Indice

Colesterolo: valori normali di LDL, HDL e trigliceridi

Profilo lipidico: valori normali di colesterolo totale, LDL, HDL e trigliceridi in mg/dL, rapporto totale/HDL, digiuno e rischio cardiovascolare.

Pubblicato il 1 agosto 202616 min di letturaScritto dal Team Blood Analysis · Riletto e verificato da Julien Priour

Il profilo lipidico — o assetto lipidico, più semplicemente «le analisi del colesterolo» — misura i grassi del sangue: colesterolo totale, LDL (il «cattivo»), HDL (il «buono») e trigliceridi. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, circa un adulto italiano su cinque ha una colesterolemia totale pari o superiore a 240 mg/dL.1 Questa guida spiega come si legge un referto: i valori normali in mg/dL, se serve il digiuno, come si calcola il colesterolo LDL, quanto vale il rapporto colesterolo totale/HDL e come tutto entra nelle carte del rischio del Progetto CUORE.

In breve

  • Le LDL depositano il colesterolo nelle arterie (per questo «cattivo»), le HDL lo riportano al fegato (per questo «buono»).2
  • Valori desiderabili indicati dall'ISS per l'adulto: totale ≤ 200 mg/dL, LDL ≤ 100 mg/dL, HDL ≥ 50 mg/dL, trigliceridi ≤ 150 mg/dL.3
  • Non esiste un unico LDL «normale»: l'obiettivo dipende dal rischio cardiovascolare, non dall'età — da < 116 mg/dL nel rischio basso a < 55 mg/dL nel rischio molto alto.4
  • Il digiuno non è più indispensabile: le raccomandazioni recenti, recepite in Italia dalla SIBioC, ammettono il prelievo senza digiuno nella maggior parte dei casi.56
  • L'LDL di solito non viene misurato ma calcolato, con una formula che perde affidabilità quando i trigliceridi sono alti.57
  • In Italia il rischio a 10 anni si stima con le carte e il punteggio del Progetto CUORE (ISS), costruiti su coorti italiane.89
  • Il colesterolo alto è silenzioso: solo il prelievo lo rivela.10

Che cos'è il profilo lipidico e che cosa comprende

Il colesterolo è un lipide indispensabile: entra nelle membrane cellulari e serve a fabbricare gli ormoni steroidei e la vitamina D. In parte arriva dall'alimentazione, ma la quota maggiore la produce il fegato.10 Poiché i grassi non si sciolgono nel sangue, viaggia impacchettato in lipoproteine: il profilo lipidico misura — o calcola — le principali.

  • Colesterolo totale — la somma di tutto il colesterolo trasportato, quello «buono» compreso: il numero più visibile del referto e, da solo, il meno informativo.
  • Colesterolo LDL — la frazione che deposita colesterolo nella parete delle arterie: il bersaglio principale della prevenzione.4
  • Colesterolo HDL — la frazione che riporta il colesterolo al fegato. Un HDL basso è un fattore di rischio a sé.
  • Trigliceridi — un'altra forma di grasso, legata a zuccheri, alcol e peso corporeo, molto più sensibile del colesterolo a ciò che si è mangiato.11

A questi si aggiungono due marcatori richiesti sempre più spesso quando il quadro non è chiaro:

  • Apolipoproteina B — conta il numero di particelle aterogene, non il colesterolo che contengono: utile quando trigliceridi alti o diabete rendono l'LDL poco affidabile.12
  • Lipoproteina(a) — determinata quasi solo dai geni. Le società europee raccomandano di misurarla almeno una volta nella vita: non cambia con lo stile di vita e riclassifica il rischio.13

Colesterolo buono e cattivo: LDL, HDL e non-HDL

Il colesterolo è una sola molecola: cambia il trasportatore.

  • LDL = il «cattivo». Porta colesterolo ai tessuti e, in eccesso, lo lascia nella parete arteriosa, dove alimenta la placca: più LDL, più eventi cardiovascolari.2
  • HDL = il «buono». Fa il percorso inverso, verso il fegato. Un HDL basso si associa a un rischio maggiore; attenzione però, perché i farmaci pensati solo per alzarlo non hanno dimostrato benefici clinici.2
  • Colesterolo non-HDL = tutto il colesterolo aterogeno insieme (totale meno HDL). Utile quando i trigliceridi sono elevati, tanto che le raccomandazioni di laboratorio chiedono di calcolarlo e refertarlo d'ufficio.5

