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Esami vitamine: quali dosare davvero (e quali no)

Esami delle vitamine: quali ha senso dosare davvero — vitamina D, B12, folati — e quali no, valori indicativi, Nota 96 AIFA e segni di carenza.

Pubblicato il 4 agosto 202616 min di letturaScritto dal Team Blood Analysis · Riletto e verificato da Julien Priour

Cercando «esami vitamine» quasi tutti hanno in mente la stessa cosa: un pannello che misuri tutte le vitamine e dica se manca qualcosa. Quel pannello, nella medicina di tutti i giorni, non esiste — e soprattutto non serve. In una persona in buona salute il dosaggio a tappeto delle vitamine non ha alcuna utilità dimostrata: nella pratica corrente se ne misurano davvero solo tre — vitamina D, vitamina B12 e folati — e nemmeno queste a tutti. Questa guida spiega quali esami hanno senso e quando, perché una carenza si sospetta prima con la clinica che con il sangue, e cosa prevedono in Italia la Nota 96 dell'AIFA e la raccomandazione nazionale sull'acido folico.

In breve

  • Le vitamine si dividono in idrosolubili (vitamina C e gruppo B) e liposolubili (A, D, E, K), queste ultime immagazzinate nel tessuto adiposo.1
  • Nella pratica corrente si dosano soprattutto vitamina D, vitamina B12 e folati — gli altri dosaggi sono riservati a contesti clinici specifici.
  • Il dosaggio della vitamina D non è uno screening: SIOMMMS e Nota 96 AIFA concordano nello sconsigliarlo nella popolazione generale sana.23
  • Una carenza si sospetta prima clinicamente: sono i sintomi, la dieta e le malattie a orientare l'esame, non il contrario.4
  • Per diverse vitamine il valore nel sangue riflette male le riserve dei tessuti: nessun marcatore è perfetto.5
  • I fabbisogni fissati dai LARN della SINU sono coperti da un'alimentazione varia; con gli integratori, invece, un eccesso è possibile — soprattutto per le liposolubili.61
  • L'unica raccomandazione italiana di supplementazione di popolazione riguarda l'acido folico periconcezionale, non un «check-up vitaminico».7

Che cosa sono gli esami delle vitamine

Le vitamine sono micronutrienti che l'organismo non produce, o produce in quantità insufficiente, e che devono arrivare dall'alimentazione — con l'eccezione della vitamina D, sintetizzata in gran parte dalla pelle sotto i raggi solari. L'Istituto Superiore di Sanità le divide in due famiglie: le idrosolubili, cioè la vitamina C e le otto vitamine del gruppo B, e le liposolubiliA, D, E, K — che «sono trasportate all'interno del corpo dai grassi e sono immagazzinate nel tessuto adiposo».1

Questa distinzione non è un dettaglio da manuale: spiega perché le liposolubili possono accumularsi, mentre le idrosolubili vengono in gran parte eliminate con le urine. E spiega l'avvertenza dell'ISS sul punto: «è pressoché impossibile prenderne quantità eccessive con gli alimenti mentre ciò può avvenire prendendo integratori».1

Gli «esami delle vitamine» non sono dunque un pannello unico, ma singoli dosaggi che il medico richiede uno per uno, ciascuno con la propria indicazione. In Italia i fabbisogni di riferimento sono definiti dai LARN della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), e per la stragrande maggioranza della popolazione un'alimentazione varia li copre senza bisogno né di integratori né di controlli.6

Quali vitamine ha senso dosare?

È la vera domanda di questa pagina, e la risposta è più ristretta di quanto il mercato degli integratori lasci credere.

