Sommaire

Quanto costano le analisi del sangue in Italia

Quanto si paga davvero per un prelievo? Ecco le tariffe ufficiali del Servizio sanitario nazionale esame per esame, il ticket a carico del paziente, chi ha diritto all'esenzione e i numeri della diagnostica di laboratorio in Italia — tutto da fonti ufficiali italiane.

Aggiornato il 3 agosto 2026A cura di Smart Medical Care SAS
36,15
è il tetto massimo del ticket per ricetta nella specialistica ambulatoriale, esami del sangue compresi (salvo esenzione)
Fonte 1
8
prestazioni della stessa branca specialistica prescrivibili con una sola ricetta: gli esami del sangue si raggruppano
Fonte 1
3,15
è la tariffa nazionale dell’emocromo completo con formula (codice 90.62.2), in vigore dal 30 dicembre 2024
Fonte 2
1,00–4,95
è l’intervallo delle tariffe nazionali dei singoli esami del sangue più comuni, dalla glicemia alla ferritina
Fonte 2
1,09 mld
di prestazioni di laboratorio erogate in Italia nel 2022: circa l’82% di tutta la specialistica ambulatoriale
Fonte 3
5,9 %
della popolazione italiana convive con il diabete, cioè oltre 3,5 milioni di persone (stima Istat 2020)
Fonte 4
7,05 %
degli adulti italiani ha una malattia renale cronica: il 59% è in fase precoce, spesso senza saperlo
Fonte 5
18 su 100
adulti italiani di 18-69 anni riferiscono una diagnosi di ipercolesterolemia (sorveglianza Passi 2022-2023)
Fonte 6
≈ 3 mln
di portatori sani di talassemia in Italia: un motivo tutto italiano per cui un emocromo «alterato» spesso non è una malattia
Fonte 7
95 %
delle persone sane rientra nell’intervallo di riferimento: ≈ 1 risultato su 20 esce dai limiti senza malattia
Fonte 8

Quanto si paga: il ticket sulle analisi del sangue

In Italia gli esami del sangue rientrano nella specialistica ambulatoriale, una delle prestazioni comprese nei Livelli essenziali di assistenza (LEA). Quando sono prescritti con una ricetta del Servizio sanitario nazionale, la regola fissata dal Ministero della Salute è semplice: il ticket a carico dell'assistito è pari alla tariffa della prestazione, fino a un tetto massimo di 36,15 euro per ricetta, fatti salvi gli assistiti che godono di esenzione.1

Due conseguenze pratiche. La prima: poiché le tariffe dei singoli esami sono basse (spesso uno o due euro), una ricetta con pochi esami di base costa molto meno del tetto massimo — si paga la somma delle tariffe, non i 36,15 €. La seconda: con una sola ricetta si possono prescrivere fino a otto prestazioni della stessa branca specialistica,1 ed è per questo che gli esami del sangue vengono raggruppati; un pannello ampio può quindi avvicinarsi al tetto, che però non viene mai superato.

Attenzione a un punto che spiega molte differenze di prezzo fra un'Asl e l'altra: il decreto ministeriale stabilisce le tariffe massime nazionali, ma ogni Regione adotta il proprio nomenclatore tariffario, e gli importi regionali superiori alle tariffe massime restano a carico dei bilanci regionali.9 Il Ministero stesso rimanda ai portali regionali per le tariffe applicate localmente.1 Le cifre di questa pagina sono quindi il riferimento nazionale: per l'importo esatto che pagherete, verificate sul portale della vostra Regione o chiedete alla vostra Asl.

Tariffe nazionali, esame per esame

Ecco quanto vale, per il Servizio sanitario nazionale, ciascuno degli esami del sangue più richiesti. Sono le tariffe del decreto tariffe (DM 26 novembre 2024), in vigore dal 30 dicembre 2024, che ha sostituito un nomenclatore fermo al 1996.2 Con la ricetta del SSN, e senza esenzione, questa tariffa è anche quello che pagate — fino al tetto dei 36,15 € per ricetta.

Si nota subito che gli esami di base costano pochissimo — glicemia e ALT un euro tondo, creatinina e trigliceridi 1,10 € — mentre i dosaggi immunometrici come TSH, emoglobina glicata e ferritina costano quattro o cinque volte tanto. Un profilo lipidico completo, sommando colesterolo totale, HDL e trigliceridi, resta comunque sotto i cinque euro.