Perché il medico prescrive il profilo lipidico

  • Stimare il rischio cardiovascolare (infarto, ictus), quasi sempre insieme alla glicemia e all'emocromo completo.9
  • Individuare un'alterazione se ci sono fattori di rischio: familiarità, ipertensione, fumo, sovrappeso, diabete, sedentarietà.
  • Seguire nel tempo un cambiamento di abitudini o una terapia.
  • Cercare una forma familiare quando i valori sono molto elevati o ci sono infarti precoci in famiglia.14

Il quadro italiano giustifica l'attenzione: nell'indagine dell'ISS su adulti di 35-74 anni, il 21% degli uomini e il 23% delle donne risultava ipercolesterolemico (colesterolemia ≥ 240 mg/dL o in trattamento), e fra loro l'81% e l'85% non riceveva alcun trattamento.1 (Dati 1998-2002.)

Serve il digiuno per le analisi del colesterolo?

Qui le fonti italiane non dicono la stessa cosa, e vale la pena spiegarlo. La prassi storica — ancora riportata dalla scheda ISSalute e da molti laboratori — chiede almeno 12 ore di digiuno, con pasto leggero la sera prima, niente alcol nelle 24 ore precedenti, niente fumo né attività fisica nelle 2 ore prima del prelievo.1511

Le raccomandazioni internazionali sono però cambiate. Un consenso della European Atherosclerosis Society e della federazione europea di medicina di laboratorio ha stabilito che il digiuno non è abitualmente necessario: colesterolo totale, LDL e HDL variano pochissimo dopo un pasto, e solo i trigliceridi si alzano in modo modesto.6 Il documento è stato tradotto e pubblicato in italiano dalla SIBioC: si torna al campione a digiuno solo se i trigliceridi non a digiuno superano i 400 mg/dL.5

In pratica, seguite l'indicazione scritta sull'impegnativa; se non c'è, il prelievo senza digiuno va bene per la maggior parte delle persone. E nei giorni precedenti mangiate come al solito: «aggiustare» la dieta falsa proprio la fotografia che serve.

Valori desiderabili del profilo lipidico

Le soglie indicate dall'Istituto Superiore di Sanità per l'adulto, in mg/dL.3

MarcatoreValore desiderabile
Colesterolo totale≤ 200 mg/dL
Colesterolo LDL («cattivo»)≤ 100 mg/dL*
Colesterolo HDL («buono»)≥ 50 mg/dL
Trigliceridi≤ 150 mg/dL

* In assenza di fattori di rischio. Più il rischio cardiovascolare è alto, più basso è l'obiettivo.

Da sapere: gli intervalli possono variare da un laboratorio all'altro; il riferimento che conta è quello stampato accanto al vostro risultato. La scheda ISSalute lo dice in modo netto: per il colesterolo «non esiste un valore normale o anormale» valido per tutti.15 Per convertire in mmol/L: colesterolo mg/dL ÷ 38,7 ; trigliceridi mg/dL ÷ 88,5.

L'obiettivo di LDL dipende dal rischio, non dall'età

È il punto più importante, e risponde alla domanda ricorrente «qual è il colesterolo normale a 60 anni?». Non esiste un valore che si allarga con l'età: l'obiettivo di LDL si stringe man mano che il rischio cresce. La lettura italiana delle linee guida europee, pubblicata dalla SISA (Società Italiana per lo Studio dell'Aterosclerosi):4

Livello di rischioObiettivo di colesterolo LDL
Basso< 116 mg/dL (3,0 mmol/L)
Moderato< 100 mg/dL (2,6 mmol/L)
Alto< 70 mg/dL e riduzione ≥ 50% dal basale
Molto alto (malattia cardiovascolare già presente)< 55 mg/dL e riduzione ≥ 50%

Lo stesso documento indica come bersagli secondari il colesterolo non-HDL (< 130, < 100 e < 85 mg/dL per rischio moderato, alto e molto alto) e l'apolipoproteina B (< 100, < 80 e < 65 mg/dL). Per i trigliceridi non è fissato alcun obiettivo: sotto 150 mg/dL indicano semplicemente un rischio più basso.4 Tradotto: un LDL di 115 mg/dL è accettabile in una persona giovane senza fattori di rischio e decisamente troppo alto in chi ha già avuto un infarto. Solo il medico può collocarvi nella categoria giusta.