VitaminaDosaggio di routine?Quando ha senso misurarla
Vitamina D (25-OH)NoOsteoporosi, fratture da fragilità, iperparatiroidismo, malassorbimento, malattie renali o epatiche croniche, farmaci interferenti23
Vitamina B12No (mirato)Anemia macrocitica, sintomi neurologici, dieta vegana, chirurgia gastrica, metformina, inibitori di pompa protonica84
Folati (B9)No (mirato)Anemia macrocitica, alcol, malassorbimento, gravidanza, farmaci antifolati8
Vitamina CNoSospetto clinico di scorbuto, malnutrizione grave, alcolismo, malattia acuta severa910
Vitamina A, ENoMalassorbimento dei grassi, chirurgia bariatrica, nutrizione artificiale, epatopatie colestatiche1
Vitamina B1 (tiamina)NoSospetto di encefalopatia di Wernicke, alcolismo, chirurgia bariatrica, vomito prolungato11
Vitamina B6NoContesti specialistici; più spesso il problema è l'eccesso da integratori12

Il messaggio vale la pena scriverlo per esteso: dosare «tutte le vitamine» in una persona sana non serve a nulla. Non esiste prova che un controllo a tappeto migliori la salute, mentre è certo che produce risultati borderline difficili da interpretare, ansia inutile e integrazioni non necessarie. Le società scientifiche vanno nella direzione opposta: meno esami, più mirati.

I tre esami che si prescrivono davvero

Vitamina D (25-OH vitamina D)

È il dosaggio vitaminico più richiesto in assoluto, e anche il più discusso. Si misura la 25-OH vitamina D (calcidiolo), che riflette le riserve. Le raccomandazioni SIOMMMS 2022 sono esplicite: «si raccomanda di non eseguire uno screening estensivo dei livelli di 25(OH)D nella popolazione generale, poiché non vi è ancora alcuna prova che questo rappresenti un qualche vantaggio».2 La stessa società suggerisce, sorprendentemente, di non misurarla indiscriminatamente nemmeno nei soggetti a rischio, perché il valore di partenza non guida la scelta terapeutica.2

Ha senso misurarla quando il risultato cambia davvero la gestione clinica: osteomalacia, osteoporosi, iperparatiroidismo, malassorbimento, insufficienza renale (esami di funzionalità renale) o epatica (esami di funzionalità epatica), terapie interferenti. Si legge insieme al metabolismo calcio-fosforocalcemia, paratormone, fosfatasi alcalina e albumina, che corregge la lettura del calcio totale.

👉 Tutto il dettaglio nella guida dedicata: vitamina D bassa, valori e cause.

Vitamina B12

La B12 (cobalamina) serve ai globuli rossi e al sistema nervoso, ed è «presente solo nei prodotti di derivazione animale»: per questo l'ISS indica come esposti «vegani, vegetariani, anziani», con carenze che riguardano circa 1 persona su 10 oltre i 75 anni.8 Si dosa davanti a un'anemia con MCV aumentato sull'emocromo completo, a sintomi neurologici o in chi assume da tempo metformina o inibitori di pompa protonica.

Ha però un limite serio: il valore sierico non è un verdetto. Nei casi dubbi si aggiungono l'omocisteina e l'acido metilmalonico.4

👉 Guida dedicata: vitamina B12 bassa, valori e cause.

Folati (vitamina B9)

I folati lavorano in coppia con la B12: una carenza dell'una o dell'altra dà la stessa anemia megaloblastica, in cui «il corpo produce globuli rossi insolitamente grandi che non riescono a funzionare correttamente».8 Sull'emocromo si traducono in MCV alto ed emoglobina in calo, spesso con reticolociti bassi. Vanno cercati in caso di dieta povera di vegetali, alcol, malassorbimento o gravidanza — e mai interpretati senza la B12.

👉 Guida dedicata: folati bassi, valori normali e legame con la B12.

Le altre vitamine: perché non si dosano quasi mai

Vitamina C, A, E, B1, B6 compaiono raramente su un'impegnativa, e non per pigrizia del medico: fuori da contesti precisi quei dosaggi non cambiano nulla.