Esenzioni: chi non paga il ticket

Il ticket non si paga sempre. Il Ministero della Salute individua quattro situazioni che danno diritto all'esenzione, per alcune o per tutte le prestazioni: particolari condizioni di reddito associate all'età o alla condizione sociale; la presenza di determinate patologie croniche o rare; il riconoscimento dello stato di invalidità; e altri casi particolari, cioè la gravidanza, la diagnosi precoce di alcuni tumori e l'accertamento dell'HIV.1

Esistono poi prestazioni per cui il ticket non è proprio previsto: gli esami di laboratorio inclusi in programmi organizzati di diagnosi precoce e prevenzione collettiva promossi dalla Regione, quelli necessari alla tutela della salute collettiva o obbligatori per legge, le prestazioni connesse alla donazione di sangue, organi e tessuti, e gli esami strettamente collegati a un ricovero programmato.1 Il codice di esenzione viene verificato e riportato sulla ricetta dal medico prescrittore; per il proprio caso specifico il riferimento è la propria Asl.

I numeri della diagnostica di laboratorio in Italia

Il laboratorio è, di gran lunga, la branca più voluminosa della sanità italiana. Secondo l'Annuario Statistico del Servizio Sanitario Nazionale, nel 2022 le strutture pubbliche e private accreditate hanno erogato oltre 1,08 miliardi di prestazioni di «laboratorio analisi chimico cliniche e microbiologiche», pari a circa l'82% di tutte le prestazioni di specialistica ambulatoriale erogate in Italia.3 A titolo di confronto, la diagnostica per immagini si ferma a circa 56 milioni di prestazioni.

Questo volume si spiega con la diffusione delle condizioni che il sangue individua e monitora. Il diabete riguarda il 5,9% della popolazione secondo la stima Istat riferita al 2020, cioè oltre 3,5 milioni di persone.4 La malattia renale cronica interessa il 7,05% degli adulti secondo lo studio CARHES condotto sull'Italian Health Examination Survey: quasi sei casi su dieci sono in fase precoce, individuabili solo con creatinina e albuminuria.5 E secondo la sorveglianza Passi 2022-2023 dell'Istituto Superiore di Sanità, 18 adulti su 100 fra i 18 e i 69 anni riferiscono una diagnosi di ipercolesterolemia, mentre il 41% presenta almeno tre fattori di rischio cardiovascolare e solo il 2% ne è del tutto libero.6

Leggere bene i risultati: il riflesso dell’« intervallo di riferimento »

Un intervallo di riferimento copre circa il 95% delle persone sane: statisticamente, quasi un risultato su venti esce dai limiti senza che ci sia alcuna malattia.8 Un valore isolato e di poco spostato è quindi raramente preoccupante: contano il contesto e l'insieme degli esami.

In Italia c'è un motivo in più per non allarmarsi davanti a un emocromo «alterato». Si stimano infatti circa tre milioni di portatori sani di talassemia, e circa 7.000 persone con la forma grave, concentrati soprattutto in Sardegna, in Sicilia, nelle regioni meridionali ma anche nel delta padano e in Veneto.7 Il portatore sano ha stabilmente globuli rossi più piccoli senza essere malato: un profilo che va distinto da una carenza di ferro, e che da solo spiega molti referti «fuori norma» del tutto benigni. La nostra tabella dei valori normali e il nostro convertitore di unità vi aiutano a collocare ogni risultato.

Domande frequenti

Quanto costano le analisi del sangue in Italia?

Con una ricetta del Servizio sanitario nazionale, il ticket a carico del paziente è pari alla tariffa della prestazione, fino a un tetto massimo di 36,15 euro per ricetta (salvo esenzione). Le tariffe nazionali dei singoli esami sono basse: 1,00 € la glicemia, 1,20 € il colesterolo totale, 3,15 € l’emocromo completo, 4,75 € il TSH, 4,95 € la ferritina. In pratica una ricetta con pochi esami di base costa molto meno del tetto massimo, mentre un pannello ampio può arrivare a toccarlo.

Perché il prezzo cambia da una Regione all’altra?

Perché il decreto ministeriale fissa le tariffe massime nazionali, ma ogni Regione adotta il proprio nomenclatore tariffario e le proprie regole sul ticket: il Ministero della Salute ricorda esplicitamente che molte Regioni hanno adottato tariffe proprie, consultabili sui portali regionali, e che gli importi superiori alle tariffe massime restano a carico dei bilanci regionali. Per l’importo esatto che pagherete conviene quindi verificare sul portale della vostra Regione o chiedere alla vostra Asl.

Chi ha diritto all’esenzione dal ticket?