Trigliceridi: le fasce usate in Italia

Fascia (adulto)Trigliceridi
Desiderabile< 150 mg/dL
Borderline150 – 199 mg/dL
Alti200 – 499 mg/dL
Molto alti≥ 500 mg/dL

Sotto i 18 anni le soglie sono più basse: desiderabile sotto 90 mg/dL.11

Il rapporto colesterolo totale/HDL

Molti referti italiani stampano un rapporto colesterolo totale/HDL, talvolta chiamato «indice di rischio»: una divisione elementare fra i due valori (220 diviso 55 fa 4; 220 diviso 38 fa 5,8). Più è basso, meglio è — ma con tre avvertenze.

Non è un obiettivo di cura. Né le linee guida europee né la loro lettura italiana della SISA fissano un target su questo rapporto: gli obiettivi si scrivono sull'LDL, con non-HDL e apolipoproteina B come bersagli secondari.4

Un rapporto «buono» può nascondere numeri cattivi. Un LDL elevato compensato da un HDL molto alto dà un rapporto rassicurante che non annulla l'esposizione delle arterie alle particelle LDL.

In Italia esiste uno strumento migliore. Il punteggio individuale del Progetto CUORE non usa un rapporto: inserisce colesterolo totale e HDL come due variabili separate e continue.9 E se volete un indicatore sintetico da leggere in autonomia, il colesterolo non-HDL (totale meno HDL) è più solido: si confronta direttamente con le soglie qui sopra.

Come si calcola il colesterolo LDL: Friedewald e i suoi limiti

Dettaglio poco noto e molto utile: nella maggior parte dei referti l'LDL non è misurato, è calcolato. La formula classica, di Friedewald, in mg/dL:

LDL = colesterolo totale − colesterolo HDL − (trigliceridi ÷ 5)

Funziona bene quasi sempre, ma ha due punti deboli documentati.

Quando i trigliceridi sono alti. Il divisore fisso «5» presuppone un rapporto costante fra trigliceridi e colesterolo delle VLDL, presupposto che salta appena i trigliceridi salgono. Le raccomandazioni recepite dalla SIBioC indicano di non usare la formula sopra i 355 mg/dL di trigliceridi e di ricorrere alla misura diretta dell'LDL oltre i 400 mg/dL.5

Quando l'LDL è molto basso. In chi è già trattato, Friedewald tende a sottostimare l'LDL, proprio dove la precisione conta di più. Per questo sono nate equazioni alternative: quella messa a punto al NIH si è dimostrata più accurata sia nei normolipidemici sia in presenza di ipertrigliceridemia.7

In pratica: se l'LDL calcolato sembra incoerente con il resto del referto e i trigliceridi sono alti, chiedete al medico se non serva una determinazione diretta.

Il rischio cardiovascolare in Italia: le carte del Progetto CUORE

Qui l'Italia ha una specificità: gli strumenti di riferimento non sono i punteggi americani, ma quelli del Progetto CUORE dell'ISS, costruiti su coorti italiane. Sono due, complementari.

La carta del rischio cardiovascolare stima la probabilità di un primo evento cardiovascolare maggiore — infarto o ictus — nei 10 anni successivi. Si applica a donne e uomini di 40-69 anni senza precedenti eventi e combina sei fattori: sesso, diabete, età per decadi, fumo, pressione sistolica (da 90 a 200 mmHg) e colesterolemia totale (da 130 a 320 mg/dL, in cinque fasce). Colloca la persona in una delle sei categorie di rischio, che dicono quante persone su 100 con le stesse caratteristiche sono attese ammalarsi entro dieci anni.8

Il punteggio individuale è più preciso. Si applica da 35 a 69 anni e considera otto fattori: aggiunge il colesterolo HDL e la terapia antipertensiva, e tratta i valori come continui anziché per fasce. L'esito si legge in tre categorie: rischio basso sotto il 3%, da monitorare fra 3% e 20%, alto dal 20% in su.9

Perché uno strumento italiano? Perché il rischio di fondo varia molto fra i Paesi europei, e un algoritmo tarato sul Nord Europa sovrastima quello di un mediterraneo: ricercatori dell'ISS hanno confrontato le carte del CUORE con le carte europee SCORE proprio per misurarne la sovrapponibilità sulla popolazione italiana.16

Come interpretare i risultati

Colesterolo totale o LDL alto

Un LDL sopra il vostro obiettivo indica un eccesso di colesterolo aterogeno che nel lungo periodo alimenta la placca. Ma un risultato isolato non basta: va letto con HDL, trigliceridi e soprattutto il rischio globale. «Ho il colesterolo a 230, devo preoccuparmi?» non ha una risposta univoca: dipende da come quel 230 si distribuisce fra LDL e HDL e da chi siete. Il medico cerca anche cause secondarie — l'ipotiroidismo in primo luogo, ma anche una malattia renale, una colestasi, la gravidanza o alcuni farmaci: correggere la causa a monte a volte normalizza il profilo da solo.