Vitamina C. La sua carenza estrema è lo scorbuto, che secondo Humanitas provoca «sanguinamento delle gengive, caduta dei denti, dolori muscolari ed emorragie sottocutanee».9 Non è affatto una malattia scomparsa: una revisione del 2024 su pazienti adulti ricoverati nei Paesi ad alto reddito ha trovato una prevalenza cumulativa di carenza del 27,7%, con come fattori di rischio indipendenti l'uso eccessivo di alcol e tabacco, e osserva che la valutazione della vitamina C «viene raramente eseguita» in ospedale.10 Il punto pratico è chiaro: si dosa quando c'è un sospetto clinico o una malnutrizione, non per curiosità.

Vitamina A ed E. Sono liposolubili: si accumulano nel tessuto adiposo e il loro dosaggio interessa soprattutto le situazioni di malassorbimento dei grassi — celiachia grave, malattie infiammatorie intestinali, chirurgia bariatrica, epatopatie colestatiche, nutrizione artificiale. Nella popolazione generale il rischio realistico non è la carenza ma l'eccesso da integratori, contro cui l'ISS mette esplicitamente in guardia proprio per le vitamine liposolubili.1

Vitamina B1 (tiamina). Qui il dosaggio è quasi un falso amico. La carenza grave dà l'encefalopatia di Wernicke, con disturbi dell'andatura, dello stato cognitivo e dei movimenti oculari; riguarda non solo chi ha una dipendenza da alcol ma anche i pazienti dopo chirurgia bariatrica o gastrointestinale, oncologici o con pancreatite. È spesso non diagnosticata perché poco frequente e clinicamente variabile, e il riconoscimento precoce è determinante: il trattamento non si fa attendere dal risultato di laboratorio.11

Vitamina B6. In Italia è un'ottima illustrazione del paradosso di questa pagina: la ricerca online è quasi sempre orientata all'acquisto, mentre il problema documentato è l'opposto della carenza. L'uso di integratori di piridossina è stato collegato allo sviluppo di una neuropatia periferica sensitiva, e le segnalazioni di effetti avversi sono aumentate negli ultimi anni.12 Un motivo in più per non assumere vitamine «per sicurezza».

Prima la clinica, poi il laboratorio

È il principio che riordina tutto il resto. Un consenso internazionale Delphi tra 42 esperti sulla carenza di B12 lo ha messo nero su bianco: il riconoscimento dei sintomi clinici deve avere la priorità più alta nella diagnosi, il valore sierico serve da marcatore di screening, e l'acido metilmalonico o l'omocisteina lo supportano; stile di vita, storia clinica e farmaci forniscono gli indizi sulla causa.4

Tradotto: un dosaggio ha valore quando risponde a una domanda precisa. Stanchezza e «poca energia» sono sintomi estremamente aspecifici — possono dipendere da un'anemia sideropenica (ferritina, assetto marziale, sideremia), dalla tiroide (TSH), dalla glicemia, da un'infiammazione (proteina C reattiva) o da altre cause. Partire dalle vitamine è quasi sempre partire dalla fine.

Un limite che nessuno racconta: il sangue non è la riserva

Per diverse vitamine, la concentrazione nel sangue è un'istantanea, non un inventario. È vero per i folati sierici, che risalgono in fretta dopo un pasto ricco di verdure o un integratore; ed è vero per la B12, dove nessun marcatore è perfetto. Una rassegna del 2025 sui biomarcatori della B12 lo dice con precisione: non esiste un test «gold standard», sensibilità e specificità di ciascun marcatore risentono di fattori analitici e biologici, e l'accesso limitato all'expertise porta a un'eccessiva dipendenza dal solo dosaggio sierico, facilmente automatizzabile.5

Vale anche per la vitamina D, dove il problema è la riproducibilità: SIOMMMS ricorda una variabilità del dosaggio in immuno-chemiluminescenza compresa tra il 10 e il 20% intra-dosaggio e fra laboratori,2 e il documento di consenso intersocietario SIBioC raccomanda di considerare una variabilità analitica del ±10%, di refertare in nmol/L e di eseguire il prelievo a fine inverno / inizio estate.13 Un valore di settembre e uno di marzo, misurati con metodi diversi, semplicemente non sono confrontabili.

