ricevente guida la sorveglianza;
  • in una persona immunodepressa, davanti a febbre o sintomi di riattivazione;
  • davanti a una sindrome mononucleosica con mononucleosi da virus di Epstein-Barr negativa.

Fuori da questi contesti, conoscere il proprio stato CMV non cambia nulla.

Bisogna essere a digiuno?

No. Sierologia e PCR si eseguono su un normale prelievo venoso e non richiedono il digiuno. Se sulla stessa impegnativa ci sono glicemia, colesterolo o gli esami epatici, segui l'indicazione più restrittiva.

Come si legge il referto

La sierologia CMV non ha "valori normali" numerici: si legge come un profilo. Soglie e unità variano da laboratorio a laboratorio; fai riferimento alla dicitura positivo / negativo / dubbio del tuo referto.

  • IgG — anticorpi della memoria. Indicano un contatto passato e un'immunità; persistono tutta la vita.3
  • IgM — anticorpi della fase precoce. Compaiono nell'infezione recente, ma possono persistere mesi, ricomparire in una riattivazione o essere falsamente positive.5
  • Avidità delle IgG — misura la forza del legame fra anticorpo e virus, che matura nel tempo. È bassa nelle infezioni recenti, entro 12-16 settimane dal prelievo; un'avidità alta orienta verso un'infezione non recente.1
  • PCR (CMV-DNA) — cerca direttamente il DNA virale nel sangue, nelle urine, nella saliva o nel liquido amniotico: è l'esame di riferimento nell'immunodepresso e nel neonato.89
ProfiloInterpretazione abituale
IgG – / IgM –Mai incontrato il virus: non immune (in gravidanza si ripete)
IgG + / IgM –Infezione passata, immunità — la situazione più frequente
IgG – / IgM +Possibile infezione molto recente: da ricontrollare
IgG + / IgM +Infezione recente, riattivazione oppure IgM persistenti / falso positivo → serve l'avidità
Avidità bassaInfezione recente (entro ~12-16 settimane)
Avidità altaInfezione non recente — il dato più rassicurante in gravidanza

Da ricordare: fuori dalla gravidanza e dall'immunodepressione, IgG CMV positive isolate sono un risultato banale: dicono soltanto che hai già incontrato un virus comunissimo.

Interpretare i risultati

Citomegalovirus in gravidanza

È il motivo per cui la maggior parte delle persone arriva qui, spesso in ansia. Meglio partire dai numeri veri.

Che cosa rischia il feto. Il virus può attraversare la placenta e dare il CMV congenito, l'infezione congenita più frequente nei Paesi ad alto sviluppo economico: in Italia riguarda tra lo 0,57% e l'1% dei nati vivi. La trasmissione è cumulativamente del 32,4% nell'infezione primaria, contro 0,2-1,5% in quella non primaria (riattivazione o reinfezione).1

E se il bambino viene infettato? Qui conta la proporzione: solo il 10-15% dei neonati con infezione congenita nasce con sintomi evidenti. L'85-90% è asintomatico alla nascita e, di questi, dal 6 al 23% svilupperà sequele tardive, soprattutto sordità neurosensoriale — il CMV congenito ne è la principale causa non genetica.110 È un dato da conoscere, non da temere: la maggioranza dei bambini infettati sta bene, e per gli altri esiste un percorso di sorveglianza audiologica che permette di intervenire presto.

Lo screening in Italia: cosa è cambiato nel 2023. Fino a poco fa lo screening sierologico del CMV in gravidanza non era raccomandato, a differenza di toxoplasmosi e rosolia — e alcune pagine informative riportano ancora quella posizione. La linea guida ISS-SNLG Gravidanza fisiologica, pubblicata il 22 dicembre 2023, l'ha ribaltata. Oggi:16

  • lo screening deve essere offerto alle donne con stato sierologico non noto o negativo (IgG e IgM negative), alla prima visita e comunque entro il primo trimestre;
  • se il primo esame è negativo, va ripetuto ogni 4-6 settimane fino alla 24ª settimana;
  • va offerto anche in presenza di segni ecografici sospetti o sintomi materni compatibili;
  • le informazioni sulle norme igieniche vanno date a tutte le donne in gravidanza o che la stanno pianificando, qualunque sia lo stato sierologico.