HDL basso

Un HDL sotto i 50 mg/dL indicati come desiderabili dall'ISS è un fattore di rischio in sé, e le soglie di allarme più usate sono sotto 40 mg/dL nell'uomo e sotto 50 mg/dL nella donna.32 Ciò che funziona davvero per alzarlo: attività fisica, stop al fumo, calo di peso.

Trigliceridi alti

Sopra i 150 mg/dL entrano in gioco soprattutto zuccheri semplici, alcol, sovrappeso e un diabete mal controllato. È la voce del profilo che risponde più in fretta al cambiamento di abitudini. Se sono alti insieme a una glicemia al limite, guardate anche l'emoglobina glicata e l'insulina: trigliceridi alti + HDL basso è la firma tipica dell'insulino-resistenza.

Quando un valore diventa un'urgenza

Non esiste un «numero pericoloso» unico, ma un'eccezione va conosciuta: i trigliceridi oltre i 1.000 mg/dL possono provocare una pancreatite acuta e richiedono una valutazione medica rapida.17 Fuori da questo caso, un colesterolo alto non è un'emergenza: è un fattore di rischio da correggere nel tempo.

«Mangio sano e ho il colesterolo alto»

Situazione reale e frequente: gran parte del colesterolo la produce il fegato, quindi l'alimentazione non spiega tutto. Esiste inoltre una causa genetica ben definita, l'ipercolesterolemia familiare: la forma eterozigote riguarda 1 persona ogni 380-500, con valori tipicamente 2-3 volte il normale fin dall'infanzia; la forma omozigote, molto più rara (1 su 750.000-1.000.000), porta a valori 4-6 volte superiori con depositi visibili sulla pelle (xantomi) e sulla cornea. In Italia meno dell'1% degli eterozigoti è stato diagnosticato, e in questi casi «il primo sintomo può essere un infarto».14 Se il colesterolo è alto nonostante uno stile di vita corretto, o se in famiglia ci sono stati infarti prima dei 55-60 anni, parlatene con il medico.

Il colesterolo dà sintomi?

No. È completamente silenzioso: si possono avere valori elevati per anni senza accorgersene, ed è esattamente il motivo per cui il prelievo ha senso.10 Gli unici segni visibili riguardano le forme ereditarie molto elevate — depositi giallastri intorno agli occhi o sui tendini, un anello biancastro attorno all'iride in giovane età.14 Stanchezza, mal di testa e giramenti non sono sintomi di colesterolo alto.

Che cosa fa variare il profilo lipidico

Prima di trarre conclusioni da un valore fuori norma, conviene passare in rassegna ciò che lo modifica: il pasto precedente, che alza soprattutto i trigliceridi;6 alcol e zuccheri semplici; il peso e la sedentarietà; i grassi saturi e trans, che alzano l'LDL più del colesterolo alimentare in sé; il fumo, che abbassa l'HDL; alcune condizioni mediche (ipotiroidismo, malattia renale, diabete) e alcuni farmaci; la gravidanza; infine il metodo di laboratorio e la formula di calcolo dell'LDL.57

I mezzi con le prove più solide per migliorarlo restano gli stessi: sostituire i grassi saturi con grassi insaturi (olio d'oliva, frutta secca, pesce azzurro), aumentare le fibre solubili, ridurre alcol e zuccheri, muoversi, smettere di fumare. Quando non basta, il medico può proporre una terapia: è una decisione clinica basata sul rischio globale, mai sul singolo numero, e non va né avviata né sospesa di propria iniziativa.

Ricerche recenti

Da pubblicazioni indicizzate su PubMed:

  • Il digiuno non è più la regola. Il consenso europeo che ha sdoganato il profilo lipidico senza digiuno è stato adottato in Italia dalla SIBioC.65
  • Il calcolo dell'LDL si affina. Una nuova equazione sviluppata al NIH corregge la sottostima di Friedewald con LDL basso o trigliceridi alti.7
  • Si guarda al numero di particelle. L'apolipoproteina B misura quante particelle aterogene circolano ed è, in alcune situazioni, un indicatore di rischio migliore dell'LDL.12
  • La lipoproteina(a) entra nella pratica. Il consenso della European Atherosclerosis Society raccomanda di dosarla almeno una volta nella vita, dato il suo ruolo causale nell'aterosclerosi e nella stenosi aortica.13

Riguardano il modo di misurare e stratificare il rischio: non autorizzano alcuna automedicazione né modifica delle terapie in corso.