Bisogna essere a digiuno?

Per i tre dosaggi correnti il digiuno non è il punto critico: alcune strutture italiane lo chiedono, altre no, e la regola resta quella scritta sull'impegnativa. Contano molto di più due precauzioni. La prima: dichiara sempre gli integratori che assumi, multivitaminici compresi — un supplemento di B12 o di folati preso nei giorni precedenti può normalizzare il risultato senza aver corretto nulla nei tessuti. La seconda: per la vitamina D, stagione e laboratorio pesano più del digiuno, e per i controlli nel tempo conviene usare sempre lo stesso laboratorio.13

Valori indicativi: gli ordini di grandezza

Sono livelli decisionali orientativi nell'adulto, non intervalli universali: fai riferimento a quanto stampato sul tuo referto.

EsameValori indicativiUnità
25-OH vitamina D — carenza< 12 (grave < 10)ng/mL
25-OH vitamina D — insufficienza12 – 20ng/mL
25-OH vitamina D — adeguatezza> 20 (20 – 50 «ottimale»)2ng/mL
Vitamina B12~ 197 – 771pg/mL
Vitamina B12 — zona grigia~ 200 – 350pg/mL
Folati sierici~ 3,9 – 26,8ng/mL
Omocisteina (esame di supporto)5 – 12µmol/L

Da sapere: per la vitamina D, nmol/L = ng/mL × 2,5; in Italia il ng/mL resta il più diffuso, ma il consenso intersocietario propone di refertare in nmol/L, e le due unità compaiono spesso insieme sullo stesso referto.13 Per la B12, il pg/mL equivale al ng/L. Le soglie della vitamina D sono realmente dibattute: la linea guida Endocrine Society 2024 non individua alcun livello ottimale dimostrato da studi clinici.14

L'ancoraggio italiano: Nota 96 e acido folico

Due specificità italiane strutturano il modo in cui questi esami si prescrivono nel nostro Paese.

La Nota 96 dell'AIFA, introdotta nel 2019 e aggiornata nel febbraio 2023, regola la rimborsabilità a carico del SSN dei farmaci a base di vitamina D negli adulti. Alcune categorie ne hanno diritto senza alcun dosaggio: persone istituzionalizzate, persone «con gravi deficit motori o allettate che vivono al proprio domicilio», donne in gravidanza o allattamento, persone con osteoporosi non candidate a terapia remineralizzante. Per le altre la rimborsabilità è legata a soglie di 25(OH)D — < 12 ng/mL, < 20 ng/mL o < 30 ng/mL secondo la condizione. E il documento è netto sul punto che ci interessa qui: sottolinea «la inappropriatezza dello screening esteso alla popolazione generale» e afferma che «la determinazione dei livelli di 25(OH)D dovrebbe essere eseguita solo quando risulti indispensabile nella gestione clinica del paziente».3 Attenzione all'equivoco più comune: quelle soglie stabiliscono chi paga, non che cosa sia «normale».

L'acido folico periconcezionale è invece l'unica raccomandazione italiana di supplementazione rivolta a un'intera popolazione — e non passa da un esame. L'Istituto Superiore di Sanità, attraverso il Network Italiano Promozione Acido Folico, raccomanda alle donne che programmano una gravidanza un'integrazione da prima del concepimento, perché «una corretta supplementazione di acido folico può ridurre fino al 70% il rischio» di difetti del tubo neurale.7 Quando iniziare e in quale quantità lo stabilisce il medico o l'ostetrica: qui non trovi dosi. Nota la logica invertita rispetto al «check-up vitaminico»: si integra senza dosare, perché il tubo neurale si chiude prima ancora che la gravidanza sia nota.