Sono raccomandazioni forti, con qualità delle prove moderata-forte. Il motivo del cambiamento è concreto: l'AIFA ha inserito il valaciclovir fra i medicinali erogabili dal Servizio Sanitario Nazionale per la prevenzione dell'infezione fetale da CMV. Oggi, insomma, con quel risultato c'è qualcosa da fare.1

Come si data l'infezione. La diagnosi di infezione primaria si basa sulla sieroconversione (comparsa di IgG in una donna prima sieronegativa) oppure su IgM positive associate a IgG a bassa avidità.1 Ed è qui che l'avidità diventa decisiva: se sei al primo trimestre con IgG e IgM positive, un'avidità alta indica un'infezione avvenuta prima delle ultime 12-16 settimane, quindi verosimilmente prima del concepimento. È il dato che più spesso trasforma un referto spaventoso in un referto tranquillo.

Se serve andare oltre. L'infezione fetale si accerta con l'amniocentesi e la ricerca del CMV-DNA sul liquido amniotico, almeno 6-7 settimane dopo il momento presunto dell'infezione materna e non prima della 20ª settimana.1 È un percorso specialistico.

La prevenzione che funziona. Un vaccino non c'è ancora.1 Le misure igieniche, però, sono efficaci e semplici: non baciare i bambini sulle labbra, lavarsi le mani dopo il cambio del pannolino e dopo ogni contatto con fluidi corporei, non condividere posate, bicchieri o cibo con i bambini piccoli, pulire giocattoli e superfici sporche di saliva o urina.14 La fonte più comune di contagio è la saliva e l'urina dei bambini sotto i 3 anni: sono comportamenti che riducono un rischio, non una colpa da attribuire a nessuna madre.

CMV nell'immunodepresso e nel trapiantato

Qui la logica cambia. In una persona con difese indebolite — trapianto d'organo o di midollo, HIV avanzato, terapie immunosoppressive — il virus latente può riattivarsi e colpire polmoni, apparato digerente, retina, sangue.7 La sierologia non serve a monitorare: serve la PCR quantitativa (viremia, o DNAemia). Uno studio multicentrico italiano su pazienti con trapianto allogenico di cellule staminali ha confrontato sangue intero e plasma, mostrando che i due compartimenti non sono intercambiabili: il monitoraggio va condotto sempre con lo stesso campione e metodo.8 In parallelo si sorvegliano emocromo, piastrine e funzionalità renale.

La sindrome simil-mononucleosica

Quando la prima infezione dà sintomi nell'adulto sano, il quadro somiglia a una mononucleosi: febbre prolungata, stanchezza, linfonodi ingrossati, a volte un rialzo di ALT e AST o della bilirubina, con linfociti aumentati e atipici.17 La distinzione dalla mononucleosi da virus di Epstein-Barr non si fa con i sintomi ma con la sierologia: se quella per EBV è negativa, si cercano CMV e toxoplasmosi. Nell'adulto immunocompetente guarisce da sola; la proteina C reattiva inquadra il contesto ma non distingue un virus dall'altro.

CMV e tumori? No: non è un marcatore tumorale.

Fattori che influenzano il risultato

  • il momento del prelievo: IgM e avidità cambiano nel tempo;5
  • il laboratorio: soglie e unità non sono confrontabili fra strutture;
  • i falsi positivi delle IgM (altre infezioni virali, fattore reumatoide);5
  • lo stato immunitario: nell'immunodepresso la sierologia è poco affidabile, conta la PCR;8
  • l'età e l'esposizione ai bambini piccoli: la sieropositività cresce con entrambe.1

Segnala sempre una gravidanza (anche solo confermata dalle beta-hCG), i farmaci e un eventuale trapianto.