Secondo il Ministero della Salute il diritto all’esenzione (per alcune o per tutte le prestazioni) spetta in quattro situazioni: particolari condizioni di reddito associate all’età o alla condizione sociale; presenza di determinate patologie croniche o rare; riconoscimento dello stato di invalidità; altri casi particolari come la gravidanza, la diagnosi precoce di alcuni tumori e l’accertamento dell’HIV. Le informazioni di dettaglio si ottengono dalla propria Asl.

Ci sono esami del sangue che non prevedono ticket?

Sì. Il ticket non è previsto, fra l’altro, per gli esami di laboratorio inclusi in programmi organizzati di diagnosi precoce e prevenzione collettiva promossi dalla Regione (per esempio la ricerca del sangue occulto nelle feci), per gli esami necessari alla tutela della salute collettiva o obbligatori per legge, per le prestazioni connesse alla donazione di sangue, organi e tessuti, per l’accertamento dell’infezione da HIV nei soggetti a rischio e per le prestazioni della tutela della maternità. Sono inoltre esclusi dal ticket gli esami strettamente collegati a un ricovero programmato.

Quante analisi del sangue si fanno in Italia?

Moltissime: nel 2022 le strutture pubbliche e private accreditate hanno erogato oltre 1,08 miliardi di prestazioni della branca «laboratorio analisi chimico cliniche e microbiologiche», pari a circa l’82% di tutte le prestazioni di specialistica ambulatoriale erogate in Italia. È di gran lunga la branca più voluminosa del Servizio sanitario nazionale.

Un valore fuori intervallo è sempre preoccupante?

No. Un intervallo di riferimento è costruito per coprire circa il 95% delle persone sane: quasi un risultato su venti esce dai limiti senza che ci sia alcuna malattia. In Italia c’è anche un motivo in più per non allarmarsi davanti a un emocromo «alterato»: si stimano circa tre milioni di portatori sani di talassemia, una condizione che modifica stabilmente alcuni valori senza essere una malattia. Contano il contesto e l’insieme degli esami, interpretati dal medico.

Quali malattie si individuano più spesso con un prelievo di sangue in Italia?

Fra le più frequenti: il diabete (5,9% della popolazione secondo la stima Istat 2020, oltre 3,5 milioni di persone), l’ipercolesterolemia (18 adulti su 100 fra i 18 e i 69 anni nella sorveglianza Passi 2022-2023) e la malattia renale cronica (7,05% degli adulti nello studio CARHES, con quasi sei casi su dieci in fase precoce e spesso non consapevoli).

Avvertenza. Questi numeri hanno finalità informative ed educative e provengono da fonti ufficiali alla data indicata. Non costituiscono un parere medico: l’interpretazione dei vostri risultati spetta al vostro medico.

Fonti

  1. 1

    Ministero della Salute — « Ticket ed esenzioni — la compartecipazione alla spesa sanitaria » · salute.gov.it

  2. 2

    Ministero della Salute e Ministero dell’Economia e delle Finanze — « DM 26 novembre 2024 — Definizione delle tariffe relative all’assistenza specialistica ambulatoriale e protesica (GU 27 dicembre 2024, in vigore dal 30 dicembre 2024) » · trovanorme.salute.gov.it (PDF)

  3. 3

    Ministero della Salute — Ufficio di Statistica — « Annuario Statistico del Servizio Sanitario Nazionale — Anno 2022 (prestazioni erogate per branca specialistica) » · salute.gov.it (PDF)

  4. 4

    Istituto Superiore di Sanità — EpiCentro — « Diabete: aspetti epidemiologici in Italia (stime Istat 2020 e sorveglianza Passi) » · epicentro.iss.it

  5. 5

    De Nicola L et al. (studio CARHES) — « Prevalence and cardiovascular risk profile of chronic kidney disease in Italy: results of the 2008-12 National Health Examination Survey. Nephrol Dial Transplant, 2015 » · PubMed

  6. 6

    Istituto Superiore di Sanità — « Cuore: il 41% degli italiani tra 18 e 69 anni ha almeno tre fattori di rischio (sorveglianza Passi 2022-2023), 26 settembre 2024 » · iss.it

  7. 7

    ISSalute — Istituto Superiore di Sanità — « Talassemia: malattie rare di origine ereditaria » · issalute.it

  8. 8

    Timbrell NE — « The Role and Limitations of the Reference Interval Within Clinical Chemistry. Br J Biomed Sci, 2024 » · PubMed

  9. 9

    Ministero della Salute — « Nomenclatori e tariffe nazionali delle prestazioni del SSN (tariffe massime nazionali e tariffe regionali) » · salute.gov.it