Progressi recenti della ricerca

Secondo pubblicazioni recenti indicizzate su PubMed:

  • Meno test, non più test. La linea guida Endocrine Society 2024 non ha trovato alcuna prova da studi clinici a favore dello screening di routine della 25(OH)D nella popolazione generale — nemmeno nelle persone con obesità o carnagione scura — e sconsiglia il dosaggio di routine.14 (Demay MB et al., J Clin Endocrinol Metab, 2024 — DOI.)
  • Integrare «per sicurezza» non protegge le ossa. Nello studio VITAL, su 25 871 adulti non selezionati per carenza, la supplementazione di vitamina D non ha ridotto le fratture totali, non vertebrali o di femore.15 (LeBoff MS et al., N Engl J Med, 2022 — DOI.)
  • Prima i sintomi, poi il laboratorio. Il consenso Delphi 2024 tra 42 esperti attribuisce la priorità più alta al riconoscimento dei sintomi clinici nella diagnosi di carenza di B12.4 (Obeid R et al., J Clin Med, 2024 — DOI.)
  • Nessun «gold standard». Una rassegna del 2025 conclude che nessun biomarcatore della B12 è definitivo e mette in guardia contro l'eccessiva dipendenza dal solo dosaggio sierico.5 (Harrington DJ et al., Ann Clin Biochem, 2025 — DOI.)
  • Le carenze «dimenticate» esistono ancora — ma in ospedale. Una revisione del 2024 stima al 27,7% la prevalenza di carenza di vitamina C nei pazienti adulti ricoverati nei Paesi ad alto reddito, associata a malattia acuta severa e cattivo stato nutrizionale.10 (Golder JE et al., Nutr Rev, 2024 — DOI.)

Questi risultati riguardano diagnosi e gestione clinica; non autorizzano automedicazione e non sostituiscono il parere del tuo medico.

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Un valore vitaminico non si legge mai da solo: dipende dall'emocromo completo, dal metabolismo calcio-fosforo, dalla stagione del prelievo, dalla tua alimentazione, dai farmaci e dai sintomi.

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Domande frequenti

Quali sono gli esami delle vitamine? Non esiste un pannello unico. Nella pratica corrente si dosano soprattutto la 25-OH vitamina D, la vitamina B12 e i folati (B9). Vitamina C, A, E, B1 e B6 si misurano solo in contesti clinici specifici, come malassorbimento, alcolismo, nutrizione artificiale o chirurgia bariatrica.

Ha senso fare un «check-up vitaminico completo»? No. In una persona in buona salute non esiste prova che dosare tutte le vitamine porti un beneficio: produce risultati borderline difficili da interpretare e integrazioni inutili. Le società scientifiche italiane e internazionali vanno nella direzione opposta, verso meno esami e più mirati.214

Come si scopre una carenza di vitamine? Quasi sempre partendo dalla clinica: i sintomi, l'alimentazione, le malattie e i farmaci orientano il sospetto, e solo dopo si sceglie il dosaggio giusto. Il consenso internazionale sulla B12 assegna proprio ai sintomi clinici la priorità più alta.4

Quali sono i valori normali della vitamina D? Indicativamente: carenza sotto 12 ng/mL, insufficienza tra 12 e 20, adeguatezza sopra 20 ng/mL, con un obiettivo di almeno 30 ng/mL solo nelle condizioni a rischio. Le soglie sono discusse e variano tra società scientifiche e laboratori.2

La Nota 96 obbliga a dosare la vitamina D? No, anzi. Regola la rimborsabilità dei farmaci a base di vitamina D e sottolinea «la inappropriatezza dello screening esteso alla popolazione generale». Alcune categorie sono coperte senza dosaggio; per le altre valgono soglie legate alla condizione clinica.3

Bisogna essere a digiuno per gli esami delle vitamine? Segui l'indicazione dell'impegnativa: le strutture italiane non concordano e il digiuno non è il fattore decisivo. Contano di più il momento del prelievo per la vitamina D (fine inverno / inizio estate) e la dichiarazione di eventuali integratori.13

Un valore normale esclude una carenza? Non sempre. Per la B12 non esiste un test gold standard e il solo dosaggio sierico può risultare normale in presenza di carenza; nei casi dubbi si aggiungono omocisteina e acido metilmalonico.54

La stanchezza dipende da una carenza di vitamine? Raramente, e non si può stabilirlo da soli: è un sintomo molto aspecifico, che può dipendere da anemia, tiroide, glicemia, infiammazione, sonno o stress. Il percorso corretto passa da una valutazione medica, non da un pannello vitaminico su richiesta.