Progressi recenti della ricerca

Secondo pubblicazioni recenti indicizzate su PubMed:

  • Prevenire la trasmissione al feto. Una meta-analisi su dati individuali ha valutato il valaciclovir nell'infezione primaria periconcezionale o del primo trimestre, riportando una riduzione consistente delle infezioni fetali: è la base razionale del cambio di rotta italiano.11 (Chatzakis C et al., Am J Obstet Gynecol, 2024.)
  • Trattare il CMV congenito sintomatico. Uno studio randomizzato di riferimento ha mostrato che una terapia antivirale prolungata (mesi anziché settimane) nel neonato sintomatico migliora modestamente udito e sviluppo.12 (Kimberlin DW et al., N Engl J Med, 2015.)
  • Lo screening neonatale universale. Uno studio multicentrico italiano su 3.151 neonati ha usato il tampone salivare con PCR come primo livello, confermando su urine entro 21 giorni di vita: lo 0,66% è risultato infetto.9 (Chiereghin A et al., Front Pediatr, 2022.)
  • Perché datare è difficile. Uno studio italiano ha documentato cinetiche atipiche delle IgM e dell'avidità: un motivo in più per un controllo sierologico precoce, idealmente prima della gravidanza.5 (Sarasini A et al., Diagnostics (Basel), 2021.)

Questi risultati riguardano diagnosi e ricerca; non autorizzano automedicazione e non sostituiscono il parere del tuo medico.

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Una sierologia CMV non si legge mai da sola: il significato nasce dall'incrocio fra IgG, IgM, avidità, eventuale PCR e soprattutto il tuo contesto.

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Domande frequenti

Citomegalovirus IgG positive: devo preoccuparmi? Quasi mai. Significa che hai già incontrato il virus, spesso senza accorgertene, e che hai un'immunità: è la situazione più comune negli adulti italiani.

Le IgM positive vogliono dire infezione recente? Non necessariamente. Possono persistere mesi, ricomparire in una riattivazione o essere falsamente positive. Da sole non bastano: per datare l'infezione serve il test di avidità delle IgG.

Che cos'è il test di avidità e come si legge? Misura quanto saldamente gli anticorpi legano il virus, una qualità che matura nel tempo. È bassa nelle infezioni recenti (entro circa 12-16 settimane dal prelievo): un'avidità alta indica quindi un'infezione non recente — in gravidanza è il risultato più rassicurante.

In Italia si fa lo screening del CMV in gravidanza? Sì, oggi viene offerto. Dal dicembre 2023 la linea guida ISS-SNLG Gravidanza fisiologica lo raccomanda per le donne con stato sierologico non noto o negativo, entro il primo trimestre e poi ogni 4-6 settimane fino alla 24ª. È un cambiamento rispetto al passato, legato alla disponibilità del valaciclovir.

Quali sono i rischi reali per il bambino? In Italia il CMV congenito riguarda lo 0,57-1% dei nati vivi. Solo il 10-15% dei neonati infettati ha sintomi alla nascita; fra gli altri, il 6-23% può sviluppare sequele tardive, soprattutto sordità neurosensoriale.

Come si previene il contagio in gravidanza? Non baciare i bambini sulle labbra, lavarsi le mani dopo il cambio del pannolino e il contatto con saliva o urina, non condividere posate, bicchieri o cibo con i bambini piccoli, pulire giocattoli e superfici.

Come si conferma il CMV congenito nel neonato? Con la PCR su saliva e urine, raccolte nelle prime settimane di vita; la conferma su urine è la più affidabile. Il tempismo distingue un'infezione avvenuta prima della nascita da una acquisita dopo.

Perché nei trapiantati si controlla la PCR? Perché in una persona immunodepressa gli anticorpi sono poco informativi, mentre la carica virale (CMV-DNA) misura l'attività reale del virus.

Da ricordare

Il citomegalovirus è un Herpesvirus comunissimo: in Italia circa il 70% degli adulti lo ha già incontrato, e IgG positive significano quasi sempre immunità, non malattia. Il referto si legge come un profilo — IgG, IgM, avidità — e le IgM da sole non provano nulla: è l'avidità alta a indicare un'infezione non recente, il dato che più spesso rassicura in gravidanza. Dal dicembre 2023 lo screening sierologico viene offerto in gravidanza alle donne con stato non noto o negativo, insieme alle norme igieniche. Nell'immunodepresso e nel neonato conta invece la PCR. Nessun valore si legge da solo: conta l'insieme del tuo profilo, ed è ciò che offre AI DiagMe, in aggiunta al parere del tuo medico.