Fai interpretare il tuo profilo lipidico da AI DiagMe

Un colesterolo non si legge mai da solo: LDL, HDL e trigliceridi si interpretano insieme, e il loro significato dipende dal tuo rischio complessivo — età, pressione, fumo, glicemia, familiarità. È questo incrocio a dare al risultato il suo vero valore.

👉 AI DiagMe interpreta le tue analisi — del sangue, delle urine o delle feci — tenendo conto di tutto il tuo quadro, in un linguaggio chiaro. Un servizio informativo che non formula diagnosi e che completa, senza sostituirlo, il parere del tuo medico.

Domande frequenti

Quali sono i valori normali del colesterolo? Per l'adulto l'ISS indica come desiderabili: colesterolo totale ≤ 200 mg/dL, LDL ≤ 100 mg/dL, HDL ≥ 50 mg/dL, trigliceridi ≤ 150 mg/dL.3 L'obiettivo di LDL si abbassa man mano che il rischio cardiovascolare aumenta.

Il colesterolo normale cambia con l'età, per esempio a 60 anni? No: le soglie non si allargano con gli anni. Cambia l'obiettivo di LDL, che si stringe quando il rischio cresce — e l'età è solo uno dei fattori che lo determinano, insieme a pressione, fumo, diabete e storia familiare.4

Bisogna essere a digiuno? Non più necessariamente: il consenso europeo recepito dalla SIBioC considera il prelievo senza digiuno accettabile nella maggior parte dei casi.65 Molti laboratori italiani chiedono comunque 12 ore.15

Che cos'è il rapporto colesterolo totale/HDL e quanto deve essere? È il colesterolo totale diviso l'HDL: più è basso, meglio è. Ma nessuna linea guida europea o italiana fissa un obiettivo terapeutico su questo rapporto: i target si scrivono sull'LDL, con non-HDL e apolipoproteina B come bersagli secondari.4

Quale valore di colesterolo è pericoloso? Il colesterolo alto non è un'emergenza immediata: è un fattore di rischio da correggere nel tempo. L'eccezione sono i trigliceridi oltre i 1.000 mg/dL, che possono causare una pancreatite acuta.17

Come si abbassa il colesterolo in modo naturale? Sostituendo i grassi saturi con grassi insaturi, aumentando le fibre solubili, limitando alcol e zuccheri, con attività fisica regolare e smettendo di fumare. Gli effetti si misurano in settimane o mesi, non in dieci giorni, e non sostituiscono una terapia prescritta.

Mangio sano ma ho il colesterolo alto: com'è possibile? Perché la maggior parte del colesterolo la produce il fegato, e perché esiste l'ipercolesterolemia familiare, che riguarda circa 1 persona ogni 380-500 e in Italia è diagnosticata in meno dell'1% dei casi.14

A che serve misurare l'apolipoproteina B o la lipoproteina(a)? L'apolipoproteina B conta le particelle aterogene ed è utile quando trigliceridi o diabete rendono l'LDL poco affidabile.12 La lipoproteina(a) è geneticamente determinata e va misurata almeno una volta nella vita.13

Da ricordare

I valori desiderabili dell'ISS: totale ≤ 200, LDL ≤ 100, HDL ≥ 50, trigliceridi ≤ 150 mg/dL. L'obiettivo di LDL dipende dal rischio, non dall'età, da < 116 a < 55 mg/dL. Il digiuno non è più obbligatorio, ma l'impegnativa vince sempre. L'LDL è calcolato, e la formula si inceppa quando i trigliceridi sono alti. Il rapporto totale/HDL è una lettura rapida, non un bersaglio: in Italia il riferimento sono le carte e il punteggio del Progetto CUORE. E il colesterolo è silenzioso: solo il prelievo lo rivela.

Nessun numero da solo racconta la storia intera: sono l'insieme dei marcatoricolesterolo totale, LDL, HDL, trigliceridi, apolipoproteina B, lipoproteina(a) — e il vostro contesto a dare senso al risultato. È ciò che offre AI DiagMe, a complemento del vostro medico.