Meglio integrare senza fare esami? No, se non su indicazione medica. Con l'alimentazione «è pressoché impossibile prenderne quantità eccessive», mentre con gli integratori sì — soprattutto per le vitamine liposolubili, che si accumulano.1 L'eccesso di piridossina (B6) è persino stato collegato a una neuropatia periferica.12

Perché l'acido folico si prende senza dosare i folati? Perché il tubo neurale si chiude nelle primissime settimane, spesso prima che la gravidanza sia nota: l'ISS raccomanda l'integrazione da prima del concepimento, con una riduzione fino al 70% del rischio di difetti del tubo neurale. Quando e quanto lo stabilisce il medico o l'ostetrica.7

Da ricordare

Gli esami delle vitamine non sono un pannello da spuntare, ma singoli dosaggi con indicazioni precise. Nella pratica corrente ne restano tre — vitamina D, vitamina B12, folati — e nemmeno questi vanno fatti a tappeto: SIOMMMS, Nota 96 AIFA e Endocrine Society concordano nello sconsigliare lo screening della vitamina D nella popolazione generale sana. Vitamina C, A, E, B1 e B6 si dosano solo in contesti clinici particolari. Ricorda i tre limiti che contano: una carenza si sospetta prima clinicamente, il valore nel sangue non è la riserva dei tessuti, e nessun marcatore è perfetto. E ricorda l'unica raccomandazione italiana di popolazione, l'acido folico periconcezionale, che si segue senza alcun esame. Conta sempre l'insieme del tuo profilo — ed è ciò che offre AI DiagMe, in aggiunta al parere del tuo medico.

Fonti

Fonti istituzionali italiane, società scientifiche e pubblicazioni indicizzate su PubMed utilizzate per questa guida:

Footnotes

  1. Istituto Superiore di Sanità — ISSalute, Vitamine: classificazione in idrosolubili (vitamina C e gruppo B) e liposolubili (A, D, E, K) «trasportate all'interno del corpo dai grassi e immagazzinate nel tessuto adiposo», fonti alimentari, avvertenza sugli integratori («è pressoché impossibile prenderne quantità eccessive con gli alimenti mentre ciò può avvenire prendendo integratori»). issalute.it 2 3 4 5 6 7

  2. Società Italiana dell'Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e Malattie dello Scheletro (SIOMMMS) — Sintesi delle nuove raccomandazioni 2022 per la gestione della carenza di vitamina D: definizione dello stato vitaminico D (deficiente < 10 ng/mL, insufficiente < 20, ottimale 20-50 nella popolazione generale, almeno 30 nei soggetti a rischio), variabilità del dosaggio 10-20%, «si raccomanda di non eseguire uno screening estensivo dei livelli di 25(OH)D nella popolazione generale», indicazione a non misurare indiscriminatamente nei soggetti a rischio. siommms.it 2 3 4 5 6 7 8

  3. Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) — Nota 96 per la prescrizione di farmaci a base di vitamina D (istituita 2019, aggiornamento febbraio 2023), testo riprodotto dalla Commissione del Farmaco di Area Vasta Emilia Centrale: categorie rimborsabili senza dosaggio (persone istituzionalizzate, con gravi deficit motori o allettate al domicilio, gravidanza e allattamento, osteoporosi non candidata a terapia remineralizzante), soglie di 25(OH)D < 12, < 20 e < 30 ng/mL, «inappropriatezza dello screening esteso alla popolazione generale». cfavec.it 2 3 4