Fonti

Fonti istituzionali italiane e pubblicazioni scientifiche (PubMed) utilizzate per questa guida:

Footnotes

  1. Istituto Superiore di Sanità — Sistema Nazionale Linee Guida, Gravidanza fisiologica — Prima parte (SNLG 1/2023, pubblicata il 22/12/2023), capitolo 2.3 «Infezione da Cytomegalovirus (CMV)»: raccomandazioni forti su screening sierologico e norme igieniche, incidenza in Italia 0,57-1% dei nati vivi, trasmissione 32,4% vs 0,2-1,5%, sieroprevalenza italiana ~70%, avidità IgG bassa entro 12-16 settimane, amniocentesi e PCR su liquido amniotico. epicentro.iss.it (PDF) 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19

  2. Istituto Superiore di Sanità — EpiCentro, Citomegalovirus: famiglia degli Herpesvirus, latenza a vita, l'uomo unico serbatoio, trasmissione tramite fluidi corporei, 70-80% della popolazione adulta italiana positiva agli anticorpi anti-CMV, misure di igiene. epicentro.iss.it 2

  3. Istituto Superiore di Sanità — ISSalute, Citomegalovirus: diffusione, sintomi (febbre, malessere, mal di gola) della durata di 5-10 giorni, confondibilità con influenza e mononucleosi, diagnosi con anticorpi IgG (infezioni passate) e IgM (infezione in corso), assenza di vaccino. issalute.it 2 3

  4. Ospedale Pediatrico Bambino Gesù — Malattie infettive in gravidanza: infezione da Cytomegalovirus: interpretazione di IgG/IgM, ripetizione del test ogni 4-6 settimane nelle sieronegative, ruolo del test di avidità delle IgG, amniocentesi e PCR, diagnosi neonatale su urine e saliva, norme igieniche. ospedalebambinogesu.it 2 3

  5. Sarasini A, Arossa A, Zavattoni M, et al. Pitfalls in the Serological Diagnosis of Primary Human Cytomegalovirus Infection in Pregnancy Due to Different Kinetics of IgM Clearance and IgG Avidity Index Maturation. Diagnostics (Basel), 2021. PubMed · DOI 2 3 4 5

  6. Istituto Superiore di Sanità — Aggiornate le linee guida sulla Gravidanza fisiologica: nuove raccomandazioni su informazioni e screening per le malattie infettive (22/12/2023): lo screening del CMV, non raccomandato nella precedente edizione, sarà offerto a tutte le donne in gravidanza; ruolo dell'inserimento del valaciclovir da parte dell'AIFA. iss.it 2

  7. Humanitas — Citomegalovirus: trasmissione per contatto con secrezioni respiratorie e fluidi corporei, latenza e riattivazione, sintomi simil-influenzali e simil-mononucleosici, diagnosi con anticorpi anti-CMV, complicanze nell'immunocompromesso (encefalite, retinite, polmonite) e terapia antivirale. humanitas.it 2 3

  8. Lazzarotto T, Chiereghin A, Piralla A, et al. (AMCLI-GLaIT working group). Cytomegalovirus and Epstein-Barr Virus DNA Kinetics in Whole Blood and Plasma of Allogeneic Hematopoietic Stem Cell Transplantation Recipients. Biol Blood Marrow Transplant, 2018. PubMed · DOI 2 3

  9. Chiereghin A, Pavia C, Turello G, et al. Universal Newborn Screening for Congenital Cytomegalovirus Infection — From Infant to Maternal Infection: A Prospective Multicenter Study. Front Pediatr, 2022. PubMed · DOI 2

  10. Kabani N, Ross SA. Congenital Cytomegalovirus Infection. J Infect Dis, 2020. PubMed · DOI

  11. Chatzakis C, Shahar-Nissan K, Faure-Bardon V, et al. The effect of valacyclovir on secondary prevention of congenital cytomegalovirus infection, following primary maternal infection acquired periconceptionally or in the first trimester of pregnancy. An individual patient data meta-analysis. Am J Obstet Gynecol, 2024. PubMed · DOI

  12. Kimberlin DW, Jester PM, Sánchez PJ, et al. Valganciclovir for symptomatic congenital cytomegalovirus disease. N Engl J Med, 2015. PubMed · DOI

Avvertenza medica. Questa scheda ha finalità informative ed educative; non costituisce un parere medico e non sostituisce una visita. I valori di riferimento variano da laboratorio a laboratorio e in base al metodo: solo il tuo medico può interpretare i risultati nel tuo contesto.