Fonti

Fonti istituzionali italiane e pubblicazioni scientifiche (PubMed) utilizzate per questa guida :

Footnotes

  1. Istituto Superiore di Sanità — EpiCentro, Colesterolo e ipercolesterolemia: aspetti epidemiologici (prevalenza nella popolazione italiana 35-74 anni, indagine 1998-2002, dati di trattamento). epicentro.iss.it 2

  2. Mach F, et al. 2019 ESC/EAS Guidelines for the management of dyslipidaemias: lipid modification to reduce cardiovascular risk. European Heart Journal, 2020. PubMed · DOI 2 3 4

  3. Istituto Superiore di Sanità — Progetto CUORE, Colesterolemia (valori desiderabili: totale ≤ 200 mg/dl, LDL ≤ 100 mg/dl, HDL ≥ 50 mg/dl, trigliceridi ≤ 150 mg/dl). cuore.iss.it 2 3 4

  4. SISA — Zambon A, Casula M. Classificazione del rischio cardiovascolare e obiettivi terapeutici alla luce delle recenti linee guida ESC/EAS. Giornale Italiano dell'Arteriosclerosi 2020;11(2):7-17 (obiettivi LDL-C, non-HDL-C e ApoB in mg/dL). sisa.it 2 3 4 5 6 7

  5. SIBioC — Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica, Quantificazione delle lipoproteine aterogeniche per le terapie ipolipemizzanti: raccomandazioni di consenso EAS/EFLM (traduzione italiana di Langlois MR et al.), Biochimica Clinica 2020;44(3). biochimicaclinica.it 2 3 4 5 6 7 8

  6. Nordestgaard BG, et al. Fasting is not routinely required for determination of a lipid profile: a joint consensus statement from the European Atherosclerosis Society and European Federation of Clinical Chemistry and Laboratory Medicine. European Heart Journal, 2016. PubMed · DOI 2 3 4 5

  7. Sampson M, et al. A New Equation for Calculation of Low-Density Lipoprotein Cholesterol in Patients With Normolipidemia and/or Hypertriglyceridemia. JAMA Cardiology, 2020. PubMed · DOI 2 3 4

  8. Istituto Superiore di Sanità — Progetto CUORE, Carta del rischio cardiovascolare (40-69 anni, sei fattori di rischio, colesterolemia totale da 130 a 320 mg/dl, sei categorie di rischio a 10 anni). cuore.iss.it 2

  9. Istituto Superiore di Sanità — Progetto CUORE, Calcolo del punteggio individuale (35-69 anni, otto fattori compresi HDL e terapia antipertensiva, soglie di rischio 3% e 20%). cuore.iss.it 2 3 4

  10. Istituto Superiore di Sanità — EpiCentro, Colesterolo e ipercolesterolemia (definizione, ruolo fisiologico, produzione epatica, valori desiderabili). epicentro.iss.it 2 3

  11. Humanitas — Trigliceridi: valori normali (fasce adulto e under 18 in mg/dl, preparazione all'esame: 12 ore di digiuno, alcol, fumo, attività fisica). humanitas.it 2 3

  12. Sniderman AD, et al. Apolipoprotein B Particles and Cardiovascular Disease: A Narrative Review. JAMA Cardiology, 2019. PubMed 2 3

  13. Kronenberg F, et al. Lipoprotein(a) in atherosclerotic cardiovascular disease and aortic stenosis: a European Atherosclerosis Society consensus statement. European Heart Journal, 2022. PubMed · DOI 2 3

  14. Ospedale Pediatrico Bambino Gesù — Ipercolesterolemia familiare (1 su 380-500 per la forma eterozigote, 1 su 750.000-1.000.000 per l'omozigote, valori 2-3 e 4-6 volte la norma, xantomi, meno dell'1% diagnosticato in Italia). ospedalebambinogesu.it 2 3 4

  15. ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) — Colesterolo (analisi cliniche) (valore auspicabile inferiore a 200 mg/dl, digiuno di almeno 12 ore, assenza di un valore «normale» universale). issalute.it 2 3

  16. Donfrancesco C, et al. Italian cardiovascular mortality charts of the CUORE project: are they comparable with the SCORE charts? European Journal of Cardiovascular Prevention and Rehabilitation, 2010. PubMed

  17. Humanitas — Trigliceridi alti: i sintomi e come abbassarli (valori superiori a 1.000 mg/dl e rischio di pancreatite acuta). humanitas.it 2

Avvertenza medica. Questa scheda ha finalità informative ed educative; non costituisce un parere medico e non sostituisce una visita. I valori di riferimento variano da laboratorio a laboratorio e in base al metodo: solo il tuo medico può interpretare i risultati nel tuo contesto.