  4. Obeid R, Andrès E, Češka R, et al. Diagnosis, Treatment and Long-Term Management of Vitamin B12 Deficiency in Adults: A Delphi Expert Consensus. J Clin Med, 2024. PubMed · DOI 2 3 4 5 6 7

  5. Harrington DJ, Stevenson E, Sobczyńska-Malefora A. The application and interpretation of laboratory biomarkers for the evaluation of vitamin B12 status. Ann Clin Biochem, 2025. PubMed · DOI 2 3 4

  6. Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) — LARN, Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia: vitamine, assunzione raccomandata per la popolazione (PRI) e assunzione adeguata (AI): valori di riferimento alimentari per vitamina C, tiamina, vitamina B6, folati, vitamina B12, vitamine A, D ed E nell'adulto. sinu.it 2

  7. Istituto Superiore di Sanità — EpiCentro, Acido folico e folati: raccomandazione periconcezionale del Network Italiano Promozione Acido Folico per la Prevenzione Primaria di Difetti Congeniti, «una corretta supplementazione di acido folico può ridurre fino al 70% il rischio di disturbi del tubo neurale», posizione prudente sulla fortificazione degli alimenti. epicentro.iss.it 2 3

  8. Istituto Superiore di Sanità — ISSalute, Vitamina B12 e folati: ruolo nei globuli rossi e nel sistema nervoso, vitamina B12 «presente solo nei prodotti di derivazione animale», popolazioni a rischio (vegani, vegetariani, anziani), carenza in circa 1 persona su 10 oltre i 75 anni, anemia megaloblastica, acido folico in gravidanza. issalute.it 2 3 4

  9. Humanitas — Vitamina C (acido ascorbico): ruolo nelle reazioni metaboliche e nella biosintesi di aminoacidi, ormoni e collagene; fonti alimentari; «la carenza di vitamina C, o acido ascorbico, provoca l'insorgenza dello scorbuto» con sanguinamento delle gengive, caduta dei denti, dolori muscolari ed emorragie sottocutanee. humanitas.it 2

  10. Golder JE, Bauer JD, Barker LA, et al. Prevalence, risk factors, and clinical outcomes of vitamin C deficiency in adult hospitalized patients in high-income countries: a scoping review. Nutr Rev, 2024. PubMed · DOI 2 3

  11. Kohnke S, Meek CL. Don't seek, don't find: The diagnostic challenge of Wernicke's encephalopathy. Ann Clin Biochem, 2021. PubMed · DOI 2

  12. Hadtstein F, Vrolijk M. Vitamin B-6-Induced Neuropathy: Exploring the Mechanisms of Pyridoxine Toxicity. Adv Nutr, 2021. PubMed · DOI 2 3

  13. Bertoldo F, Cianferotti L, Colao A, et al. Proposta per la refertazione della determinazione della vitamina D — Documento di consenso intersocietario SIBioC, ELAS-Italia, SIOMMMS, SIE, GIBIS, AME, SIR, SIMI, ORTOMED. Biochimica Clinica, 2024 — refertazione in nmol/L, prelievo a fine inverno/inizio estate, variabilità analitica del ±10%, livelli decisionali e critiche alla Nota 96. reumatologia.it 2 3 4

  14. Demay MB, Pittas AG, Bikle DD, et al. Vitamin D for the Prevention of Disease: An Endocrine Society Clinical Practice Guideline. J Clin Endocrinol Metab, 2024. PubMed · DOI 2 3

  15. LeBoff MS, Chou SH, Ratliff KA, et al. Supplemental Vitamin D and Incident Fractures in Midlife and Older Adults (VITAL). N Engl J Med, 2022. PubMed · DOI

Avvertenza medica. Questa scheda ha finalità informative ed educative; non costituisce un parere medico e non sostituisce una visita. I valori di riferimento variano da laboratorio a laboratorio e in base al metodo: solo il tuo medico può interpretare i risultati nel tuo contesto.